altrifestival — 30/05/2019 08:21

Sant’Arte 2019: l’Odin Teatret a San Sperate nel segno di Pinuccio Sciola

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RUMOR(S)CENA – SANT’ARTE FESTIVAL – SAN SPERATE – (Cagliari) – Viaggio nel “paese museo” (re)inventato da Pinuccio Sciola per la seconda edizione di Sant’Arte – il Festival di Arti Visive e Performative nato da un’idea dello scultore, in programma a San Sperate fino al 2 giugno tra spettacoli, mostre e installazioni, laboratori e incontri. Focus sulle avanguardie del Novecento e sulla straordinaria esperienza dell’Odin Teatret fondato da Eugenio Barba con un imperdibile trittico – da “Ave Maria” e “L’eco del silenzio” con Julia Varley a “Judith” di e con Roberta Carreri – preludio all’appuntamento con il regista pugliese e alla mise en scène della sua “Ode al progresso” con il Banchetto-Baratto che suggella l’incontro tra gli artisti e la comunità.“L’eco del silenzio”  con Julia Varley, in scena giovedì 30 maggio alle 19 alla Scuola di Musica, è una performance metateatrale sui segreti e le tecniche per riconoscere la propria chiave espressiva e scoprire la propria voce. “Judith”, intrigante “monologo” dedicato a Renée Saurel, in cartellone venerdì 31 maggio alle 21 nello spazio de La Maschera, affronta il dualismo tra eros e thanatos intrecciando la favola nera dell’eroina biblica all’ambiguo e pericoloso gioco delle passioni tra suggestioni d’oriente e uno sguardo sull’orrore. Sabato 1 giugno alle 11.30 nel Giardino Megalitico l’incontro con Eugenio Barba sul “Teatro non Teatro” e nel pomeriggio alle 17, 00  l’“Ode al progresso” dedicata a Malika Boussouf e Susan Sontag, che narra senza parole “una storia avvenuta nel mondo intero” ovvero il passaggio da una società dominata o influenzata dal sovrannaturale a una civiltà moderna e illuminata dalla ragione. E il rito del “baratto teatrale” a chiudere idealmente lo speciale omaggio al maestro delle pietre sonore con il ritorno in Sardegna della storica compagnia – già ospitata da Pinuccio Sciola a San Sperate negli Anni Settanta durante le varie permanenze dell’ensemble nell’Isola tra il Campidano e la Barbagia.

 

Eugenio Barba

Fil rouge del II Festival Sant’Arte a cura della Fondazione Sciola (custode delle opere e erede della “visione” di Pinuccio Sciola) con la direzione artistica di Maria Sciola – il percorso di ricerca dell’Odin Teatret e le “incursioni” nell’Isola trova una felice consonanza e analogia d’intenti con la vicenda artistica e umana dello scultore di San Sperate – dagli esordi al muralismo, dai giardini di pietra ai semi della pace, alla magia delle sue “pietre sonore”. Il teatro “abita” la kermesse incentrata sulle declinazioni e variazioni sul tema “Arte=Relazione Sociale” e si intreccia agli altri linguaggi artistici – tra una Visita al Buio e i Luoghi del Sentire di Lughia, l’Omaggio a Raffaele Muscas e l’itinerario nella mostra “In Principio fu Pietrino” con le creazioni di Pinuccio Sciola, le danze di Impulsi con Annemarie Cabri, gli Intrecci di Silvija Juozelskyte e il pianoforte di Peter Waters. Sant’Arte 2019 inaugura il progetto triennale Innesti – con residenze artistiche “(dis)seminate” in vari luoghi della Sardegna e mescola sapientemente antico e moderno, tradizione e innovazione – con preziose sinergie con Terra vivente Art Studio e Ivy Node – tra un simposio con gli artisti e l’apparizione dei Mamuthones, i giochi antichi con Triusupassiu e Fentanas e il laboratorio di pittura “Innesti” che sposa colore e paesaggio, l’One Way Project di Leonardo Boscani e Rita Delogu per la “costruzione” di un murale e l’ineffabile “Silence on Wheel” di Thomas Keis, il Ritr-Atto Sociale di Alessandra Cecchetto e le inattese sinestesie di “My Way Home” di Ivana Pinna.

 

www.santarte.it

 

 

 

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