Recensioni Film, SOS CINEMA — 29/06/2022 at 11:07

Tromperie di Arnaud Desplechin

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RUMOR(S)CENA – SOS CINEMA – Esegesi del film TROMPERIE di Arnaud Desplechin – In Providence il capolovoro assoluto di Alain Resneis, si narra fin dal titolo della Provvidenza salvifica dell’arte sulla vita. L’arte che trasfigura, da ordine, dona persino un senso nel caos dell’esistenza,nel vortice delle colpe dei rimorsi dei non detti dei tradimenti degli addii. Phil Roth lo aveva capito bene narrando, nella sua fluviale produzione letteraria ,se stesso sotto pseudonimi,nel tentativo spesso riuscito di far di sé più che un peccatore- che il suo essere ebreo non perdona-un Professore di Desiderio. Arnaud Desplechin autore maiuscolo del Cinema Francese,per sua ammissione non sarebbe tale se a vent’anni non avesse letto Philiph Roth. E nel suo Cinema sublime si sente, vivendo spesso Desplechin stesso sotto pseudonimi come Philiph Roth. Arrivato alla metà di mettere in scena un suo romanzo,sceglie il più irrapresentabile Inganno e ne fa un labirintico flusso di coscienza,attraverso le voci di molte donne che vanno e vengono senza una logica nella mente di Denis Podalydes(superlativo in un ruolo per lui inedito) che incarna Roth in capitoli, formanti un flusso di coscienza,un labirinto muliebre dove ogni donna scollegata dall’altra gli fa da specchio.Lea Seydoux, sguardo di fuoco in un incendio dei sensi, è l’amante inglese dello scrittore americano nel suo periodo londinese. Parla su un fondale rosso come a Teatro, ma poi si ritrova di colpo nello studio di Philip che descrive a occhi chiusi in ogni particolare,come fosse il corpo del suo amante. Sparirà e tornerà. Emmanuelle Devos, immensa,telefona a Philp mentre è in ospedale a New York in attesa di morire di cancro.Le sue telefonate pongono il tutto davanti al nulla,lo sbriciolano e ricostruiscono una nuova verità , quella definitiva. Verità che Philip nega alla stupefacente Anouk Grinberg la moglie,dopo che ha scoperto il taccuino in cui Philip annota i dialoghi con l’amante inglese. Frutto di fantasia è l’unica cosa che può ancora dire di fronte allo sdoppiamento ingannevole di se stesso.Sdoppismento della personalità schizofrenica che Rebecca Morder– bellissima con una delle bocche più seducenti che abbia mai visto – nel ruolo della studentessa amante di Roth, ben conosce per essere passata attraverso gli elettroshock. Così come Madalina Constantin intensissima nel ruolo della cecoslovacca, sposa senza amore e senza patria . Un processo immaginario per vilipendio delle donne, l’incontro con un collega e col padre mettono Roth/Podalytes/Desplechin sulla graticola dei suoi tormenti,delle sue colpe,del suo dio ebraico che non perdona. Ma il flusso labirintico della provvidenza artistica e dell’impero dei sensi riprende e probabilmente non di fermerà mai.In un film capolavoro dalla bellezza sconfinata,senza fine. Cinema ANTEO Milano obbligatorio vederlo come un dono per la vita.

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