Premi Ubu, Premio Rete Critica, Teatro — 09/12/2013 at 20:01

I Premi UBU e Premio Rete Critica 2013 . Miglior spettacolo dell’anno Panico di Luca Ronconi

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Oggi lunedì 9 dicembre 2012 si è svolta al Piccolo Teatro di Milano la consegna dei Premi Ubu 2013

I vincitori

Spettacolo dell’anno: Il panico regia di Luca Ronconi

 

 

Il panico 

 

 

Miglior regia: Antonio Latella (Francamente me ne infischio di Linda Dalisi e Federico Bellini)

Miglior scenografia: Marco Rossi (Il panico)

Miglior attore: Carlo Cecchi Mario Perrotta

 

 Mario Perrotta 

 

Miglior attrice: Caterina Carpio, Candida Nieri, Valentina Vacca

Miglior attore non protagonista: Peppe Servillo

Miglior attrice non protagonista: Antonia Truppo

Nuovo attore o attrice (under 30): Alice Spisa

Nuovo testo italiano o ricerca drammaturgica: Pantani di Marco Martinelli

Nuovo testo straniero: Jucatùre di Pau Mirò

Jucature

 

Miglior spettacolo straniero presentato in Italia: Odyssey di Simon Armitage regia di Robert Wilson (Piccolo Teatro di Milano-Teatro d’Europa, National Theatre of Greece)

 

Odyssey

 

I Premi Speciali Ubu 2013

– Chiara Guidi per la pluriennale ricerca – condotta dall’interno della Socìetas Raffaello Sanzio – nell’ambito pedagogico e in quello della sperimentazione vocale e preverbale. Una ricerca capace di porre sempre nuove domande al mondo del teatro. E per i festival Màntica e Puerilia, la cui concezione si connota come laboratorio e condivisione del proprio processo creativo, in dialogo con differenti artisti e con portatori di altri saperi, laboratorio la cui stessa scrittura del programma assume la valenza drammaturgica della composizione di un’opera.

 

– Danio Manfredini per l’insieme dell’opera artistica e pedagogica, condotta con poetica ostinazione e col coraggio della fragilità, senza scindere il piano espressivo dalla trasmissione dell’arte dell’attore. Questa costante ricerca, apertasi da ultimo alla via del canto, gli ha consentito di diventare uno dei rari maestri in cui diverse generazioni del teatro si possono riconoscere.

– Stefano Massini per il complesso dell’opera drammaturgica, la cui sapiente struttura e presa scenica immediata, sostenute da un limpido impianto epico, gli hanno conquistato l’interesse e il consenso della scena internazionale. In questa prospettiva si segnala in particolare la Lehman Trilogy, dove Massini affronta uno dei nodi cruciali del disordine globale. La trilogia, non ancora rappresentata in Italia, ha segnato all’estero risultati significativi per l’intera drammaturgia italiana.

 

– Il ratto d’Europa ideato e diretto da Claudio Longhi con la produzione di Ert e Teatro Stabile di Roma per l’impegno nel reinventare la funzione sociale del teatro penetrando a fondo nella città con un progetto che – attraverso il coinvolgimento di scuole, associazioni e altre realtà del territorio – porta alla creazione condivisa di momenti spettacolari. Il risultato, frutto di un processo di conoscenza, rappresenta un’estensione dell’esperienza scenica come azione del teatro e dei cittadini intorno al tema europeo.

– Antonio Rezza e Flavia Mastrella per il lucido percorso di scavo nella crudeltà ottenuto attraverso il genio sfrenato di un attore e l’intuito plastico di un’artista visiva originale. Capaci di creare drammaturgia a partire da un disarmante trasformismo, e sempre concentrati sulle bassezze dell’umanità – intime e manifeste, individuali e collettive –, i due artisti plasmano una materia dagli esiti estremamente comici e spiazzanti creando un linguaggio feroce che nella sua misteriosa iperbole riesce a toccare anche un grado nascosto della grazia.

 

Antonio Rezza

 

Premio Rete Critica 2013

Alessandro Sciarroni 

 

Premio

Premio Alinovi-Daolio

Maurizio Cattelan

Il premio per i vincitori è una scultura realizzata appositamente dall’artista Roberto Abbiati: al centro dell’opera un “chiodo storto”, ovvero l’amuleto tramandato dalla tradizione scenica, piantato su un segmento di asse da palcoscenico e incorniciato in una piccola edicola.

Nel corso della premiazione presentata da Giuseppe Battiston si è voluto dedicare un ricordo a figure che hanno fatto la storia del Teatro  recentemente scomparse, registi come Massimo Castri e Patrice Chéreau, o attrici di generazioni diverse come Mariangela Melato, Franca Rame e Luisa Pasello, fino a un outsider della scrittura teatrale come Franco Scaladti e a Gae Aulenti,  architetto legata alla scena e alla storia degli Ubu.

 

 

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