musica e concerti — 03/12/2014 22:35

Orchestra of Samples degli Addictive Tv: musica da ascoltare e da vedere

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ROMA – Il Romaeuropa Festival 2014 giunge al termine e chiude i suoi due mesi di ricca programmazione ospitando per la prima volta in Italia gli Addictive Tv, il duo britannico formato da Graham Daniels e Mark Vidler, accompagnati dal gruppo musicale italiano Frank Sent Us. Gli Addictive Tv sono conosciuti a livello internazionale per il loro insolito ma affascinante modo di produrre musica che, rispetto alle abitudini comuni, non solo si sente, ma soprattutto si vede, in quanto audio e video suonano contemporaneamente. Nelle loro creazioni utilizzano di solito materiali provenienti dal cinema e dalla televisione. I due prelevano o per utilizzare un termine più specifico, campionano (sample) suoni e immagini da film e video, per realizzare un nuovo prodotto che fanno letteralmente suonare. In ambito internazionale, infatti, sono famosi per le loro particolari versioni di trailer cinematografici, come “Fast&Furios” e “The Millionaire”.

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Al Romaeuropa Festival invece presentano la loro ultima creazione “Orchestra of Samples”, un progetto realizzato nell’arco di circa quattro anni, che i due artisti hanno passato intorno al mondo per registrare e filmare performance musicali e canore provenienti da ogni tipo di cultura: percussionisti brasiliani, spagnoli e tunisini, batteristi turchi, cantanti del Bhutan, del Giappone e del Messico, flautisti egiziani, marocchini e russi e tutta una serie di strumenti musicali europei. L’intento di questo progetto non è né antropologico, né storico e inoltre, anche se i due utilizzano culture provenienti da tutto il mondo, non vogliono restituirci una visione multiculturale della società odierna in un mondo che viaggia sempre più verso la globalizzazione. Piuttosto, partendo da questi suoni e immagini, gli Addictive Tv danno vita a una composizione musicale e visiva nuova, originale e unica. I vari elementi mixati creano delle melodie in cui suoni esotici, classici, rock e pop si mescolano, si influenzano e arrivano a fondersi alla perfezione, senza sembrare slegati, né tanto meno dissonanti. Il risultato è quello di una grande e strabiliante orchestra virtuale, composta da musicisti che non hanno mai suonato assieme e che difficilmente si incontreranno se non sullo schermo in proiezione e attraverso un lavoro di editing.

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Flauti, batteria, violini, violoncelli, canto rap, tutti pre-registrati, si incontrano con la chitarra elettrica suonata dal vivo dai Frank Sent Us, dando vita a un evento coinvolgente che avvolge l’udito e lo sguardo dello spettatore. Il materiale dunque è quasi tutto preregistrato però la sensazione che si prova è di assistere a un evento live, a un grandissimo concerto da stadio con miriadi di strumenti coinvolti. L’unica cosa che potrebbe disturbare questo concerto multi-strumentale è proprio una delle sue particolarità. “Orchestra of Samples” non solo si ascolta ma si vede, perché i vari elementi registrati sono dei filmati. Il mixaggio quindi comprende sia l’audio che il video. Com’è risaputo, gli occidentali subiscono la forza attrattiva dell’immagine più di quella dell’audio, perché ne sono quotidianamente bombardati ed essendo anche gli eredi del rinascimento e della prospettiva geometrica, si ritrovano con i  sensi audio-tattili atrofizzati a favore della vista.

 Questa particolare predisposizione potrebbe far distogliere l’attenzione dal vero fulcro di performance come quelle degli Addictive Tv, che anche se utilizzano il video, sono in realtà dei concerti musicali. I video utilizzati dal duo non sono astratti, ma reali, in quanto riprendono i suonatori durante le loro performance, e questo potrebbe avere altre conseguenze. La scelta di proiettare i volti e le azioni di artisti musicali in video, anziché favorire l’unione dei diversi suoni senza che si produca una distinzione culturale, potrebbe risultare controproducente. I filmati di uomini e donne di diverse nazionalità rischiano di suggerire una lettura antropologica della performance, da cui il duo vuole invece discostarsi. Il pubblico accetta comunque  il patto con i due artisti e riesce a vivere un’esperienza multisensoriale anche polifonica che difficilmente avrà modo di provare in altre occasioni, perché nasce dall’accostamento di suoni talmente variegati che le pratiche musicali canoniche difficilmente accosterebbero.

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Visto il 30 Novembre 2014 alla Pelanda, ex mattatoio Testaccio, Roma, in occasione del Romaeuropa Festival.

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