Teatro, Teatrorecensione — 02/08/2015 at 14:23

Se il teatro “attraversa” Beckett, e affronta “la buona morte”. Nerval e Quotidiana.com

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CASTIGLIONCELLO (Livorno) – La poetica di Maurizio Lupinelli rende omaggio al “mondo e ai personaggi stralunati di Samuel Beckett”, scoprendo – testuali parole – “quanto i suoi personaggi siano vicini alla natura dei nostri attori”. Una scoperta progressiva per questo regista e attore, impegnato da tempo nell’attraversare testi come Aspettando Godot, Finale di Partita, Giorni Felici. Non poteva scegliere altro titolo se non “Attraversamenti”, dedicandosi con cura e attenzione alla drammaturgia contemporanea e ai molteplici aspetti del disagio. La ricerca di Lupinelli è orientata da sempre al mondo delle diversità, dell’apporto artistico realizzato anche da persone in stato di svantaggio, non per questo incapaci di trovare una loro dimensione nel teatro. Beckett viene avvicinato con leggerezza e sapienza, in un percorso improntato al “movimento, al gioco nutrito di inconsapevolezza e inventiva”.

Attraversamenti , Nerval Teatro ,crediti foto di Lucia Baldini
Attraversamenti , Nerval Teatro ,crediti foto di Lucia Baldini

Immerso in atmosfere rarefatte e oniriche, lo spettacolo visto al festival Inequilibrio, aveva una forza visiva di struggente bellezza, resa possibile anche dalla leggerezza di chi sa portare sulla scena, un drammaturgo impegnativo e per nulla scontato, qual’è Beckett. Quadri scenici compositi e geometrici, di un rigore estremo e delicato, in cui il regista sa muovere i suoi attori affidando esclusivamente a loro la scena. Il suo essere presente/assente (sta sul fondo del palcoscenico) è la guida che ha tracciato il percorso da attraversare da una compagnia composta da ragazzi e ragazze della Cooperativa Sociale Nuovo Futuro. Il teatro di Lupinelli denota una sensibilità fuori dal comune, quando porta a compimento progetti come questo.

Non come rappresentazioni in senso tradizionale, recitate solo in modalità “diversamente abile”, parafrasando la dizione di attori diversamente abili, scelta dal regista stesso. Attraversamenti ne è la prova: poesia e teatro si fondono insieme, emoziona per la partecipazione sincera avulsa da quei meccanismi della recitazione di attori professionisti. Qui l’entusiasmo è palpabile, la presenza scenica è strutturata a seconda delle singole capacità, assemblate nel rispetto di ognuno. Teatro che diventa esperienza condivisa con il pubblico libero di emozionarsi senza stratagemmi particolari. Bastano pochi elementi scenografici, un uso delle luci giocate sui chiaroscuri, costumi che ben rappresentano la scelta drammaturgica di Lupinelli. Attraversamenti restituisce il piacere di andare a teatro

Nerval Teatro  crediti di  Lucia Baldini
Nerval Teatro crediti di Lucia Baldini

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Il teatro di Roberto Scappin e Paola Vannoni in arte Quotidiana.com è improntato ad una ricerca costante sul minimalismo dialettico e linguistico, dove la parola non deve mai prevaricare o esorbitare sulla scena. Un linguaggio spesso surreale contestualizzato in un ambiente scenico asettico, privo di riferimenti precisi, iconografici, lasciando alla presenza dei corpi quasi immobili per gestualità e movimento, il compito di confrontarsi su temi sociali ed etici di rilevante importanza. Senza retorica e senza enfasi, i due protagonisti “duellano” a colpi di fioretto verbali, giocando con il paradosso, il rincorrersi a vicenda, sfuggendo ad ogni logica dialettica tradizionale. Parole come frecce acuminate ma silenziose, dissacranti e spiazzanti. Della trilogia “Tutto è bene quel che finisce /3 capitoli per una buona morte”, il Capitolo 1: “ L’anarchico non è fotogenico”, è quello che convince più di tutti. L’argomento è tra i più delicati possibili da portare in scena: “Il principio di buona morte”, un campo minato per le implicazioni etiche e deontologiche della professione medica. Qui si va a toccare la parola eutanasia e già solo pronunciarla è fonte di reazioni contrastanti, scelta che ha diviso l’Italia stessa tra i sostenitori della libertà di scelta senza ricorrere all’accanimento terapeutico, e chi, invece, difende la vita ad ogni costo, anche in condizioni dove la volontà e la coscienza di sé è compromessa irrimediabilmente. I Quotidiana.com in questo primo episodio mutuano l’argomento di una “buona morte” verso eutanasie della nostra vita politica e sociale, non ultima quella della cultura.

