Chi fa teatro, Teatro — 25/02/2016 at 00:25

Teatro di Roma: tempo di bilancio di un anno “Nazionale”

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ROMA – Per il Teatro di Roma è tempo di bilanci. Il 24 febbraio presso il Teatro Argentina ha avuto luogo la conferenza stampa, tenuta dal direttore Antonio Calbi e dal presidente Marino Sinibaldi, per discutere l’anno appena passato, il primo post riforma del Fus e del ministro Dario Franceschini, che ne ha decretato la nomina a Teatro Nazionale assieme ad altri sei dislocati sul territorio italiano. Lo status, a fronte dei diversi parametri che esige, avrebbe dovuto apportare maggiori fondi per le casse dei teatri che ne sono stati investiti. In realtà da quanto è emerso durante la presentazione del bilancio non è stato così. C’è stato un incremento (i dati dicono del 6,85% rispetto all’anno precedente) ma non tale da poter consentire di portare a termine in modo sereno le richieste della nuova riforma, che sono comunque state soddisfatte, determinando l’andamento stesso della stagione. Assieme a questo primo nodo critico, nel corso della conferenza, ne sono emersi altri due, entrambi legati al panorama romano. Uno di questi è stata l’instabile situazione della città, che ha attraversato diverse inchieste, ha affrontato la caduta della giunta dell’ex sindaco Ignazio Marino, con il Comune attualmente commissariato.

Antonio Calbi - direttore del Teatro di Roma
Antonio Calbi – direttore del Teatro di Roma

L’altro nodo problematico è strettamente connesso agli spazi a disposizione del Teatro di Roma. Come è noto gli attuali spazi sono il Teatro Argentina, che si occupa principalmente del teatro di prosa tradizionale e il Teatro India, deputato più sul versante della sperimentazione. Quest’ultimo spazio, ex architettura industriale, in realtà è molto problematico, con lavori di ristrutturazione e di riconversione che si protraggono da anni e che sembrano non giungere mai a una conclusione. Inoltre il Teatro India è di difficile raggiungimento, sia per chi si sposta con i mezzi pubblici, che lo attraversano molto alla lontana, sia per chi utilizza i propri mezzi a causa della mancanza di un parcheggio. Alle problematiche dell’India si aggiunge l’irrisolta questione del Teatro Valle. Gestito dall’ormai estinto ETI (Ente Teatrale Italiano), in seguito alla chiusura dell’ente, doveva passare nelle mani dell’amministrazione locale che ne avrebbe determinato il destino. Ma le vicende del Valle sono ben note e a seguito della dismissione dell’ETI, il teatro viene occupato e gestito dagli occupanti fino alla decisione della giunta Marino che pone fine alla vicenda. Da questo momento sembrava che lo storico Teatro –  un bene della città –  dovesse essere gestito dal Teatro di Roma in quanto ente pubblico principale deputato alle attività teatrali della capitale. Alcuni cavilli burocratici, sempre rimandati, però, hanno congelato la situazione e attualmente è in attesa di lavori di sistemazione sul versante struttura e sicurezza. Il Teatro di Roma ha riaffermato il proprio bisogno di avere in gestione  questo spazio, alla luce soprattutto del regime ridotto con cui va avanti il Teatro India e delle necessità derivanti dalle diverse tipologie di produzioni e dalle loro teniture. Nonostante queste difficoltà direttore e presidente si ritengono soddisfatti dei risultati raggiunti e ad emergere, come dato importante e fondamentale,  è la presenza nella stagione corrente di 57 autori viventi, in un periodo di profonda stasi del teatro italiano “stabile”, che continua a lavorare quasi esclusivamente e in modo banale sui testi classici.

roma

Le produzioni al Teatro Argentina propongono la riscrittura contemporanea di due testi classici: il Candide di Voltaire, rivisitato dall’autore inglese Mark Ravenhill, diretto da Fabrizio Arcuri, e il Preamelto scritto da Michele Santeramo, nell’allestimento di Veronica Cruciani.  La drammaturgia contemporanea: Pasolini, la “nuova cantata” di Giovanna Marini; Lear di Edward Bond, regia di Lisa Ferlazzo Natoli; Ritratto di una Capitale,  la ripresa di 6 dei 24 pezzi della “maratona” di 12 ore del 2014, regia di Fabrizio Arcuri; I furiosi di Nanni Balestrini, regia di Fabrizio Parenti.
I prossimi debutti: il Calderón di Pier Paolo Pasolini, regia di Federico Tiezzi e Michelangelo-Vita di e con Antonio Piovanelli. Le produzioni per i piccoli spettatori: Mediterranea Foodball Club di Gigi Palla, Nicola Sapio e Gianfranco Teodoro; Leo da un’idea di Alberto Nucci Angeli e Lorenzo Terranera; Piero Gabrielli, L’albero di Rodari, Purgatorio e Carosello Italiano, diretti da Roberto Gandini.  La ripresa de L’Esposizione Universale, un inedito copione di Luigi Squarzina, messo in scena da Piero Maccarinelli, con Stefano Santospago, Luigi Diberti e i 19 allievi della Scuola di perfezionamento del Teatro di Roma.

platea Teatro Argentina

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