azioni performative, La foto del giorno — 03/05/2020 at 22:00

Giacomo Verde, in ricordo di un grande artista

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RUMOR(S)CENA -GIACOMO VERDE – PISA – Giacomo Verde aveva negli occhi la curiosità mobile del bambino e nel lavorare coi colleghi la capacità di entusiasmare e interagire con sana leggerezza, complice una creatività a tutto raggio in grado di spaziare dalle ideazioni alle performance alle installazioni tanto di averlo reso una delle personalità di spicco della Video Arte. Ho avuto occasione di assistere ad alcune sue prove d’artista come critico teatrale e anche la fortuna di collaborare per uno spettacolo in cui ero stata coinvolta come drammaturga.

La prima esperienza di contatto diretto e personale è stata alla Città del Teatro di Cascina dove collaboravo come consulente nel 2005. Alessandro Garzella allora direttore artistico, lo invitò per allestire Storie mandaliche 3.0, una riedizione dell’omonima versione 2.0, lavoro rivolto al Teatro per ragazzi ma anche adatto ad un pubblico adulto. Giacomo Verde era in scena come performer diretto da Fabrizio Cassanelli: trovai il suo lavoro interessante anche se in corso di aggiustamenti. Piacque molto ai ragazzi perché coglieva in pieno l’esigenza di utilizzo anche in teatro e nella narrazione, delle nuove tecnologie, quando allora stavano entrando in modo massiccio nell’immaginario dell’infanzia e dell’adolescenza. Nel 2006, sempre per La Città del Teatro, Giacomo Verde produsse il video Sintomi-è più potente di me dedicato al laboratorio tra disagio mentale e scena tenuto da Garzella e Cassanelli (vedi anche Il Teatro del dolore edizioni Titivillus,a mia cura). È nel 2007 che collaborammo insieme chiamati da Paola Marcone, regista e attrice per il lavoro Passio Mariae, andato in scena per il Teatro di Buti di Dario Marconcini, di cui Verde curò le video-scene e il successo delle fortunate e numerose repliche. L’ultimo incontro con lui fu nel 2015 a SPAM di Roberto Castello ( faceva parte del team artistico)a Lucca. Era in scena con Artist=Zombie. Nel lavoro c’erano esposte 12 foto accompagnate da una lettura dei punti di un Manifesto secondo cui gli attori sarebbero Zombie “se uccidi uno zombie non è omicidio. Se uccidi un artista è un omicidio?”.

Ciao Giacomo

Giacomo Verde
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