Che arte sarà? Proposte e idee per una pratica di teatro sociale del futuro

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MODENA – Nell’ambito del Festival Trasparenze organizzato dal Teatro dei Venti di Modena, si svolge nel Foyer del Teatro Storchi di Modena e in altri spazi del centro storico della città, il convegno “Che arte sarà? Proposte e idee per una pratica di teatro sociale del futuro” – Incontro internazionale sull’arte del teatro in ambito sociale.

 

 

Tavolo sul lavoro attorale

Il teatro di interazione sociale partecipa attivamente, e sempre più, ai processi di rinnovamento dei linguaggi e delle tecniche: si sta affermando come vero e proprio riferimento nel contesto culturale e artistico del teatro tout court, di cui evidentemente fa parte. Nel lavoro di registi, attori, attrici, drammaturghi, tecnici che hanno scelto di operare nella ricerca teatrale con persone in particolare condizione di disagio, confrontandosi con le differenze sociali, ambientali, culturali, si sono sviluppate pratiche e tecniche su cui vale la pena, oggi più che mai, riflettere. Nella specificità di percorsi e metodi, si avverte una crescente comunicazione tra teatro d’arte e teatro sociale. In particolare, per quel che riguarda ATTORI e interpreti, si pongono questioni indubbiamente interessanti. Muovendo soprattutto dalla storica prospettiva del ‘gruppo’, che mantiene in sé spesso inalterate le connotazioni del Nuovo Teatro Italiano, sembra che oggi il teatro sociale abbia sviluppato nuove tecniche necessarie, che inglobano performance e interpretazione “classica”, professionismo e amatorialità. Gli attori professionali sono chiamati spesso a pratiche di montaggio e di regia in scena, in cui fondamentale appare non solo l’ascolto dell’Altro e l’interazione, ma anche una reattività immediata e creativa, che rendono l’interprete capace di rispondere a situazioni spesso non garantite in termini di ambiente, ricezione, esiti. Per quel che riguarda, infine, le cosiddette disabilità, o nuove e diverse abilità, è un dato di fatto che siano emersi, in Italia e in Europa, nuovi protagonisti della scena, che connotano, con le proprie fisicità o il proprio passato umano e biografico, presenze attorali assolutamente originali e di fatto potentissime.

Quali sono, dunque, le caratteristiche dell’Attore di teatro sociale? Come incoraggiare, sviluppare, approfondire tecniche d’apprendimento e di messa in scena del sé?

Partecipanti

Francesca Mainetti, attrice, formatrice, regista. E’ una delle direttrici artistiche di Teatro19 (insieme a Valeria Battaini e Roberta Moneta). Dal 2010 si occupa in particolar modo della relazione fra teatro e salute mentale collaborando con l’Unità Operativa di Psichiatria n.23 degli Spedali Civili di Brescia. È inoltre da molti anni attrice e collaboratrice di Alessandro Garzella e parte integrante della compagnia Animali Celesti Teatro d’Arte Civile con la quale Teatro19 ha avviato una collaborazione artistica e progettuale.

Guido Di Palma. Attualmente è il presidente del Corso di Studi in Arti e Scienze dello Spettacolo del Dipartimento di Storia dell’ Arte e Spettacolo dell’Università di Roma “La Sapienza” e direttore del Master in “Teatro nel sociale” della Sapienza.

Collabora con varie riviste scientifiche ed ha partecipato a diversi convegni internazionali. Tra i suoi interessi i legami della cultura orale con il teatro e con i sistemi di trasmissione dei saperi performativi, coltivati anche in seno al gruppo internazionale di ricerca “Spectacle vivante e sciences humaines” della Maison de Sciences de l’Homme di Parigi. Attualmente studia le pratiche attoriali nel teatro popolare, nel teatro di figura, nel teatro di regia e nel teatro sociale. Si occupa, inoltre, dell’uso delle tecnologie transmediali nei sistemi museali, nella didattica e nella ricerca sul teatro e lo spettacolo.

Michele Pascarella. Critico e studioso di teatro, danza e arti visive, curioso di altre arti, ufficio stampa e comunicazione di progetti culturali. Dal 1992 si occupa di teatro contemporaneo e tecniche di narrazione. Si interessa in particolare delle rivoluzioni del Novecento e delle contaminazioni fra le diverse pratiche artistiche. Racconti su un attore operaio. Luigi Dadina nel Teatro delle Albe (Titivillus, 2017) è il suo primo libro. Ora sta ne sta curando un altro, con e su una meravigliosa coreografa bolognese.

Tania Bedogni. Di formazione artistica, Psicologa, Psicoterapeuta ad indirizzo psicosocioanalitico da più di vent’anni opero nel mondo del sociale con diversi ruoli come Danzamovimentoterapeuta, formatrice, progettista e supervisore di gruppi di lavoro. Negli anni ho lavorato con bambini, persone con disabilità, persone con disagio psichico e anziani. Attualmente come Specialista di Processo socio-assistenziale sono referente tecnico per servizi socio-sanitari distribuiti in cinque regioni del Nord Italia. Da spettarice curiosa attenta al linguaggio del corpo nel diversi contesti, dal 2017 ho intrapreso una collaborazione con il magazine on-line PAC.

Lorenza Cervara. Arrivo al teatro “attivo” in età adulta, un po’ per curiosità, un po’ per gioco; inizio in Teatro Officina con un corso adulti, incentrato sul testo e la parola, da lì il teatro diventa sempre più importante e presente nella mia vita. Dopo vari seminari e workshop con diversi maestri da Albertazzi a De Fazio, incontro il teatro fisico e il teatro danza di Michelina Capato e capisco che quello è il mio mondo. Un teatro che parte dal corpo, dai gesti, dal “fare” in totale libertà, in un contesto dove la libertà è negata imparo che libertà significa responsabilità. Nella vita come in teatro ci sono regole che si possono anche infrangere, ma sempre consapevoli delle responsabilità che ci prendiamo nel farlo.

