Dopo la Tempesta. L’opera segreta di Shakespeare, Festival Volterra Teatro

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VOLTERRA (Pisa) – In un clima metereologico instabile, caratterizzato da temporali notturni che rischiaravano la Val di Cecina a giorno, illuminando la volta celeste scossa da rombi di tuoni e miriadi di saette, che si riversano a terra scariche elettriche improvvise e violente, va in scena in anteprima nazionale lunedì 25 luglio alle ore 15 (repliche fino al 29 luglio e 30 al Teatro Florentia di Lardarello alle ore 21) nella Fortezza Medicea di Volterra “Dopo la Tempesta. L’opera segreta di Shakespeare per la regia e drammaturgia di Armando Punzo e la Compagnia della Fortezza.  Una “ideale” scenografia naturale che richiama la “Tempesta” drammaturgica e teatrale pensata da Armano Punzo, come elemento visivo e sonoro atmosferico, stante a significare uno stato di disturbo che colpisce la superficie di un corpo celeste, manifestato da raffiche di vento, tuoni, e fulmini. Lo dicono anche le parole di Skakespeare recitate dagli attori detenuti, tratte dall’opera  Pericle Principe di Tiro: “Calmate la vostra ira infuriate stelle del cielo! Vento, pioggia e tuono, ricordate che l’uomo terreno è sostanza che a voi per forza cede, ed io, come si addice alla mia natura, obbedisco”. La Tempesta si abbatte sull’uomo: “Il mare mi ha gettato sugli scogli, mi ha trascinato di terra in terra, non lasciandomi respiro che per pensare alla morte imminente.”

foto di Stefano Vaja

foto di Stefano Vaja

Lo spettacolo inaugura il Festival VolterraTeatro giunto alla sua trentesima edizione che ha scelto  il tema della Città Ideale e una riflessione sull’Utopia. Dopo la Tempesta. L’opera segreta di Shakespeare è un’opera che si confronta con tutta l’opera del drammaturgo e con l’eredità filosofica che rappresenta, nell’anno delle celebrazione per i 400 anni dalla sua morte. Un’opera che stravolge il canone occidentale di cui anche l’autore inglese è stato inventore, che stravolge il tempo, lo spazio, il ritmo, per mettere in discussione l’uomo, la sua forma rigida, la sua storia ingessata: l’apoteosi di quella utopia della libertà, della libertà dell’uomo di poter comunque, sempre, riscrivere tutto, anche quello che sembra impossibile da cambiare e da reinventare.

<<Quattrocento anni dalla morte di Shakespeare, secoli di esercizi sulla sua opera, di traduzioni, trasposizioni, di diatribe filologiche, di regie critiche, di adattamenti, di monologanti, di letture psicanalitiche, postmoderniste, strutturaliste; “tradire per rispettare”, “ridurre per enfatizzare”: secoli di teatro come corpo a corpo ossequioso, con quell’affresco perfetto dell’umanità che l’autore inglese ha consegnato ai suoi testi, un travasare perfetto, da una forma all’altra, un essere umano che si immagina scritto per sempre nelle pieghe meravigliosamente complesse di quei personaggi.>>

foto di Stefano Vaja

foto di Stefano Vaja

Il festival si svolgerà dal 25 al 31 luglio 2016 nei Comuni di Volterra, Pomarance, Castelnuovo V.C. e Montecatini V.C.  è  diretto da Armando Punzo; la cura del progetto è di Carte Blanche e, per la prima volta, secondo un innovativo modello di startup gestionale unico nel panorama culturale italiano, in sinergia con l’ Associazione Culturale studentesca VaiOltre!, i cui membri affiancano  Carte Blanche, curatrice di tutta l’organizzazione, e la collaborazione con Accademia dei Riuniti-Teatro Persio Flacco.

Nella prima giornata dopo la presentazionedel nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza, gli spettacoli in programma vanno in scena al Teatro Persio Flacco di Volterra: Antologia del Nulla, progetto di Alessandro Fantechi e Elena Turchi/Isole Comprese Teatro per il coordinamento Teatro come DifferenzaNon Mi Ricordo di Ginetta Maria Fino e Giuseppe Mainieri, e l’azione collettiva De Bello Civili, condotta da Adriana Follieri/Manovalanza. In contemporanea al Teatro dei Coraggiosi di Pomarance, va in scena il primo appuntamento con il progetto Tutto quello che so del grano del Teatro delle Ariette.

Teatro delle Ariette

Teatro delle Ariette

Cuore pulsante della Città Ideale sarà il Teatro, inteso come luogo ideale di ogni città di ogni tempo, il luogo dell’anima nella sua configurazione concreta e visibile; come spiega Armando Punzo: «Il teatro come architettura concreta di uno spazio impalpabile, spazio dentro l’uomo che è contro la logica del quotidiano, da coltivare, da far crescere».  Per la prima volta un teatro completamente trasfigurato dalla presenza di spettacoli, laboratori, mostre, installazioni, persone, per tutto il giorno senza soluzione di continuità, e in ogni suo spazio. Un luogo sempre aperto, crocevia culturale della città, abitato dalla musica e dai libri, dai teatranti, dai poeti, dagli organizzatori, dagli spettatori, adulti giovani e bambini, dai giornalisti, dai turisti e visitatori.

De Bello Civili

De Bello Civili

Nella prima giornata dopo la presentazione del nuovo lavoro della Compagnia della Fortezza, gli spettacoli in programma vanno in scena al Teatro Persio Flacco di Volterra: Antologia del Nulla, progetto di Alessandro Fantechi e Elena Turchi/Isole Comprese Teatro per il coordinamento Teatro come Differenza,  Non Mi Ricordo di Ginetta Maria Fino e Giuseppe Mainieri, e l’azione collettiva De Bello Civili, condotta da Adriana Follieri/Manovalanza. In contemporanea al Teatro dei Coraggiosi di Pomarance, va in scena il primo appuntamento con il progetto Tutto quello che so del grano del Teatro delle Ariette.

 

Festival VolterraTeatro
Carte Blanche – Centro Nazionale Teatro e Carcere di Volterra
Tel. 0588.80392 – email: info@volterrateatro.it

www.volterrateatro.it

 

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