Spettacoli — 31/08/2021 at 21:23

I vincitori del Premio Scenario e Periferie 2021

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RUMOR(S)CENA – BOLOGNA – Nell’ambito della quarta edizione di Scenario Festival, domenica 29 agosto al DAMSLab di Bologna, la Giuria del Premio Scenario, presieduta da Carlo Mangolini (Direttore artistico Estate Teatrale Veronese, Responsabile Formazione e Nuovi Linguaggi Teatro Stabile Veneto) e composta da Fabio Biondi (Direttore artistico L’arboreto – Teatro Dimora di Mondaino Centro di Residenza Emilia-Romagna), Cristiana Minasi (attrice, regista e pedagoga di scena, vincitrice del Premio Scenario per Ustica 2011) e dai soci dell’Associazione Scenario Cristina Valenti (Presidente e Direttore artistico Associazione Scenario, professore associato di Discipline dello spettacolo presso l’Università di Bologna) e Stefano Cipiciani (Vicepresidente Associazione Scenario, presidente di Fontemaggiore), ha decretato i vincitori e i segnalati della Generazione Scenario 2021.

Le Etiopiche foto di Malì Erotico

Progetto vincitore del Premio Scenario 2021: LE ETIOPICHE di Mattia Cason (Belluno) con la seguente motivazione: «Storia e mito, plurilinguismo e multidisciplinarietà, complessità concettuale e artigianato teatrale che ricollocano nel passato tematiche del presente. Le Etiopiche rilegge l’epica di Alessandro Magno alla luce della contemporaneità, aprendo una riflessione sull’Europa di oggi, in una prospettiva che contempla l’accoglienza come opportunità piuttosto che come limite. È così che il suono di parole sconosciute ci mette di fronte all’ignoto, all’altro da noi, muovendo curiosità e interesse. La scena viene abitata da molteplici linguaggi espressivi: il teatro, che transita attraverso figure provenienti da epoche differenti, alla ricerca dei fondamenti su cui si fonda l’Europa del passato, quella degli Stati nazionali, si alterna al video, usato come una finestra sul mondo, capace di proiettare sullo schermo una geografia multiforme, fatta di paesaggi, di volti e di azioni. E infine la danza, che diventa elemento scenico comune e condiviso, capace di comunicare al di là delle barriere linguistiche. È così che prende forma l’idea di un’Europa del futuro, di matrice afroasiatica, aperta a una nuova socialità, più umana e più etica».

Topi foto Malì Erotico

Progetto vincitore del Premio Scenario Periferie 202: TOPI di Usine Baug (Bresso, Mi) con la seguente motivazione: «Vent’anni. Dopo il G8 di Genova. Per chi c’era e soprattutto per chi non c’era. Per una generazione che nel 2001 aveva 12 anni e non poteva andare a Genova. Topi crea un dispositivo teatrale che unisce un doppio livello di composizione drammaturgica: l’indagine storica e documentaristica con la ricerca di una scrittura scenica che riesce a coniugare il privato e il pubblico, la realtà dei fatti e la manipolazione delle informazioni. Nessun disarmante parallelo fra accadimenti e finzione, a favore di una ricostruzione teatrale, autoriale di una grande ferita del nostro tempo che lo spettacolo fa riesplodere nella sua tragica potenza narrativa, personale e collettiva. Dentro e fuori il teatro, nella piazza della nostra memoria, gli spettatori si ritrovano davanti alla vicenda umana di un interno con vista sul mare che sconfina dentro l’ipocrisia politica di chi ancora si nasconde dall’assunzione di responsabilità. La coesistenza di diversi linguaggi teatrali, compresa l’artigianalità dei servi di scena, ci permette di apprezzare la verità del teatro che interagisce e agisce con la verità dei fatti».

Surrealismo capitalista Malì Erotico

Le Segnalazioni speciali del Premio Scenario 2021 vanno ai progetti (in ordine di presentazione alla Finale):

SURREALISMO CAPITALISTA di Baladan B-side (Mirandola, Mo): «Una scena spoglia, presidiata da due attori e un’attrice che interrogano la contemporaneità in un dialogo frontale con il pubblico, simulando situazioni tipo della normale disumanizzazione e monetizzazione dei rapporti sociali. Una sorta di vademecum offerto in modo apparentemente scanzonato a chi potrebbe “soffrire di capitalismo” senza esserne consapevole, con la complicità della comunicazione pubblica imperante. Un disegno drammaturgico che procede per quadri e usa l’arma dell’umorismo per depotenziare la pervasività dei modelli socio-economici capaci di condizionare le nostre vite. Surrealismo capitalista usa un impianto antirecitativo in grado di infrangere i canoni del teatro drammatico per sviluppare quadri che si succedono vorticosamente autogenerandosi per suggestioni e slittamenti semantici, aprendosi contemporaneamente ai tempi morti della sospensione e dell’interrogazione»

Tonno e Carciofini Una storia Whrestiling Malì Erotico

STILL ALIVE di Caterina Marino (Roma): «Composizione delicata e preziosa che fa dell’ironia il grimaldello di un racconto di debolezza personale e collettivo insieme. In un bilanciamento minimalista che ci pone di fronte al tema del peso del mondo, si racconta la funzione prima e originaria del teatro, specchio e strumento per superare la fatica e il baratro dell’esistere. Il video, nel suo sapiente utilizzo, insieme alla presenza della performer e del suo “aiuto” tecnico, divengono unico corpo scenico, in un’invasione di campo che tutti ci sovrasta e che tutti irrimediabilmente ci coinvolge. Caterina Marino ha il coraggio e la simpatia di guardarsi dentro per invitarci a guardare lo spettacolo del mondo, per non rimanere sola e non lasciare fuori nessuno. Still alive è spettacolo che parte dal vuoto per restituire il pieno di una stretta di mano, a ricordare l’immagine chapliniana di Luci della città in cui l’unico sollievo è guardare l’orizzonte insieme».

Still Alive foto di Malì Erotico

Menzioni speciali ai progetti (in ordine di presentazione alla finale):

TONNO E CARCIOFINI – UNA STORIA WRESTLING di Impegnöso / Röhl / Sësti (Foligno, Pg): «Stretti stretti da un vitale rapporto di amicizia che li accompagna nel gioco del teatro e del wrestling, i tre protagonisti si spingono oltre il rapido dialogo fra finzione e realtà per approdare a interrogativi ben più saldi e teatralmente compiuti. Una drammaturgia che lascia intravedere nuovi sviluppi e inedite potenzialità già in nuce».

BOILER ROOM – GENERAZIONE Y di Ksenija Martinović (Udine): «Quale potrebbe essere il punto di rottura della musica in una determinata zona di confine, di guerra, di solitudine, di resistenza? Boiler Room si dispone in questa concertazione di interrogativi che scavalcano il teatro, in cerca di altri immaginari per favorire il riconoscimento culturale, la cittadinanza e le fragilità delle nuove generazioni».

Boiler Room foto di Malì Erotico
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