spettacoli — 27/05/2019 09:28

Quando al “Supermarket” si ride di gusto e tutto diventa una leggera “a modern musical tragedy”

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RUMOR(S)CENA – SUPERMARKET – A MODERN MUSICAL TRAGEDY – MILANO – Ridere fa bene alla salute. Una reazione positiva: così dice la psicologia, e in tempi così deprimenti cosa c’è di meglio di una sana risata? Il tempo per farlo è poco, spesso siamo così concentrati sui nostri problemi quotidiani, che difficilmente si riesce a trovare dei buoni motivi per suscitare  la risata. Non è solo la comicità a farci ridere, ma anche un fattore socio culturale stimolante a determinarlo o una situazione in cui il ridere proviene da chi sa creare l’atmosfera adatta. Da giorni circola sui social la notizia di una “scoperta” di un gruppo di ricercatori inglesi, i quali sostengono di aver dimostrato come le attività culturali in generale (e anche il teatro), siano strettamente correlate ad una diminuzione dei sintomi depressivi, se non, anche alla possibilità di prevenirli. Lo studio bisognerebbe leggerlo accuratamente per comprenderne i risultati, ma intanto è assodato dalla scienza medica come la serotonina e le endorfine siano in grado di rilasciare sostanze benefiche, rilasciate grazie agli ormoni, specie se ridiamo. Anche se andiamo a fare la spesa?  Sì ma a patto di vederla a teatro e non entrando in un supermarket dove lo stress per l’affollamento alle casse  ci fa diventare ansiosi e intolleranti.

 

foto di Michela Piccinini

 

Lo spettacolo del regista e musicista Gipo Gurrado, prodotto da Elsinor Centro di Produzione Teatrale, “Supermarket – A modern musical tragedy” (visto al Teatro Fontana di Milano),   è di quelli che suscitano il buonumore e fanno stare bene. Per un motivo principale che spesso a teatro non è così scontato: una scrittura intelligente capace di evitare un qualsiasi format televisivo  da fare il verso ad una comicità stereotipata e volgare (nel senso della sciatteria a cui spesso si cede per un applauso scontato), al contrario, invece, ricca di citazioni surreali e metaforiche, allusive ad una realtà a noi tutti conosciuta. Coreografato in modo impeccabile (le coreografie sono di Maja Dellak) e giocoso nel suo frenetico andirivieni da una parte all’altra del palcoscenico, senza bisogno di inventarsi nulla di straordinario o della serie: “vi stupiremo con effetti speciali” …. Cantato, danzato, recitato a parole solo quando servono e una generosa dose di allegria. Una partitura corale ben miscelata e distribuita sui nove bravi protagonisti: Federica Bognetti, Francesco Errico, Andrea Lietti, Roberto Marinelli,Isabella Perego, Elena Scalet, Andrea Tibaldi, Cecilia Vecchio, Carlo Zerulo. Tutti egualmente affiatati.

foto di Michela Piccinini

Lo si percepiva anche dal loro stare in scena, senza mai farci credere che è solo finzione (un conto è l’adesione al ruolo, un altro è lavorare con gioia), tra gag esilaranti, annunci degli altoparlanti uno più strampalato dell’altro, e “city comedy” dei giorni nostri (litigi per il posto in coda alla cassa e turni ai banchi della gastronomia sono scene di ordinaria amministrazione), eppure tutto è risolto con estrema leggerezza. Si ride ma c’ è spazio anche per una riflessione seria di come sia nevrotica la nostra società dei consumi. Aggressiva perfino, se ti trovi di fronte ad un dovere che spesso viene confuso per diritto, e tutte le regole di una sana convivenza saltano. La compulsione nei confronti di un’alimentazione eccessiva e disordinata resa schiava da un consumismo sfrenato:  grazie ad una pubblicità capace di manipolare, non solo le papille gustative, ma anche i neuroni e le sinapsi di uomini e donne. Girare per i corridoi di un supermarket può diventare un’esperienza che lascia il segno; una specie di labirinto in cui ci si perde in mezzo a tanti estranei. “Supermarket – A modern musical tragedy” è uno di quei momenti in cui tutto si rimette  a posto, come una brava commessa nel riempire sistematicamente gli scaffali di cibo. Qui lo fa bene il teatro riuscendo a “saziare” di gusto il pubblico.

 

 

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