ALTRITEATRI — 30/08/2025 at 18:48

Il Teatro Povero di Monticchiello deve rinascere dalle sue ceneri.

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RUMOR(S)CENA – MONTICCHIELLO – (Siena) – La sera del 14 agosto 2025, il giorno dell’ultima di molte repliche e di successo, un incendio causato da un fulmine ha letteralmente bruciato un magazzino situato poco fuori il paese di Monticchiello.  Il comune toscano è famoso perché qui ha sede da oltre 50 anni il Teatro Povero, ideato e diretto fino a pochi anni fa da Andrea Cresti, pittore, fino alla sua scomparsa e ora sotto la conduzione di Gianpiero Giglioni e Manfredi Rutelli, drammaturghi e registi. Il magazzino incendiato conservava tutte le scenografie degli spettacoli, oggetti di scena, spalti in legno fabbricati da artigiani locali, una parte rilevante del materiale elettrico.

Se ne sono andati in fumo reperti unici di cinquant’anni di storia del Teatro Povero di Monticchiello: bruciati in una manciata di minuti malgrado l’intervento rapido dei vigili del fuoco. Una storia di Teatro unica nel suo genere in Italia, questa: la storia di una comunità che si riunisce durante tutto l’arco dell’anno confrontandosi su spunti, soggetti e infine copioni, in assemblee cui partecipano cittadini delle più diverse età, per confluire poi ogni estate tra luglio ed agosto in una rappresentazione teatrale creata dagli abitanti del paese (che ne sono anche attori, tecnici, amministratori, con il contributo delle maestranze di tutta la comunità), nella bellissima piazza medievale.

L’esperienza del Teatro Povero è stata oggetto di osservazione di studiosi già dagli anni settanta (uno fra tutti Alberto Asor Rosa) e amata da un pubblico di affezionati che ogni anno assistono in piazza al nuovo lavoro e fra questi anche tanti stranieri che in quelle zone dimorano, godono del panorama della bellezza delle crete senesi e di una serata all’insegna di una offerta di spettacolo in piazza che ha il sapore unico di dialoghi nati da improvvisazioni, da esperienze vitali-specchio degli abitanti-attori che narrano della loro propria vita quotidiana, delle vicissitudini vissute ed elaborate tra inverno e primavera (un esempio per tutti: la fase del Covid), dei problemi della comunità, delle speranze, delle contraddizioni insite nelle evoluzioni-involuzioni di una società, quella di Monticchiello, inserita nello splendore ora anche turistico delle crete senesi, che da contadina si è confrontata, attraverso le generazioni, con lo spopolamento e con le nuove prospettive di un mondo che  da una economia di sussistenza corre veloce verso non si sa che.

L’incendio che ha distrutto il magazzino ha devastato una grande parte di questa storia: l’unica scenografia ora esistente ed integra è quella che era in piazza nell’ultima sera di spettacolo. In una economia di sussistenza teatrale, il magazzino conteneva ovviamente pezzi recuperabili, rivitalizzati di anno in anno nelle rappresentazioni, ma anche un pezzo di storia di teatro italiano e della comunità di Monticchiello. Il magazzino era stato comprato da poco con un finanziamento e ci vorranno ancora almeno un decennio per finirlo di pagare, a questo aggiungendosi ora le spese di bonifica del luogo e tutto il resto che servirà per far fronte alla perdita. Per fortuna sono conservati in altri magazzini i materiali cartacei, i manifesti, le foto, le locandine.

foto di repertorio

In questo agosto italiano così funestato da fenomeni ambientali violenti – ma la tendenza era annunciata basti pensare a cosa sta accadendo in Emilia e in Romagna in questa estate e nelle precedenti – è davvero necessario preservare. Per promuovere una raccolta fondi di aiuto per mantenere la storia, la tradizione, l’utopia del Teatro Povero di Monticchiello si sono attivate a livello istituzionale la Regione Toscana, che ha portato la sua solidarietà con il presidente Giani, e la Valdichiana senese, che nel 2025 è Capitale toscana della cultura. Tuttavia, se pure gli enti aiutano a promuovere la raccolta, sono i cittadini italiani amanti del Teatro e sensibili alla cura del territorio, che dovranno contribuire a a far resistere questa importante istituzione culturale della Val d’Orcia, un Patrimonio dell’Unesco, quest’ultima, con l’altro gioiello della città rinascimentale di Pienza, amata dal poeta Mario Luzi, ma che ‘dal basso’ vede i cittadini di Monticchiello lottare per mantenere la loro identità dopo una così devastante e imprevedibile sciagura.

foto di repertorio

Per fare una donazione, è possibile usare questi canali:

  • IBAN: IT39F0501802800000020000795 (Banca Etica, intestato a COMPAGNIA DEL TEATRO POVERO DI MONTICCHIELLO SOC COOP DI COMUNITA’).
  • PayPal: http://paypal.me/teatropovero 

    Si chiede di inserire la causale “Donazione per incendio magazzino scenografie” seguita da nome e cognome per facilitare la gestione.
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