Teatro, Teatrorecensione — 26/11/2014 23:33

Esorcizzare il male guardandolo dritto negli occhi e ballare insieme il tip tap.

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MILANO – Magda e lo spavento è l’ultimo atto della trilogia Innamorate dello Spavento, progetto teatrale di Massimo Sgorbani per la regia di Renzo Martinelli sulle figure femminili legate al Fuhrer: Blondie, il cane fedele, Eva, la fidanzata innamorata, e Magda, la cinica amante del male.  Tre Femmine invaghite del proprio carnefice. È la primavera del 1945, Adolf Hitler (Milutin Dapcevic) e Magda Goebbels (Federica Fracassi) si trovano nel bunker della Cancelleria di Berlino: uno spazio rettangolare chiuso da teli argentei nei lati brevi, da un ventilatore sullo sfondo e un telo di tessuto trasparente, che divide lo spazio scenico dalla platea. Dialoghi, discussioni, confronti e scontri, come in una storia d’amore, si articolano in questo tempo sospeso. Un amore malato, squilibrato, claustrofobico, rinchiuso, isolato e segreto, infarcito dalle frasi tenere di consuetudine, presentate da Filastrocche infantile crudeli, come quella di Pierino Porcospino, e canzoncine di Walt Disney.

Il pubblico assiste ad una velata storia d’amore, unilaterale, pietosa e sdolcinata, macabra, agghiacciante e crudele. Lei, Magda, forte e razionale in apparenza, ammiratrice, sostenitrice e devota alle idee naziste, tanto da esserne quasi l’ispiratrice, ha sempre una risposta pronta e credibile su tutto, pende e dipende completamente dal Fuhrer tanto da giustificare le ossessioni, i malumori, le frenesie, le mancanze di attenzioni di questo, distorcendo idee, motivazioni e percezioni.
Lui, Adolf, è un interlocutore folle che necessita di una femmina per riprendere contatto con sé stesso, per poi scervellarsi sulle cause di tanta popolarità di un topo di nome Mickey oppure del successo in amore di Donald, un papero ignorante e imbranato, con l’avvenente Daisy. Il classico gioco del carnefice e della vittima, in toni grotteschi e comici, chi è superiore a chi tra topolino e il suo cane, tra gli ariani e il resto del mondo, tra paperino e i Qui Quo Qua oppure tra i sette nani, che forse non sono tutti fratelli.

magda

Di certo l’ultima femmina è presentata come una carnefice spietata.  Magda Jhoanna Goebbles, moglie del ministro Joseph Goebbels, una delle donne preferite dal Fuhrer, decide di uccidere nel sonno i sette nani, Helga, Hilde, Helmut, Holde, Hedda, Heide, e l’ultimo come si chiama? … e poi si suicida insieme al marito per non vivere in un mondo malvagio dopo la sconfitta del nazismo.  Una partitura ricca di gesti, parole, sguardi, suoni, rumori, ombre, passi di danza, suoni sperimentali, canzoni popolari e dei cartoons bombarda lo spettatore per l’intero spettacolo. Una generosa maestria del regista e dei due attori, a cui si sommano le parole stonate, suoni striduli, acuti e improvvisi, ombre di topi enormi che ballano il charleston e il tip tap, diventando grandi sempre più grandi e gnam gnam … mangiano il pubblico. SLURP!

Con  Milutin Dapcevic e Federica Fracassi
Regia di Renzo Martinelli
di Massimo Sgorbani
Produzione: Teatro i
Visto il 16 novembre 2014

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