Teatro, teatro danza — 30/01/2012 at 19:00

The best of David Parsons, al Teatro Nuovo di Milano

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«Bisogna essere davvero molto allenati per affrontare i miei pezzi: mi ha sempre affascinato la resistenza, l’energia, la capacità di sopportazione e la musica sono la chiave della mia ispirazione. E la luce è la mia musa». Parole di David Parsons che sarà a Milano al Teatro Nuovo dal 31 gennaio al 5 febbraio, città da cui partirà con il suo nuovo tour nazionale con il quale toccherà diverse città italiane, per mostrare “The best of David Parsons”,ovvero il meglio della sua produzione. Del resto basta guardare “Caught” nella quale un solo danzatore in scena sembra volare grazie ad un particolarissimo uso delle luci che lo fanno sembrare sospeso nell’aria, per rendersi conto dell’attento lavoro sul movimento svolto da questo artista che prima di diventare coreografo, è stato lui stesso ballerino. Lo si ricorda in “Brothers” al fianco di Daniel Ezralow, altro grande danzatore e coreografo il quale, dopo una lunga carriera teatrale, approderà a febbraio al Festival di Sanremo per montare le coreografie che faranno da contrappunto al noto festival canoro.

 

Al Teatro Nuovo di Milano dove la compagnia debutterà il 31 gennaio con repliche fino al 5 febbario, la Parsons Dance presenterà una raccolta delle più belle coreografie dell’artista statunitense “Hand Dance”, “Swing Shift”, “Caught”, “Nascimento”. Questi brani classici entrati ormai nel repertorio della compagnia saranno impreziositi da “Round my world”, ultima creazione eseguita in prima europea.

Nel cast anche la pescarese Elena D’Amario, giovane artista italiana proveniente dalle fila della trasmissione “Amici di Maria De Filippi”. Proprio grazie al programma TV, Elena ha potuto frequentare a New York uno stage con la compagnia per poi divenirne membro ufficiale lo scorso agosto. Per Parsone la danza è parte della vita e lo spunto per un ballerino può nascere da qualsiasi cosa: una musica, un’immagine; una volta scattata l’ispirazione, Parsons segue quasi sempre il medesimo iter. Per prima cosa mette per iscritto le idee, segue la scelta della musica, quindi distribuisce gli interpreti all’interno della coreografia. Iniziando col vocabolario dei danzatori e lavorando sul linguaggio del movimento, prende la pièce ancora informe e la elabora fino a che tutti riescono a comprendere che cosa vuole dire e in qual modo.

David Parsons utilizza per le sue coreografie musica sia classica sia contemporanea, appositamente commissionata. La sua preferenza, comunque, va a quest’ultima, con una particolare predilezione per il jazz:”Credo che il jazz e la danza contemporanea abbiano molto in comune a partire dalla stessa ricerca della libertà che viene raggiunta attraverso il lavoro di gruppo. In questo senso potrei dire che il coreografo è un po’ come il solista che pone le basi per un’improvvisazione. Anche nella nostra danza, come nel jazz, gli interpreti fanno qualcosa di molto simile ad una jam session”. Come direttore artistico della Parsons Dance Company, David Parsons ha creato più di 60 coreografie di cui almeno una ventina gli sono state commissionate da grandi nomi quali Jacob Pillow Dance Festival, il Festival di Spoleto, Umbria Jazz Festival, Krannert Center for the Performing Arts, National Arts Centre di Ottawa, Het Muziektheater e l’American Dance Festival. Oltre a ciò, ha creato nuovi pezzi per la Paul Taylor Dance Company, l’American Ballet Theater, il New York City Ballet, il National Ballet of Canada ed altri.

 

Quindici anni fa, nel 1987, dopo aver militato per nove anni nella Compagnia di Paul Taylor, David Parsons fonda la Parsons Dance Company, sentendo il bisogno di seguire un suo proprio linguaggio coreografico. Un linguaggio basato sin dagli esordi sulla alta preparazione atletica degli interpreti ed insieme sulla grande capacità del fondatore di dare anima alla tecnica. Danza è innanzitutto espressione di gioia. Come ha detto di recente un critico americano: “vedere uno spettacolo della Parsons Dance è come guardare qualcuno che canta sotto la doccia: sono ad un tempo intrepidi, liberi, divertenti”. Una danza dunque energetica, che diverte, che lascia nello spettatore una impressione di positività.

Lunga è la lista di compagnie di danza che hanno messo in scena sue coreografie: Opera di Parigi, Netherlands Dance Theater, English National Ballet, Ballet National de Nancy, Hubbard Street Dance di Chicago, BatSheva Dance Company of Israel. Molti lavori di David Parsons sono stati trasmessi in televisione nell’ambito di numerosi e vari programmi, valga per tutti l’apparizione sulla televisione americana di “Caught”, il pezzo più famoso del coreografo, durante il programma “Alive from Off Center”. David Parsons ha coreografato e diretto le danze per la Festa a Time Square per il Nuovo Millennio. Ha inoltre ricevuto il premio di “Dance Magazine” per l’anno 2000.

Durante il 2001 David Parsons è stato direttore e coreografo di AEROS, uno spettacolo con protagonisti alcuni ginnasti della Federazione Rumena di Ginnastica artistica e aerobica. Lo spettacolo è stato in tournée negli Stati Uniti dal 2001 al 2003.

 

The best of David Parsons

31 gennaio -5 febbraio 2012


Teatro Nuovo Milano 02.794026

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