Culture, editoria, racconti, poesie — 09/08/2012 at 10:14

La “Storia cadaverica d’Italia” raccontata a teatro da Daniele Timpano in una pubblicazione curata da Graziano Graziano. Titivillus editore

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Daniele Timpano è uno degli autori più interessanti della scena degli anni Zero. I suoi spettacoli Dux in scatola – Risorgimento pop Aldo morto, sono stati raccolti nella pubblicazione Storia cadaverica d’Italia edito da Teatrino dei Fondi e Titivillus e curato da Graziano Graziani, con interventi di Antonio Audino, Graziano Graziani, Lorenzo Pavolini, Paolo Puppa, Attilio Scarpellini. Il volume sarà disponibile nelle librerie da settembre o su richiesta alla casa editrice.

Il testo di Risorgimento pop è scritto con Marco Andreoli. Mazzini, Mussolini, Moro, tre protagonisti delle grandi stagioni che hanno scandito i primi 150 anni della storia dell’Italia politica – risorgimento, fascismo, repubblica – ma anche tre cadaveri, tre “corpi morti del re” su cui sono state edificate mitologie laiche, dottrine politiche, retoriche più o meno di parte. Su questa materia scivolosa, con un taglio allo stesso tempo ironico e iconoclasta, Daniele Timpano ha tracciato una sua personale ricerca artistica lungo l’arco di tre spettacoli.

In questo volume sono raccolti i testi dei tre spettacoli a sfondo storico-politico dell’autore che gli sono valsi l’etichetta di anti- narratore. L’obiettivo non è quello di ricostruire una verità storica, ma quello di smontare e far esplodere le retoriche che accompagnano le costruzione delle molteplici verità. Con ironia caustica e una buona dose di iconoclastia politica, tutti elementi “scandalosi” in un Paese dove il teatro politico è sempre un teatro a tesi, un’arte officiante dello sdegno civile e rivoluzionario.

I tre testi ruotano attorno ai corpi morti dei leader. La politica è sbirciata con irriverenza nel suo aspetto cadaverico, nella loro corsa verso il disfacimento. Il corpo politico, che simboleggia l’unità del paese, del partito, del movimento rivoluzionario, si sfalda inesorabilmente, e i suoi pezzi seguono un destino grottesco, ignare reliquie di “santi” contemporanei.

In Dux in scatola (2005), si narrano le avventure post-mortem del cadavere di Mussolini, trafugato da militanti neofascisti, nascosto per decenni in un baule e poi restituito dopo anni alla famiglia e tumulato a San Cassiano di Predappio, dove diventa oggetto di un culto laico – ma anche di business turistico – a sfondo neofascista.

Risorgimento pop (2008) racconta della mummia male imbalsamata di Mazzini, del culto mai nato dell’eroe risorgimentale e della decadenza che lo accompagnia, nella celebrazione artefatta e mummificata dei programmi scolastici e della toponomastica. Del vero eroe pop del risorgimento, Garibaldi, vediamo soltanto la famosa gamba ferita, tra un improbabile parallelismo con Britney Spears e i rigurgiti dei neoborbonici del terzo millennio.

Aldo Morto (2012) è dedicato al sequesto Moro, ma non insegue una verità da raccontare sugli anni di piombo. Nel testo si inseguono, squadernate e rovesciate, le tante verità di parte: quelle dei parenti delle vittime e quelle dei carnefici, tutti pronti sfornare libri di memorie ben retribuiti; la verità delle canzonette rivoluzionarie e quella della stampa buonista, entrambe incastrate in un vortice di retoriche contrapposte.

 
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http://danieletimpano.blogspot.com

 

 

 

 

 

 

 

 

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