spettacoli — 30/11/2018 10:25

Faust, oggi, per noi. Vincenzo Pirrotta in scena al Teatro Biondo di Palermo

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RUMOR(S)CENA- FAUST – TEATRO BIONDO – PALERMO – A Vincenzo Pirrotta, si sa, piacciono le storie importanti, ben definite nella loro significazione, sanguigne come lui. Capolavori senza tempo, classici del teatro antico, Shakespeare, storie di più o meno recente contemporaneità dove non si fa fatica a capire dove sta il male e dove il bene. Non è un difetto: troppa introspettività non sempre funziona in scena e del resto la poetica di Pirrotta, la sua fisicità, sua la verve interpretativa hanno bisogno di strutture narrative e drammaturgiche all’altezza. È il caso del mito di Faust, l’uomo che volle vendere l’anima al diavolo per averne, sciaguratamente, in cambio conoscenza e potere e così ebbe a dannarsi per sempre. Una storia universalmente conosciuta e soprattutto nella versione del grande dramma goethiano, ma Pirrotta nello spettacolo “Faust, ovvero arricogghiti u filu” portato in scena al Teatro Biondo recupera, rileggendola nel dramma di Marlowe The Tragical History of Doctor Faustus della metà circa del XVI secolo.

 

 

foto di Angelo  Macaluso

Rileggendola e traducendola nel suo più consueto linguaggio scenico: colori netti, passioni ardenti, recitazione che impegna il corpo e tutto l’essere di chi sta in scena, uso del dialetto siciliano così da dare al lavoro quel sapore di ancestrale autenticità tipica delle migliori prove di questo artista. In scena insieme con Pirrotta (Faust) c’è Cinzia Maccagnano nel complesso ruolo di Mefistofele: una scelta apprezzabile, perché si tratta di un’attrice di solida professionalità e di autorevolezza tale da prendersi, senza troppa fatica, uno spazio adeguato e autonoma accanto alla (consueta) potenza interpretativa del regista protagonista. Lo spettacolo si dispiega con un bel ritmo attraversando tre grandi segmenti: dapprima la fascinazione di Lucifero nei confronti di Faust attraverso Mefistofele e il conseguente patto scellerato. I ventiquattro anni di forza, potere, dominio, conoscenza pattuiti da Faust con diavolo, infine le poche pochissime ore finali di lucido terrore prima di morire. Ultime ore di vita che dovranno esser dedicate, senza dubbio, a raccogliere il filo della propria vita, farne un esame definitivo, capire esattamente cosa è stata la verifica di Faust.

 

Angelo Macaluso.

A poche ore dalla morte sarà ovviamente tremenda e nulla – suppliche, preghiere, pianti – varrà ad evitarla. Fatta salva la consueta bravura di Pirrotta nel realizzare personaggi la cui sofferenza sembra riemergere da profondità antropologiche, storiche, culturali, psicologiche abissali e sconosciute (non è poco e anzi è il cuore di questa esperienza teatrale), così per la bravura di Cinzia Maccagnano, lo spettacolo appare costruito con una qualche frettolosità e, se non poco meditato, sicuramente non adeguato a rendere le numerose significazioni del grande dramma di Marlowe. Debole appare soprattutto la parte centrale, in cui con una specie di rap cantilenante (e un costume aderente alquanto improbabile) Cinzia Maccagnano prova a dar contezza dell’abisso di peccato e tracotanza in cui è caduto irrecuperabilmente Faust. In generale, laddove pure si prova a sottolineare la densità simbolica di un gesto, di una situazione, di una battuta, questo tentativo resta sempre poco comprensibile, contratto in un tempo teatrale forse eccessivamente breve: si veda ad esempio la scena finale in cui Faust, morendo, abbraccia in una stretta forte e carica di sensualità, di paura di morire, di abbandono primordiale, la donna che è venuta a prenderselo. Si tratta di Elena di Troia nel testo di Marlowe, con tutto quel che ne può conseguire in termini di senso e simbolo, ma difficilmente qualcuno del pubblico, a meno che non abbia conoscenze specifiche, potrà comprendere questo passaggio, così come tanti altri del genere.

 

foto di Angelo Macaluso.

Faust, ovvero Arricogghiti u filu

di e con Vincenzo Pirrotta (regia, scene e costumi)

da La tragica storia del Dottor Faust di Cristopher Marlowe. Con Cinzia Maccagnano. Musiche originali di Luca Mauceri. Produzione Teatro Biondo Palermo.

Crediti fotografici: Angelo Macaluso.

Visto al Teatro Biondo di Palermo il 24 ottobre 2018

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