Procurati decessi per ignavia, indolenza, negligenza e dolo! La politica che si suicida ad esempio. A colpi di parole sussurrate, silenziate, quasi senza coinvolgimento emotivo, i due protagonisti si improvvisano cow-boy per puntare le pistole verbali al fine di smontare ogni luogo comune, mistificazioni del buon senso, di cui siamo saturi. La televisione, la religione, le malsane abitudini di ragionare per schemi mentali obsoleti. Diverte il loro duellare sarcastico a tratti surreale e paradossale. Un cinismo di fondo dosato al punto giusto. I due capitoli successivi: “Io muoio e tu mangi” e il terzo “Lei è Gesù”, presentano alcune criticità, in parte causate dal calo di tensione che affievolisce progressivamente. Se il 1 e il 2 capitolo hanno una loro vita propria,  “Lei è Gesù”, è stato presentato in forma di studio. Il rischio di deludere è sempre alto quando in un festival viene portato in scena un lavoro non finito, in divenire e ancora non rodato a sufficienza. Non ha una drammaturgia definitiva. Paola Vannoni entra con un lenzuolo in testa, improbabile sudario e una copia in mano di Vogue. Roberto Scappin porta con sé la Bibbia.

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Il sacro e il profano si incontrano e si scontrano ma sempre in un agire per sottrazione. L’inizio è vibrante ma poi calo perde di intensità. Ci sono intuizioni registiche nel creare la giusta dimensione di astrazione scenica (nessuna concessione scenografica, una luce al neon che rende la giusta misura di un tempo, luogo, spazio astratto), la parola è sommessa è si fa portavoce di narrare il pensiero dominante, anticonformista, capace di ribaltare sempre la frase precedente. Hanno scelto una strada del tutto personale, nessuna concessione, nessun ammiccamento al teatro dove si può assistere senza pensare. Un teatro statico all’apparenza, non facile, a volte irritante; a qualcuno fa provare anche noia. Ma questa reazione potrebbe essere determinata da sentimenti di rifiuto per argomenti spiacevoli e poco inclini ad essere discussi, senza cadere nella retorica o nel banale chiacchiericcio . A nostro avviso servirebbe un maggiore scarto nella realizzazione tra un episodio e l’altro che gioverebbe maggiormente all’economia artistica dei Quotidiana.com, di cui si continua ad apprezzare e ricordare l’ottima prova di Sembra ma non soffro.

Attraversamenti 

di Maurizio Lupinelli

con Michele Cardaci, Ilaria Giari, Marco Lambardi, Paolo Faccenda, Mirko Fabbri, Elsa Francesconi, Gianluca Mannari, Francesco Mastrocinque, Federica Rinaldi, Virginia Rodero, Valentina Scarpellini, Diana Spadoni, Lucy Satelli, Cesare Tedesco, Vincenzo Viola

educatori Silvia Proserpio, Elena Pantani, Franca Giglio
regia: Maurizio Lupinelli
assistente alla regia: Elisa Pol
scene realizzate in collaborazione con Terapia Occupazionale – Nuovo Futuro Cooperativa Sociale
produzione Nerval Teatro, Armunia
con il sostegno Regione Toscana – Settore Spettacolo
in collaborazione con Cooperativa Sociale Nuovo Futuro

prima nazionale 

Tutto è bene quel che finisce /3 capitoli per una buona morte 

Quotidiana.com

1) L’anarchico non è fotogenico

2) Io muoio e tu mangi

3) Lei è Gesù

 con Roberto Scappin e Paola Vannoni

produzione quotidiana.com, Armunia/Festival Inequilibrio con il sostegno di Provincia di Rimini, Regione Emilia Romagna in collaborazione con Istituzione Musica Teatro Eventi Comune di Rimini

Visti al Festival Inequilibrio Castello Pasquini Castiglioncello sabato 4 luglio 2015 

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