recensioni, Teatrorecensione — 31/07/2020 at 08:36

Animali Celesti teatro d’arte civile: Il Sigillo e il Cantiere

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RUMOR(S)CENA – IL SIGILLO – CANTIERE DELLE DIFFERENZE – PISATeatro Verdi di Pisa: gloria nazionale fra Teatri nazionali destinati alla Lirica. Struttura ottocentesca incastonata nel pieno centro storico fra un di qua e di là d’Arno per il passaggio obbligato sul fiume, per via del ponte appunto chiamato di Mezzo, situato nel quartiere ebraico. Spazio cittadino che ha ospitato nel secolo scorso e nei primi due decenni del Duemila, stagioni liriche d’eccellenza in partnerariato con Teatri lirici nazionali. Ma non solo: spettacoli di teatro e di danza di rilievo internazionale. Fra questi il progetto la “Ragione insidiata, un memorabile Carnevale in cui fu rappresentata Sogni di cartapesta, una performance itinerante ideata da Alessandro Garzella assieme a Emanuele Luzzati e Pietro de Vico ed altre attività teatrali che “travolsero” Pisa: un fiore all’occhiello di amministrazioni lungimiranti sul tema centrale citato nell’articolo 9 della Costituzione: una realtà e pratica di governo della cultura dentro uno spazio di bellezza e accoglienza, spazio con al centro la quotidiana attività per le scuole di ogni ordine e grado nonché delle collaborazioni con le istituzioni universitarie cittadine.

foto di Michele Lischi

Dal periodio del lockdown in poi il Teatro Verdi è ancora chiuso. Non solo: non si sa se e quando riaprirà. Il direttore artistico Stefano Vizioli ha dato le dimissioni. Del resto altri più piccoli spazi pisani, ma non di meno rilievo nazionale e internazionale, presidi in grado di sviluppare e proteggere realtà territoriali di arte e cultura: due fra tutti il Teatro Lux fondato da Paolo Pierazzini e Sant’Andrea Teatro (anche sede storica della Compagnia I Sacchi di Sabbia), anch’essi sbarrati con una ipotesi di riapertura del più recente Teatro Nuovo. Fra le eccellenze teatrali ed artistiche della Provincia di Pisa, Alessandro Garzella, regista ora anche attore, aveva fondato con alcuni collaboratori oltre 25 anni fa, il secondo polo di Teatro Regionale dopo Prato per le nuove generazioni: La Città del Teatro di Cascina. Ne è stato ideatore e direttore artistico per oltre 20 anni. Garzella, in continuità col suo percorso di ricerca artistica sul rapporto tra il teatro e le differenze, ha fondato la Compagnia Animali Celesti/teatro d’arte civile (definizione di Teatro d’Arte Civile: Andrea Porcheddu, il volume Teatro Stalla. Edizioni Moretti e Vitali e il volume Che c’è da guardareEdizioni Cues, Renzia D’Incà Il Teatro del dolore-Titivillus).Fra le ultime rappresentazioni di Animali Celesti (a settembre al Parco di San Rossore si rinnoverà l’appuntamento con la terza edizione di Altre Visioni -contro festival di teatro nei boschi di Coltano Pisa),vi è Il Sigillo – delusioni e sogni di migranti in cerca di diritti universali.

foto di Michele Lischi

Visioni di teatro, musica, video arte e danze sui popoli migranti. L’opera è un piccolo tributo alle sofferenze e al coraggio dei popoli del Terzo Mondo, ripropone il percorso artistico svolto dal Cantiere delle Differenze, un presidio d’arte contemporanea che Animali Celesti/teatro d’arte civile, assieme a AEDO, promuovono da molti anni in Toscana, nelle zone a rischio di marginalità, con particolare riferimento alle culture extra comunitarie, alle disabilità, agli adolescenti e agli anziani in difficoltà. Un laboratorio di ricerca basato su processi di reciproco apprendimento che utilizzano le abilità e le disabilità di ognuno, nella prospettiva di valorizzare l’arte come linguaggio che combatte le ingiustizie sociali e nutre le periferie umane più povere e dimenticate. Il Cantiere delle differenze, opera in tre sedi territoriali: a Pisa in collaborazione con CRI – Croce Rossa Italiana, sezione di Pisa, collaborazione con Provincia di Lucca e Arci Nova-Lucca Versilia, il Comune di Viareggio, Cooperativa Odissea e Uovo di Colombo. La performance Il Sigillo è stata premiata a Palermo con una menzione speciale della giuria nella fase finale del Premio Migrarti 2018, perché “presenta una ricchezza di linguaggi artistici e mostra un percorso di teatro sociale esemplare, in grado di coinvolgere, in una azione etica e artistica un gran numero di partecipanti con particolare attenzione ai ragazzi di seconda generazione”.

Alessandro Garzella foto di Michele Lischi

Il lavoro, visto al Giardino Scotto dentro una rassegna con il coordinamento artistico di Luca Biagiotti per il Teatro Verdi è intitolata Fuori Teatro. Non essendo stato possibile riproporre in scena, dopo molti laboratori, un percorso che ha coinvolto centinaia di partecipanti, Alessandro Garzella e Satyamo Hernandez, assieme a Chiara Pistoia, Sara Capanna, Giulia Paoli, Alain Frank Nahi e Boris Pierrou, hanno raccolto l’essenza fondamentale di questa esperienza, concentrando il senso emotivo dei vissuti in un piccolo viaggio di parole, suoni, danze e visioni. L’azione teatrale de Il Sigillo, propone un video curato da Indiara Di Benedetto e Shawn Hernandez (giovani professionisti immigrati di seconda generazione). Continua con monologhi e dialoghi serratissimi fra Alessandro Garzella (portato in scena da un ragazzo di colore) e Satyamo Hernandez che propone alla chitarra canti della sua terra originaria il Portorico. Storie di emigrati verso gli Stati Uniti fra le lingue spagnola inglese e italiana. Un discorso fra monologhi e dialoghi interno fra i due attori – anche drammaturghi entrambi in scena, molto intenso, pur nel dramma della scrittura che tratta di esclusione e dis-appartenenza. Una bella coreografia di giovani donne, coordinate da Chiara Pistoia, che mimano la traversata sul mare dei profughi.

Sul finale alcuni ragazzi di colore, coi loro strumenti a percussione e danze dei collaboratori. Il lavoro, molto interessante e che avrà visibilità, si conclude con la distribuzione di un Passaporto di apolide multiculturale di cittadinanza universale (la Dichiarazione dei diritti Universali dell’Uomo del 1948), un omaggio a tutti gli spettatori che con la loro presenza, hanno condiviso i principi e le responsabilità di un documento particolarmente significativo sul piano simbolico: prefigurare, non solo utopicamente, un mondo senza confini, privo di violenze economiche, sociali e culturali. Un mondo reso bello dall’arte, un mondo divenuto apolide per la felicità d’esistere ovunque, nonostante avversità e sfortune.



Drammaturgia e regia Alessandro Garzella e Satyamo Hernandez. Con Sara Capanna, Alessandro Garzella Satyamo Hernandez, Alain Franck Nahi, Giulia Paoli , Boris Pierrou, Chiara Pistoia e alcuni partecipanti al CANTIERE DELLE DIFFERENZE

coreografia Chiara Pistoia

ripresa e montaggio video Indiara Di Benedetto e Shawn Hernandez

collaborazione tecnica Abha Federica Mariano

menzione speciale PREMIO MIGRARTI 2018

Visto a Pisa, Giardino Scotto, il 19 Luglio 2020 in Rassegna Fuori Teatro

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