Teatro, Teatro recensione — 06/02/2019 11:57

Nella “stanza dei giochi” dove si impara a crescere. Scena Madre: una realtà di teatro sociale

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RUMOR(S)CENA – SCENAMADRE – LA STANZA DEI GIOCHI – PIACENZA – Chi non ha mai desiderato da bambino una stanza tutta per sé piena di giocattoli? Un luogo dove rifugiarsi e vivere l’immaginario mondo in cui lasciarsi trasportare dalla fantasia. Uno spazio privilegiato in cui è possibile vivere e ri-vivere le proprie esperienze infantili, le tappe evolutive ed esorcizzare anche le paure, le insicurezze, le emozioni e i sentimenti e i piccoli e grandi conflitti in cui ogni essere umano sperimenta. Il gioco serve anche a questo e ha un valore indispensabile per la crescita. Chi meglio di un artista teatrale (ma in questo caso definirlo solo così è limitativo,  può ricreare sulla scena quelle che sono le dinamiche di relazione dove sono gli stessi bambini -attori a sperimentarle? Il teatro assume anche una funzione pedagogica se elaborata con la necessaria serietà, ancor prima, di presentare lo spettacolo al pubblico. Scena Madre è una realtà artistica di base a Lavagna (Genova) dedita alla “ricerca teatrale teatrale e pedagogica” con l’intento esplicitato sulla pagina del loro sito che non lascia dubbi: “cerchiamo modalità sempre nuove di lavoro e comunicazione con le persone, per provare ad entrare in punta di piedi nel loro mondo e coglierne le dinamiche, i pensieri, le paure, la poesia”.

 

Una sorta di piccolo manifesto programmatico che spiega bene il lavoro di Marta Abate e Michelangelo Frola autori e registi dello spettacolo “La stanza dei giochi”, vincitore del Premio Scenario Infanzia del 2014 e attualmente in tournée con Lucia Oca e Francesco Scavo: due piccoli e bravissimi protagonisti scelti per interpretare il tema dei conflitti, agiti attraverso la conquista e il possesso di uno spazio creato per giocare. Parte da una ricerca maturata negli anni questo piccolo capolavoro teatrale , sintesi che trova nel teatro e nell’animazione teatrale, il giusto compimento del lavoro che i due operatori artistici svolgono da anni nelle scuole, attraverso laboratori aperti a bambini, ragazzi e anche agli adulti del loro territorio (la riviera ligure di ponente tra Lavagna, Chiavari, Sestri Levante). Un presidio di formazione importante, capace di aggregare le diverse generazioni, con l’intento di far crescere una cultura del fare teatro come esperienza di vita e non solo ludico ricreativa.

Solo così si può agire in contesti educativi e didattici nel favorire: «il divertimento e la curiosità come elementi essenziali dell’apprendimento» – spiegano Marta Abate e Michelangelo Frola – a corredo delle proposte offerte a chi si vuole avvicinare al teatro. Si occupano di didattica e animazione teatrale, di teoria del gioco cooperativo e perfino di teatro sociale e pedagogia infermieristica. Un aspetto del loro lavoro che incuriosisce e conferma come il teatro sociale se condotto con serietà e agito in contesti di cura, possa favorire una maturazione non solo umana ma anche di responsabilizzazione del proprio ruolo professionale. Scena Madre collabora con l’Università degli Studi di Torino, dove svolge dei laboratori con gli allievi del corso di Infermieristica. Non ci si deve stupire se una professione sanitaria si avvicini all’arte scenica confrontandosi su questioni molto delicate, quali la relazione con il paziente e la necessaria empatia per affrontare chi soffre. Esperienze di questo genere accrescono la possibilità di saper gestire le proprie emozioni e vissuti in contesti di cura con il giusto atteggiamento. La visione de La stanza dei giochi riconduce ad un momento della vita in cui ogni esperienza è fondamentale e propedeutica alla crescita di un bambino fino all’età adulta.

 

Marta Abate e Michelangelo Frola spiegano da quale assunto sono partiti per scrivere il testo: «Due bambini imparano sulla propria pelle quanto ci si possa ferire in modo molto sottile, semplicemente rendendo il gioco strumento di inganno, ricatto, minaccia. La stanza dei giochi mette in scena una piccola guerra fredda dove la realtà e il gioco si confondono, il tempo non è più un parametro immutabile e agli adulti non è permesso entrare.» La scelta di far agire una dinamica conflittuale tra i due bambini, vivaci e perfettamente a loro agio nel ruolo di protagonisti (Lucia Oca è al suo debutto mentre Francesco Scavo ha già interpretato questo ruolo più volte), permette di leggere in parallelo le sequenze descritte: il senso del potere della bambina nei confronti del maschio, l’uso esclusivo del giocattolo, il rivendicare una superiorità dettata dal possesso di un oggetto, fino a cercare una mediazione. Nel gioco tra bambini accade questo e dal litigio – dispetto, si passa alla riconciliazione e alla condivisione. Si assiste per cui ad una doppia interpretazione che permette all’adulto di rivedersi in queste dinamiche e riflettere su come sia facile scadere nell’egoismo e nella prepotenza a volte, senza cercare di capire chi ci sta di fronte.

I bambini spettatori si divertono e assistono ad un teatro che li guida a riconoscere i propri comportamenti, e la sua funzione pedagogica si manifesta osservando dei coetanei sulla scena, come stessero giocando in un contesto sociale, scolastico, famigliare. L’adulto spettatore e genitore ha dalla sua la possibilità di riconoscere facilmente, attraverso la finzione teatrale, molti aspetti della relazione educativa che si manifestano in ambito famigliare. Con la semplicità che contraddistingue il lavorare con i bambini, Marta Abate e Michelangelo Frola, dimostrano con coerenza il percorso di crescita dei loro piccoli allievi, dove lo spettacolo è il risultato finale di un processo di formazione. La stanza dei giochi diventa così  luogo di sperimentazione ancor prima della sua rappresentazione.

Scenamadre “La stanza dei giochi” Teatro Filodrammatici per le Stagioni di Teatro Ragazzi 2018/2019 di Teatro Gioco Vita, curate da Simona Rossi e organizzate dal Centro di produzione teatrale diretto da Diego Maj con Fondazione Teatri e Comune di Piacenza, la collaborazione dell’Associazione Amici del Teatro Gioco Vita

In scena gli attori bambini Lucia Oca e Francesco Scavo. Regia e drammaturgia sono di Marta Abate e Michelangelo Frola Produzione ScenaMadre – Associazione Culturale Gli Scarti.

Visto al Teatro Filodrammatici di Piacenza il 20 gennaio 2019

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