Il regista Maurizio Sguotti racconta la Trilogia della Resa in scena alla Biennale Teatro di Venezia

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RUMOR(S)CENA – BIENNALE TEATRO – VENEZIA – Una compagnia di teatro che opera da anni ad Albenga (provincia di Savona) ospite della Biennale Teatro di Venezia: sono i Kronoteatro diretta da Maurizio Sguotti, regista e direttore artistico anche del festival Terreni Creativi che si svolge nelle serre agricole dove vengono coltivate le piante aromatiche. Fondata nel 2004 da un gruppo di giovani attori si distingue per essere una realtà artistica che opera sul territorio per valorizzarne anche le peculiarità non solo legate alla scena del contemporaneo ma anche per dare risalto ad un patrimonio culturale e gastronomico ligure. E dal mare che lambisce questa regione, i Kronoteatro approdano nell’Adriatico, chiamati da Antonio Latella – e come accade spesso nella vita – , gli incontri fortuiti, le coincidenze forse non tanto casuali, fanno sì che nascano delle intese artistiche.

Maurizio Sguotti Educazione Sentimentale @Gabriele Lupo

«Abbiamo conosciuto Antonio Latella anni fa a teatro quando una sera si è seduto davanti a noi – racconta al telefono Maurizio Sguotti, raggiunto a Venezia dove debutta da domenica 29 luglio a mercoledì 1 agosto con il “Trittico della Resa. Essere e non essere” – , si è voltato e ci ha sorriso facendoci i complimenti per il nostro lavoro. Immagini il nostro stupore per quello che ci ha detto. È venuto poi ad Albenga per assistere ad una prova di Educazione Sentimentale nel mese di giugno del 2017 e fino a febbraio di quest’anno abbiamo mantenuto il massimo riserbo per non anticipare la sua decisione.  Si è convinto di quello che aveva visto e ci ha invitati all’edizione 2018. E ora siamo qui a Venezia!». Cannibali (29 luglio); Educazione Sentimentale (30 luglio); Cicatrici (30 luglio e 1 agosto in prima assoluta) vanno scena alle Tese dei Soppalchi (Arsenale di Venezia). I tre titoli che compongono il “Trittico della Resa. Essere e non essere” sono scritti da Fiammetta Carena, diretti da Maurizio Sguotti (anche in scena) che spiega il significato drammaturgico che sta alla base di tutti e tre gli spettacoli: «È una trilogia basata sul Potere nelle sue accezioni più diversificate e tipologie; composta da spettacoli diversi per tematiche e personaggi. In Cannibali si parla del potere dell’individuo sull’altro nella vita quotidiana, nei rapporti lavorativi e tratta anche la differenza che sussiste tra un uomo giovane e un altro anziano. Il primo esercita il suo potere fisicamente mentre il secondo lo applica psicologicamente. È più facile trovare persone più forti quando hanno un ruolo ben definito nella società. Per l’uomo adulto questo è tangibile perché politico, sociale ed economico – spiega il regista Sguotti ma assistiamo poi ad un ribaltamento del potere nella dinamica giovane – anziano. L’uomo lacerato e accecato dal desiderio di potere e fama. Una malvagità dettata da pulsioni distruttive».

 

Cannibali

La Compagnia Kronoteatro lavora da sempre su tematiche molto dirompenti e attuali, così come aveva fatto per la precedente Trilogia basata sulle dinamiche interne al nucleo famigliare declinato in diversi aspetti: Familia_una trilogia (Orfani / Pater familias / Hi Mummy), affronta la questione «… del confronto tra l’io esistente e quelle che riteniamo essere le tematiche sociali che più profondamente interagiscono con questo. Questa indagine nasce dalla sensazione che l’uomo sia impossibilitato ad esistere, viaggi per il mondo, confrontandosi con la vita di tutti i giorni, portandosi appresso un corpo già morto. Una sensazione di vuoto assoluto che, se assecondata, può essere tale da arrivare alla negazione della propria persona/esistenza».

