Teatro, Teatrorecensione — 10/11/2012 at 22:39

La malattia dei nervi di un “Prodigioso delirio” entra nella Stanza per diventare Teatro. Una superba interpretazione di Mario Sala

di
Share

Stanze esperienze di teatro d’appartamento è una rassegna ideata e realizzata da Alberica Archinto e Rossella Tansini, rassegna di drammaturgie contemporanee che trova la sua collocazione ideale in abitazioni private di Milano. Tra questi c’è anche Prodigioso Delirio ispirato allo studio di Sigmund Freud sul caso clinico del dottor Schreber, interpretato da Mario Sala per la regia di Lorenzo Loris. Sabato 10 novembre 2012 una replica straordinaria si è tenuta all’Ortomercato Discoteca Sogemi di via Lombroso 54 a Milano, nell’ambito della prima edizione del Festival dei beni confiscati alle mafie organizzato dal Comune di Milano. Immobili sequestrati e confiscati sono stati riconvertiti ad uso sociale, tra cui figura anche la discoteca.

 

Mario Sala è il dottor Daniel Paul Schreber, figura vestita di bianco e lo incontriamo nel salotto di un elegante appartamento del centro di Milano, di proprietà di Salvatore Carruba che accoglie con garbo gli ospiti introducendoli in un ambiente dove l’atmosfera è ovattata e conviviale allo stesso tempo. Sulla parete dell’ingresso appare in evidenza una delle frasi di Bertold Brecht che dice: “ Siete venuti qui per fare del teatro, ma ora dovete dirci a che cosa serve?” (Dal discorso di Brecht agli attori -operai danesi sull’arte dell’osservazione), e comprendi come il teatro è ovunque, nelle anime di chi lo fa e di chi lo va a vedere, nei teatri come nelle fabbriche fino nelle case come quella di una famiglia che apre le sue porte, che per una strana alchimia, si mescola fino a creare il teatro nel teatro, senza distinzioni di sorta. La distanza prossemica tra l’artista e il pubblico si annulla a vicenda, creando così una forma di complicità emotiva di forte coinvolgimento. L’uomo seduto ad uno scrittoio è dotato di un eloquio che non sembra mai cessare, è nervoso e tremante.

Soffre di una grave crisi nervosa e le sue visioni allucinatorie lo possiedono fino a farlo credere di poter essere contemporaneamente sia uomo che donna. Il delirio di cui soffre lo trascina verso i gorghi dell’inconscio più cupo sondato dallo stesso Freud che studiò a fondo il caso e arrivando a d affermare che: “Schreber avrebbe dovuto essere fatto professore di psichiatria e direttore di una clinica psichiatrica”. Dalle Memorie di un malato di nervi lo psicanalista elaborerà il saggio noto come il caso Schreber nel quale ipotizzerà la sua teoria sulla paranoia. Un uomo di legge magistrato a capo di una Corte d’Apello a Dresda racconta nelle sue “Memorie” con un’enfasi drammatica che toglie il respiro, la sua strana esperienza allucinatoria sempre con una determinazione tale da rasentare la perfezione, dove la sua intelligenza superiore è sia il valore aggiunto e allo stesso tempo dannazione per la sua vita. Arriva a pensare all’evirazione per trasformare il suo corpo maschile in sembianze femminili e ciò determina una continua oscillazione del pensiero.

 

 

L’attore si immedesima alla perfezione creando intorno a sé un’aurea sinistra e metafisica. La luce è fioca e rischiara il suo viso con un lume rosso di quelli usati per onorare i defunti. Veste la toga nera da magistrato come se dovesse tenere la sua arringa in tribunale ma in realtà è la sua difesa ad una vita che lo costringe a fare i conti con una sofferenza indicibile. I suoi nervi sono scossi da pensieri atroci in grado di portarlo a provare esperienze al limite della sopportazione fisica. Solo la scrittura può darli sollievo. Mario Sala è totalmente convincente nella sua eccellente interpretazione, un uomo tormentato e sofferente ma anche lucidamente cosciente del suo agire della psiche. L’attore viene coadiuvato dalla regia di Lorenzo Loris, attento a creare con cura certosina la struttura drammaturgica della narrazione. Il dottor Schreber si congeda accompagnato dalle note di Beethoven e quando le luci si riaccendono si ritorna alla vita reale, allietati da un ricco buffet offerto dalla famiglia Carruba, dove la conversazione è motivo di confronto sull’esperienza vissuta. Tra gli ospiti della serata era presente anche Maria Mulas considerata l’artista della fotografia più importante in Italia. Si aprono le porte per ritornare alle proprie abitazioni salutati uno per uno e la notte cala sul Teatro nelle Stanze.

 

Prodigioso delirio

ispirato allo studio di Sigmund Freud sul caso clinico del dottor Schreiber

visto a Milano il 29 ottobre 2012

 

Share

Comments are closed.