RUMOR(S)CENA – TORINO – Un grande autore, un testo iconico, un regista che di quell’autore e di quel testo si è messo in ascolto. È questa l’alchimia su cui poggia la bella messa in scena di Una delle ultime sere di Carnovale diretta da Valerio Binasco in apertura di stagione al Teatro Carignano di Torino. L’impianto corale della commedia animata da personaggi che si affiancano gli uni agli altri formando un puzzle dove i singoli pezzi compongono un’immagine variegata, ma armoniosa, prende vita in un gruppo di attrici e attori capaci di incarnare con credibilità amori, passioni, contrasti e riconciliazioni: sentimenti umani semplici e autentici, resi con verità, senza retorica.
Egregi tutti gli interpreti che qui citiamo in ordine alfabetico e che abbiamo apprezzato per l’attitudine a calibrare vis comica e gravità, leggerezza e profondità: Andreapietro Anselmi, Natalino Balasso, Mauro Bernardi, Marta Cortellazzo Wiel, Matteo Cremon, Michele Di Mauro, Giordana Faggiano, Milvia Marigliano, Daniele Marmi, Elisabetta Mazzullo, Orietta Notari, Nicola Pannelli, Cristina Parku, Aron Tewelde, Ivan Zerbinati.

Il pregio del lavoro di Binasco sta nel non aver piegato il testo a una lettura forzatamente contemporanea, né nella forma, né nei contenuti. L’ambientazione (il laboratorio tessile di Sior Zamaria trasformato con pochi tocchi in sala di ricevimento dallo scenografo Guido Fiorato) e i costumi vivaci e caratterizzanti (creazione di Alessio Rosati)sono d’epoca; le luci di Alessandro Verazzi sono tenui e soffuse, simili a quelle delle candele o delle lampade a olio del Settecento; le musiche di Filippo Conti accompagnano l’azione senza prevaricarla con un tessuto sonoro dove l’Adagio di Albinoni, suonato da una fisarmonica, evoca un mondo. Gelosie, contrasti caratteriali, sogni e speranze, litigi e pacificazioni sono quelli di sempre: non servono modernizzazioni per comunicarli e comprenderli.
In un contesto semplice e familiare, quello di una festa tra amici per passare in allegria una sera di Carnevale, si intrecciano storie diverse ma accomunate da due sentimenti condivisi: amore e malinconia. L’amore è alla base della vita, ci dice Goldoni e con lui Binasco: anche se a volte costa sacrificio e capacità di adattamento, è antidoto alla solitudine e alla tristezza senza essere costrizione ma libertà. E la malinconia si insinua lieve negli animi ma non turba il fluire della vita: l’accompagna come una presenza discreta e costante.

Così le diverse coppie si scontrano e poi si incontrano, pacificandosi. Capofila, i giovani Sior Anzoleto e Siora Domenica vivono il travaglio di una decisione sofferta, quella della partenza da Venezia, che Matteo Cremon e Marta Cortellazzo Wiel rendono con slancio coinvolgente.

Sior Momolo e Siora Polonia, dopo molte schermaglie trovano il modo di unire le proprie solitudini, tra battute comiche e riflessioni pensose sostenute dalla matura perizia attoriale di Natalino Balasso e Orietta Notari; Sior Zamaria e Madame Gatteau incontrano l’amore in tarda età, uniti dal desiderio di condividere e animare le proprie vite in una unione resa brillante dall’arguzia allusiva di Milvia Marigliano capace di scuotere l’apatia rassegnata incarnata da Michele Di Mauro.

E intorno a loro gli amori e gli umori delle altre coppie si intersecano in un quadro d’insieme lieve ma in grado di lasciare il segno.
Certo è il motivo dell’addio il tema più vicino al cuore di Goldoni in quel 1762 in cui rappresenta la commedia al teatro San Luca prima di partire per Parigi, una città dalla quale non farà più ritorno. Il distacco da Venezia per affermare sé stesso e il proprio talento, come decide di fare il giovane tessitore Anzoletto, è lo specchio di quello che travagliava l’animo del drammaturgo deciso ad espatriare per dare una svolta alla sua contrastata carriera. Binasco coglie con sensibilità questo aspetto del testo, che non manca di mettere in rilievo nel disegnare i personaggi e che pone a sigillo della rappresentazione con una scritta finale evocativa del nostro tempo: Dedicato a tutti quelli che vogliono andar via, giovani o meno giovani, che partono lasciando il mondo conosciuto e le persone amate per costruirsi un futuro diverso.
Una delle ultime sere di Carnovale di Carlo Goldoni. Regia Valerio Binasco, scene Guido Fiorato , costumi Alessio Rosati , luci Alessandro Verazzi , suono Filippo Conti
Interpreti e personaggi
Michele Di Mauro, Sior Zamaria
Marta Cortellazzo Wiel, Siora Domenica
Matteo Cremon, Sior Anzoletto
Nicola Pannelli, Sior Bastian
Elisabetta Mazzullo, Siora Marta
Daniele Marmi, Sior Lazaro
Giordana Faggiano, Siora Alba
Ivan Zerbinati, Sior Agustin
Cristina Parku, Siora Elenetta
Orietta Notari, Siora Polonia
Natalino Balasso, Sior Momolo
Milvia Marigliano, Madama Gatteau
Mauro Bernardi, Cosmo
Andreapietro Anselmi, Baldissera
Aron Tewelde, Martin
Coproduzione del Teatro Stabile Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Stabile Veneto– Teatro Nazionale e Teatro Stabile di Bolzano con il sostegno di Fondazione CRT
Visto il 5 ottobre 2026 al Teatro Carignano di Torino





