musica e concerti — 31/05/2014 at 19:11

“Quiet room/effetto ‘sub Mozart’ – interazione orff” : De Franco crea la musica per “rinnovati contatti umani”

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CASTROVILLARI – La musica per un contatto subliminale con se stessi. Alcova di contatto puro, di interiorizzazione dell’arte e percezione degli effetti concreti. Sulla psiche, sull’emotività, sull’interazione con l’altro. “Quiet room/effetto ‘sub Mozart’ – interazione orff” è l’ennesimo evento performativo creato da Gianfranco De Franco, musicista, musicologo e musico terapeuta. Con successo e mestiere, oltre ad una totale predisposizione a darsi in pasto all’uditore. Non poco.  Un artista lucidamente consapevole di quanto beneficio possa portare una fruizione dell’elemento artistico prodotto con dovizia di esposizione e sincerità di urgenza. Quel corpo sonoro, e performativo-visuale, scaturito dall’intenzione di incidere, non di mostrarsi. Di farsi mezzo di comunicazione interpersonale, di dare memoria sensitiva, di scardinare varchi percettivi.

Gianfranco De Franco
Gianfranco De Franco

Una camera, oscura, ventre gravido, illuminata da led soffusi ad intermittenza di colori caldi, intensi; l’artista al centro di una disposizione circolare dove i fruitori sono locati a strettissimo contatto con l’esecutore, ma di spalle. Per dislocarsi e lasciare intatta la libertà di assimilazione, per interagire rimanendo individui, non assecondando un pensiero unico. Per mezz’ora scarsa le sonorità multi-tonali di De Franco, non rendono semplicemente gradevolezza allo spirito e all’intelletto, amplificano piuttosto l’ascolto intimo, lo specchiarsi dentro, il trovarsi di fronte pensieri e immagini e incanalarli con il beneficio della terapia musicale.

Si definisce effetto Mozart l’effetto musicale influenzante l’organismo modificandone lo stato psicofisico. L’artista interviene puntellando di propria mano, ricreando spazi fisici allestiti scenograficamente con cenni minimali ma efficaci, con l’incisione di un contesto ‘rituale’ che riporta a unioni primitive, di cui si avverte la necessità in questi tempi frammentari e dispersivi, e una dimensione uterina ricreata artificialmente. Territorio franco, sgombro da formalismi e doverose costumanze, di alta sensorialità.

Gianfranco De Franco
Gianfranco De Franco

Riduttivo definirlo un viaggio, piuttosto un cammino nei sentieri tortuosi e inesplorati dell’io. Celati perché troppo alle prese a sgomitare per un posto al mondo… perché mancanti di guida, di guida propria. La “Quiet room” allora per un riappropriarsi dei propri spazi, a stretto contatto con l’altro e con l’infinito – rappresentato dall’universalità dell’arte – e elementi audiovisivi destinati a enfatizzare piuttosto che ridurre lo spettatore a semplice ‘voyeur’.
Gli spettatori vedono proiettata la loro ombra contro i muri di uno stanzino delle segrete di un castello Aragonese nel cuore del centro storico di Castrovillari, dove l’istallazione prende vita. Da creare il doppio, l’altero. Ognuno sceglie uno strumento quando è accompagnato a prendere posto: lo suonerà creando distonia o osmosi con il gruppo.
La musica per rinnovati contatti. Umani.

“Quiet Room/ effetto ‘Sub Mozart’ – Interazione Orff”
Di Gianfranco De Franco
Disegno visivo:Gaetano Bonofiglio
Disegno sonoro:Alessandro Rizzo

Visto al festival “Primavera dei Teatri” Castello Aragonese – Castrovillari

 

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