Culture, musica e concerti, Pensieri critici — 08/11/2025 at 08:50

Cinquant’anni fa moriva Luigi Dallapiccola, compositore tra i maggiori del Novecento.

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RUMOR(S)CENA – Una delle figure di maggiore rilievo nel panorama musicale del Novecento, il compositore Luigi Dallapiccola, si spegneva cinquant’anni fa a Firenze, città dove aveva stabilito la sua residenza con la moglie Laura Coen Luzzatto e dove era nata Annalibera, unica figlia della coppia, dedicataria del “Quaderno musicale di Annalibera”. Luigi Dallapiccola (1904-1975) è a buon diritto annoverato tra i principali esponenti della scuola dodecafonica, sullo stesso piano dei tre grandi viennesi Arnold Schönberg, Anton Webern e Alban Berg. Cresciuto a contatto con influssi culturali cosmopoliti, sin dall’inizio della sua produzione sviluppa una predilezione per la grande tradizione musicale italiana del Rinascimento e del Barocco, sentendo allo stesso tempo gli stimoli che gli giungono da autori quali Busoni, Mahler e Schönberg, autori all’epoca non propriamente in auge in Italia.

Nasce a Pisino d’Istria, due anni dopo il “dilettissimo fratello” Giovanni, figlio di Pio Dallapiccola, da Trento (allora preside dell’unico Gymnasium di lingua italiana dell’Istria) e di Domitilla Alberti, da Ala. Durante la prima guerra mondiale è internato a Graz: il padre è ritenuto “elemento sovversivo” e “politicamente infido” dall’amministrazione austro-ungarica, pertanto obbligato al confino, con tutta la famiglia. Presso il teatro della città stiriana ha luogo l’iniziazione alla musica di Luigi, grazie alle opere di Wagner e di Verdi; alla fine del conflitto, rientrato a Pisino, inizia gli studi musicali nella vicina Trieste sotto la guida di Alice Andrich Florio e Antonio Illersberg; nel corso degli studi conosce il Manuale di armonia di Arnold Schönberg, testo fondamentale per la sua formazione come compositore. Dopo aver conseguito la licenza liceale, nel 1922 si trasferisce a Firenze (città in cui da allora risiederà per il resto della sua vita), dove completa gli studi pianistici con Ernesto Consolo e quelli di composizione con Roberto Casiraghi, Corrado Barbieri e Vito Frazzi.

A Firenze conosce un primo periodo di ristrettezze economiche, spostandosi da una camera ammobiliata all’altra e praticando una dieta spartana, per tirare avanti con il minimo esborso. Nel 1930 inizia la collaborazione con il violinista Sandro Materassi, un sodalizio artistico umano che sarà fondamentale per la diffusione in Europa della musica da camera del Novecento. È questo l’anno in cui descrive ai suoi amici fiorentini i primi, frustranti tentativi di fare carriera, in un carteggio che intitola Romanzo di un giovane povero (stesso titolo del romanzo di Octave Feuillet, 1858). Anche se il Manuale di Armonia di Schönberg è stato un testo determinante per la sua formazione, Dallapiccola elabora un proprio linguaggio personale e arriva alla dodecafonia per vie assolutamente originali, introducendo progressivamente differenti strutture basate sul cromatismo, fino a raggiungere la serie di dodici suoni.

Luigi Dallapiccola (fonte Wikipedia)

Un’altra notevole differenza dai tre grandi viennesi consiste nel fatto che mentre Schoenberg, Webern e Berg basano la loro poetica soprattutto sulla musica strumentale, per Dallapiccola è la voce ad avere il primo piano e il suo genio, oltre a un notevole catalogo strumentale, dà vita a opere quali Volo di notte, Marsia, Job, Ulisse e a una corposa produzione corale e vocale da camera. Agli inizi della sua carriera come docente in conservatorio, compone la sua opera prima, Divertimento in quattro esercizi, commissionata dalla Società Le Carillon di Ginevra; è il 1934 e in questo lavoro compaiono, seppur timidamente, delle serie di dodici note. Fondamentale per la vita e l’arte di Luigi Dallapiccola è la presenza della moglie Laura, che gli fornisce il sostegno di una presenza culturalmente evoluta e di un pensiero razionale e rigoroso. Laura Coen Luzzatto (Trieste 1911- Firenze 1995) conosce Luigi nel 1931 e i due si sposano nel 1938; bibliotecaria e traduttrice, Laura lavora presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze e ne viene allontanata nel 1939, in ottemperanza alle leggi razziali fasciste: è infatti di origine ebrea, iscritta alla Comunità israelitica di Firenze.

Reintegrata in biblioteca dopo la Liberazione, è promossa a direttore e va in pensione anticipata, nel 1950. Dopo la morte del marito si dedica a ordinarne il lascito e istituisce due fondi, presso l’Archivio Contemporaneo “Alessandro Bonsanti” del Gabinetto Vieusseux e presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Negli anni Trenta Dallapiccola incontra Darius Milhaud, Francis Poulenc, Paul Collaer e ottiene da Antoine de Saint-Exupéry l’autorizzazione per Volo di notte.  Ha contatti con il coreografo Léonide Massine, che gli propone dapprima un balletto su alcuni episodi dell’Odissea e poi il balletto Diana, al quale avrebbe dovuto lavorare Henri Matisse per le scenografie; entrambi i progetti non si compiranno, per divergenze di vedute e per le difficoltà causate dalla guerra.

Nel 1941 il compositore è invitato al ricevimento in onore di Wilhelm Furtwängler, in Germania, dove lo stesso anno sono eseguiti il Piccolo Concerto per Muriel Couvreux e i Canti di prigionia, in prima assoluta; l’anno successivo la Reichsmusikkammer vieta l’esecuzione della musica di Dallapiccola in Germania. Il tema della libertà, ricorrente nelle sue opere, è sentito con intensità totalizzante dal compositore, che reagisce con la sua arte alle violenze della storia. La sua capacità di trasformare in opera d’arte le vicende tragiche della vita fa nascere Tre Laudi (quale reazione all’uccisione a Parigi dei fratelli Rosselli, già suoi allievi), seguite da Canti di prigionia, Il prigioniero e, dopo la guerra, dai Canti di liberazione. Dopo la fine della seconda guerra mondiale per Dallapiccola inizia una certa notorietà internazionale, che si accresce progressivamente negli anni Sessanta e gli frutta numerosi riconoscimenti. Nel 1972 compone il brano Commiato per voce e strumenti, dal titolo profetico: sarà la sua ultima composizione; si spegne il 19 febbraio 1975 nella sua casa di via Romana 34; è sepolto nel cimitero fiorentino di Trespiano.

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