 

Bubacarr Bah Matteo Di Somma Cicatrici foto Alex Nesti

 

La poetica dei Kronoteatro evidenzia come le dinamiche all’interno delle relazioni siano sempre molto centrate sulle distonie che accadono nella vita quotidiana. «In Educazione Sentimentale si assiste ad un potere esercitato tra vicini di casa e per fasce d’età differenti. Un ragazzo di 20 anni, uno più maturo e un uomo anziano (interpretato da Maurizio Sguotti) in cui aleggia la paura della diversità. Tutto accade nel piccolo giardino di casa ambientato in un fantomatico posto di mare dove viene esercitato un piccolo potere. Le persone non si conoscono, non si fidano l’uno dell’altro e l’arrivo di un personaggio femminile mette in crisi lo strano equilibrio che si era venuto a creare. Il gioco è quello di impossessarsi di qualcosa di nuovo, meschino, di piccolo, ed è lo specchio di come questi personaggi siano molto squallidi, poveri di spirito. Difendono il loro pezzetto di giardino e hanno paura che entri un altro. Questa tipologia di personaggi – prosegue il regista – la possiamo ritrovare tutti i giorni nella nostra quotidianità; ed è portata sul filo del grottesco in cui si possono riconoscere comportamenti attuali».

 

Maurizio Sguotti Lorenzo Romano Viola Lo Gioco Tommaso Bianco Educazione Sentimentale @Gabriele Lupo

Il terzo titolo presentato alla Biennale Teatro di Venezia è Cicatrici. «Qui è il Potere vero quello che viene rappresentato – ci racconta ancora Maurizio Sguotti, emozionato per l’importante debutto – e si rifà a Seneca (non a caso nelle schede artistiche della Trilogia viene citato il filosofo, drammaturgo, politico romano Lucius Annaeus Seneca: “Moriamo ogni giorno, ogni giorno ci viene tolta una parte della vita e anche quando ancora cresciamo, la vita decresce, ndr) dove affrontiamo un percorso storico sull’esercizio del Potere. Due fratelli, Atreo e Tieste, esercitano il loro potere dove il primo fa ammazzare i figli del fratello per farli poi mangiare. Attraversiamo varie fasi storiche dove il potere si assomiglia e riporta alla crudele vicenda dei due fratelli. È un percorso circolare perché la storia si ripete sempre, anche oggi e riportano a quanto accade nel nostro contemporaneo. Basti pensare alle dittature della Siria, di Assad, agli atti cruenti, alla mafia che non è altro che un esercizio di potere così com’è il potere ecclesiastico, economico politico. Partendo da questi frammenti abbiamo pensato di costruire un testo che parla al presente, ripercorrendo anche delle tappe storiche. Il Regno dei fiumi, Babilonia, le Signorie, il dominio della Chiesa, i conflitti in Croazia, Serbia fino a quanto accade oggi e chiudiamo con la scena finale del Tieste».

La domanda finale verte sul perché si chiama “Trittico della Resa.

«Il significato di resa sta ad indicare come in tutti e tre gli spettacoli le storie fossero segnate, predestinate ad un certo tipo di percorso dove non correggendo gli errori viene a mancare la possibilità di fare delle correzioni. Sono personaggi segnati dal loro destino e non potessero vivere se non il quel modo».

 

 

29 Luglio

Cannibali

di Fiammetta Carena
regia Maurizio Sguotti
con Tommaso Bianco, Alex Nesti, Maurizio Sguotti
costumi Francesca Marsella
luci Amerigo Anfossi
video animazione Fabio Ramiro Rossin
musiche MaNu Dj

produzione Kronoteatro

Educazione Sentimentale

30 Luglio

di Fiammetta Carena
regia Maurizio Sguotti
con Tommaso Bianco, Viola Lo Gioco, Lorenzo Romano, Maurizio Sguotti
scene e costumi Francesca Marsella
disegno luci Amerigo Anfossi
responsabile tecnico Alex Nesti
si ringrazia Nicoletta Bernardini
produzione Kronoteatro

31 Luglio /1 Agosto

Cicatrici

Prima assoluta

di Fiammetta Carena, lavoro ispirato al Tieste di Seneca
regia Maurizio Sguotti
con Bubacarr Bah, Simone Benelli, Tommaso Bianco, Matteo Di Somma, Maurizio Sguotti, Alhagie Barra Sowe
sculture lignee Christian Zucconi
spazio scenico Kronoteatro
costumi e oggetti di scena Francesca Marsella
luci Amerigo Anfossi
responsabile tecnico Alex Nesti, Andrea Fasciolo
musiche MaNu Dj
si ringrazia Nicoletta Bernardini
produzione Kronoteatro con il sostegno di Armunia Centro di Residenze Artistiche Castiglioncello

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