spettacoli — 28/12/2018 10:51

“Bruna è la notte”: teatro, cabaret, musica, comicità raffinata. Applausi ad Alessandro Riccio e Alberto Becucci

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RUMOR(S)CENA – BRUNA È LA NOTTE – TEATRO DI RIFREDI (Firenze) -“Bruna è una ex cantante di locali di serie B che canta canzoni che nessuno ha mai sentito. Ma che lasciano a bocca aperta.”: è la didascalia che accompagna il video pubblicato su youtube di Bruna è la notte, l’ultimo successo teatrale musicale di Alessandro Riccio e Alberto Becucci visto al Teatro di Rifredi. Teatro, cabaret, musica e canzoni, comicità raffinata, gag esilaranti tra i due protagonisti: Alessandro Riccio nel ruolo di Bruna e Alberto Becucci ovvero “Franchino” il musicista che l’accompagna in scena. Riccio interpreta una cantante che potremmo definire da avanspettacolo, di quelle che si vedevano nelle compagnie di giro, in teatri di provincia, abituate ad esibirsi nelle balere popolari.

La Bruna però ha classe, ironia, sarcasmo, un vero “animale da palcoscenico”, sa cantare ma soprattutto tiene la scena come nessun’altra (altro) visto che Alessandro Riccio è un artista dalle doti eclettiche capace di creare un personaggio dalle mille sfumature. Una lunga preparazione al trucco per trasformarsi in modo camaleontico in una diva da Cafe chantant fumoso e nostalgico. La parola che può riassumere il suo spettacolo, è appunto, nostalgia: atmosfere che rievocano quelle serate di evasione quando il pubblico affollava le sale dove il piacere e io divertimento era il collante per una sana coesione sociale. È un susseguirsi di canzoni magnificamente interpretate dalla voce di Riccio, in movenze strepitose e ammalianti, sempre pronta a captare nel pubblico umori e provocazioni lanciate con stile arguto e una generosa dose di sarcasmo. Non c’è mai un momento durante lo spettacolo che non si rida ma è un riso che viene dall’intelligenza dell’artista professionalmente ineccepibile, capace di esibirsi con uno stile che pochi possiedono.

Alessandro Riccio Alberto Becucci Bruna è la notte

 

Bruna assomiglia a tante donne, a quelle che per sbarcare il lunario hanno accettato i lavori più umili, fino a rivelare alla fine che sì – sono state anche donne di strada -, hanno venduto il loro corpo ma sempre con grande dignità. Lei, Bruna, non concede sconti a nessuno: canta solo quello che vuole e se incitata dal pubblico in visibilio, quando chiede le canzonette più in voga del repertorio popolare, fa la snob e si arrabbia (con la tipica parlata fiorentina che già basta per scatenare l’ilarità di tutti) ma poi si offre e le interprete con subdola ironia, fino a farle diventare delle parodie geniali. Gli applausi a scena aperta non si contano. Canta e racconta anche la sua autobiografia a tratti boccaccesca, sgrida la sua spalla il “Franchino” (Alberto Becucci) così bravo da diventare uno strampalato musicista che suona la pianola, chitarra e fisarmonica, sbadato e stralunato. Lo manda via dal palco per farsi portare una bottiglia d’acqua, nel frattempo pesca dalla sua borsetta da dove escono fotografie, ricordi, fazzoletti, anche una fiaschetta di superalcolici, tanto per darsi un po’ di tono.

Alessandro Riccio Alberto Becucci Bruna è la notte Foto Fulvio Bennati

 

Fuma e sbraita, si arrabbia e canta e alla richiesta di interpretare “Una rotonda sul mare”, prima si inalbera e lancia anatemi poi la reinterpreta a modo suo. Le risate si sprecano e la Bruna “decolla” vertiginosamente in un recital dove si inseriscono anche poesie di Alda Merini, testi da Italo Calvino come “Le città invisibili”, aneddoti dal sapore malinconico, struggenti quanto evocativi. Canta di notte senza perdersi mai d’animo, spinta dal suo carattere combattivo e mai rassegnato. Il turpiloquio (mai volgare come lo può essere nella vita reale) è solo un modo per reagire alla sua solitudine, all’abbandono, alla tristezza forse segno di una vita che non le ha dato molte soddisfazioni, se non quelle di sentirsi sempre libera e orgogliosa di esserlo. Alessandro Riccio conosce perfettamente le regole della scena: tempi e pause, cadenzate e sempre in equilibrio tra momenti di farsa comica e passaggi più drammatici. Non cede mai al facile gioco di compiacere al pubblico per strappare il facile applauso, ma se lo conquista con impegno, fatica, recitazione e talento. Poesia di un tempo che fu. Cultura musicale in forma di revival capace di far accorrere tutte le sere spettatori di diverse generazioni. Un teatro fatto di poche cose senza scene o finzioni. Tutto ruota intorno all’espressività artistica, il laborioso trucco trasformativo del corpo e del viso che nasce dopo anni di faticosa gavetta. Lunga vita alla Bruna.

 

foto di Fulvio Bennati

 

Tedavi ’98

Bruna è la notte

di e con Alessandro Riccio e Alberto Becucci

costumi Daniela Ortolani
trucco Danilo Carignola per CreaFX

Visto al Teatro di Rifredi (Firenze) il 10 Novembre 2011

 

 

 

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