azioni performative, Teatro — 04/06/2015 18:46

CANTO: melodia per artisti nomadi

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CASCINA ( Pisa) – Azul Teatro è un gruppo di artisti di diversa formazione. Provengono dal teatro, la danza, la poesia, dalle arti visive. Hanno ideato il progetto CANTO (ospite attuale al festival di Zagabria “ZAKI”) che è risultato di una ricerca rispetto al processo di creazione artistica da loro indagato e che spesso è messo in scena in luoghi non specificamente teatrali, quindi in azione performativa. Sono infatti stati selezionati come progetto artistico dalla Certosa di Pisa per la Soprintendenza ai beni culturali (quella pisana è la seconda Certosa italiana per importanza dopo quella di Pavia), per un primo studio negli splendidi spazi di Calci, Comune vicino alla città, fra uliveti secolari con accanto uno straordinario Museo universitario di Storia naturale, nella cornice della chiostra del convento. Sono poi approdati alla Città del Teatro di Cascina, a pochi chilometri di distanza, in un teatro storico attualmente Centro di produzione teatrale (TRIC), che ha dato loro residenza artistica e in cui torneranno per la prima nazionale nella prossima stagione.

Canto   169
La narrazione è minimalista: due microfoni due voci due presenze. Una donna, Serena Gatti e un uomo Raffaele Natale, ma soprattutto due attori che incrociano le proprie personali esperienze umane ed artistiche. Dall’incontro nascono suggestioni, creazioni, interrogazioni sul proprio essere sul proprio divenire di artisti. Lei è la voce poetica-sua la scrittura dei testi ricchi di rime, assonanze, allitterazioni, lui poeta di suoni (diviso fra chitarra elettrica e classica) e voce dialogante.
Storie di vite che si intrecciano dove il volo reale (lei che si improvvisa voce di hostess d’aerei in varie lingue varie destinazioni oppure mima col corpo seminudo di spalle il volo degli uccelli) e quello immaginario-chi sei chi siamo dove andiamo, nel dialogo con l’altro da sé col forse occasionale compagno di viaggio. O forse, non solo. Come accade nella vita e nel viaggio esistenziale onirico ed artistico. La relazione fra i due protagonisti in scena dove solo una scala sul fondale è l’unico oggetto di scena ed è utilizzata dalla Gatti, è ben equilibrata. I dialoghi tra i due sono rapsodici, ma compensati dalle esecuzioni strumentali dal vivo del musicista, oltre che da note di canzoni francesi registrate o magari sentite attraverso un organetto meccanico sulle note de La vie en rose.

Canto   399

Un lavoro di grande pulizia formale che si interroga sul senso del lavoro dell’artista, dove la parola assume il senso del dare e darsi senso e la musica ne sottolinea le inarcature, le sottigliezze, come solo le note musicali, quelle giuste, possono fare e dare alla parola detta. Un lavoro questo di AZUL Teatro, che restituisce atmosfere raffinate e di forte sospensione onirica.

Produzione: Certosa di Pisa, Città del Teatro di Cascina con Lanificio 25 (Napoli), Spazio Off (Trento), Gruppo Galpao di Belo Horizonte
Ideazione e direzione di Serena Gatti e Raffaele Natale
Con Serena Gatti e Raffaele Natale
Luci Marcello D’Agostino e Valeria Foti

Visto a Cascina- la Città del teatro il 25 maggio 2015

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