Bruce Wall. The London Shakespeare Workout (LSW) and the LSW Prison Project as founded by Dr. Bruce Wall and Dame Dorothy Tutin for more than two decades sought to fulfill the Charity’s stated purpose: ‘to employ the works of Shakespeare and other major writers/thinkers as a tool towards effective INTERACTION in order to promote confidence through the Will to Dream for ALL’.  LSW has been privileged to undertake projects in prisons throughout the world (including programmes in 100 different custodial estates in England alone) as well as in a wide range of professional theatres ranging from London’s West End and New York’s Broadway to Canada’s renown Stratford Festival.  Additionally LSW has run prison programmes with many of the world’s leading theatrical training organisations ranging from Germany’s Ernst Busch and America’s Julliard to London’s famed Royal Academy of Dramatic Art (RADA) in a 19 year commitment as well as with Oxford and Cambridge Universities. Michael Billington writes in The Guardian:  ‘LSW works at the highest level. What is impressive is the commitment of the entire company and its rare passion for language.’  

Ivana Milenović Popović is an Actress and Project Manager of the DAH Theatre International in Belgrade. Following her career as an actress in DAH Theatre, she has developed into a professional in the field of arts management and cultural policies. Her research interests include contemporary theatre, transdisciplinary theory of performing arts (with a focus on acting), the increasingly popular and omnipresent phenomenon of art in public space, the politics of memory, as well as the concept of sustainable development in the field of culture. Lives and works in Belgrade.

Enrico Piergiacomi è studioso di teatro e di storia della filosofia antica, attualmente affiliato all’Università degli Studi di Trento. Collabora con Doppiozero e con Teatro e Critica. Con la seconda rivista, cura il progetto di divulgazione scientifica Teatrosofia, che studia l’interpretazione filosofica (antica e non) del lavoro dell’attore.

Cristina Valenti insegna Storia del Nuovo Teatro e Teatro Sociale presso l’Università di Bologna. È curatrice dell’Archivio Leo de Berardinis e dell’Archivio della Compagnia della Fortezza. È presidente dell’Associazione Scenario, direttore della rivista “Quaderni di Teatro Carcere” e consulente scientifico del Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna. Ha pubblicato volumi su importanti esperienze del teatro contemporaneo con particolare riferimento al teatro delle giovani generazioni e al teatro di interazione sociale. Suoi saggi sono pubblicati nelle riviste“Prove di Drammaturgia”, “Economia della cultura”, “Hystrio”, “Culture Teatrali”, “Teatro e Storia”.

 

Roberto Rinaldi. Laurearato in discipline arte musica e spettacolo DAMS Università di Bologna, specializzato in Psicologia clinica facoltà di Medicina e Chirurgia Bologna. Docente presso Formazione professionale di Bolzano. Giornalista e critico teatrale. Direttore responsabile del sito di critica teatrale www.rumorscena.com 

Lucia Medri. Laureata al DAMS presso l’Università degli Studi di Roma Tre con una tesi magistrale in Antropologia Sociale, sceglie di dedicarsi alla scrittura critica partecipando a workshop e seminari presso la Fondazione Romaeuropa. Dal 2013 è redattrice presso la testata online Teatro e Critica e approfondisce parallelamente la sua formazione editoriale in contesti quali agenzie letterarie e case editrici (Einaudi). Negli ultimi anni si specializza in web editing prendendo parte a master e stage dedicati al Social Media Management presso aziende operanti nel settore culturale (Fondazione Cinema per Roma).

Roberto Cuppone come attore e regista ha lavorato con Losey, Nanni, Scaparro, Marcucci, De Bosio, Brintrup, Costa, Boso, Soleri, Merisi, Micol, Maag, Foà, Degli Esposti, Meditz, Pagliai; come autore ha scritto circa cinquanta testi teatrali rappresentati; è consulente teatrale dell’Accademia Olimpica di Vicenza per cui dal 2013 dirige “Laboratorio Olimpico”; insegna Antropologia Teatrale e Drammaturgia all’Università di Genova; ha pubblicato saggi e monografie soprattutto sulla Commedia dell’Arte e sul teatro del novecento.

Lorenzo Donati – 

Horacio Czertok direttore e regista di Teatro Nucleo, ente  di produzione, formazione, ricerca teatrale, riconosciuto dalla Regione Emilia Romagna, con sede a Ferrara.

Fondato nel 1974 a Buenos Aires da Cora Herrendorf e Horacio Czertok con il primo nome di Comuna Nucleo e stabilitosi definitivamente a Ferrara nel 1978, è oggi una realtà composita dove diverse progettualità artistiche operano sul territorio cittadino, nazionale e internazionale, una cooperativa teatrale dove i fondatori e le nuove generazioni di attori e registi operano in sinergia con altre realtà associative e istituzionali.

La Konsulta – Trasparenze Festival è un gruppo di giovani spettatori attivi di età compresa tra i 16 e i 25 anni, che affianca la Direzione Artistica nella scelta degli spettacoli e dei progetti urbani di Trasparenze Festival. Lo scopo de La Konsulta, oltre che portare un nuovo punto di vista nella selezione, è di essere “ponte” tra lo spettatore e gli artisti. 

Uditori Gabriele Anzaldi, Anita Vincenzi, Marcello Gravina, Doralice Pezzola

 

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