Spettacoli — 24/09/2020 at 14:21

Manifesto/Manifesti la lettura scenica a cura di Sergio Blanco e Gabriel Calderón al Teatro delle Passioni di Modena

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RUMOR(S)CENA – TEATRO DELLE PASSIONI – MODENA – Sabato 26 alle 21.00 e domenica 27 settembre alle 18.00 il Teatro delle Passioni di Modena ospita Manifesto/Manifesti, la restituzione pubblica del materiale drammaturgico e attoriale creato durante il corso Perfezionamento attoriale – Manifesto/Manifesti: per una poetica dell’azione (Operazione Rif. PA 2019-11938/RER, approvata con DGR 1381/2019 del 05/08/2019 e cofinanziata da Fondo Sociale Europeo PO 2014-2020 Regione Emilia-Romagna, Progetto 1.), affidato dal direttore della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro, Claudio Longhi, a due artisti uruguaiani di fama internazionale, Sergio Blanco (drammaturgo e regista) e Gabriel Calderón (drammaturgo, attore e regista teatrale).

Sergio Blanco foto di Robert Yabeck

Artisti vicini a ERT Fondazione, Sergio Blanco e Gabriel Calderón hanno lavorato insieme in diverse occasioni ed entrambi hanno fatto a lungo parte della compagnia Complot, per poi proseguire il loro percorso individuale.

Rappresentato per la prima volta in Italia nel 2019 a VIE Festival, lo spettacolo El bramido de Düsseldorf di Sergio Blanco è stato finalista ai Premi Ubu 2019 come Miglior Spettacolo Straniero. Per ERT Gabriel Calderón ha guidato gli allievi del corso Perfezionamento: Dramaturg internazionale della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro prima nel 2018 nella stesura della drammaturgia collettiva Ogni storia vale, Dialoghi difficili, rappresentato nello stesso anno al Teatro Storchi, e poi nel 2020 nell’ambito di VIE Festival nella lettura scenica L’interessante vita di qualcuno. Sempre di Calderón,nel 2019 il Festival ha ospitato per la prima volta in Italia il suo spettacolo Ex – que revienten los actores.

Avviato a giugno 2020, il corso Perfezionamento attoriale – Manifesto/Manifesti: per una poetica dell’azione ha coinvolto diciotto giovani attori professionisti, selezionati tramite bando pubblico, in un processo di analisi, apprendimento e creazione della durata di sedici settimane. Manifesto/Manifesti è la restituzione pubblica e anche il preludio di una nuova produzione ERT, in programma per la primavera 2021.

Quando il 24 febbraio le attività teatrali si sono interrotte, tutto era già pronto in vista dell’arrivo in marzo di Sergio Blanco e Gabriel Calderòn, artisti scelti per inaugurare il focus Sud-America della stagione 2020/2021 di formazione realizzata da ERT, approvata dalla regione Emilia-Romagna e co-finanziata dal Fondo Sociale Europeo. All’interno del focus dei maestri sudamericani, nel 2021 ci saranno l’attore e regista argentino Lisandro Rodriguéz e il regista brasiliano Antonio Araujo.

Scuole e teatri chiusi, viaggi interrotti, sembravano aver messo a tacere a tempo indefinito anche questi percorsi così a lungo progettati. Come il teatro, però, anche la Scuola Iolanda Gazzerro di ERT ha progressivamente riaperto virtualmente.

Così, anche il corso Perfezionamento attoriale – Manifesto/Manifesti: per una poetica dell’azione ha ripreso il suo cammino in una forma nuova, a partire dalle selezioni svolte a distanza con 70 candidati ognuno dal proprio domicilio.

I diciotto attori così selezionati, hanno iniziato il percorso formativo in videoconferenza, in settimane durante le quali Gabriel Calderòn e Sergio Blanco hanno condiviso gli elementi essenziali del proprio fare teatro, trasformando un gruppo di sconosciuti in una classe coesa e attenta, ansiosa di potersi finalmente muovere anche nello stesso luogo fisico. Un desiderio che la riapertura delle scuole di formazione e dei confini europei (Sergio Blanco è residente in Francia) ha finalmente reso possibile a luglio e che l’eccezione dell’Uruguay, unico tra i Paesi sudamericani non interdetti dall’Italia, ha consentito di portare a compimento da fine agosto, con la presenza contemporanea a Modena di entrambi i docenti.

Gabriel Calderon

Questo viaggio incerto e cautoprende infine corpo in Manifesto/Manifesti, una coralità composta da diciotto brevi quadri, diciotto storie personali o inventate, rubate alla cronaca o alla letteratura, crudeli e ironiche che si mescolano e confondono nel gioco dell’auto finzione. Un manifesto per dichiarare al pubblico la fragilità delle identità, le difficoltà dei rapporti familiari, le gioie e la rabbia di diciotto giovani individui, che mettono in campo se stessi per ragionare sulla complessità del mondo, trovando ciascuno ispirazione in un particolare Maestro del teatro: Anton Čechov e William Shakespeare, Sarah Kane e Bernard-Marie Koltès, Henrik Ibsen e August Strindberg, nel continuo e rinnovato gioco della parola che in teatro si fa storia.

«Fare teatro – affermano Sergio Blanco e Gabriel Calderón – è diventato una sfida in tutto il mondo. Una sfida ai sistemi di produzione, ai sistemi di creazione ai sistemi sanitari e ai sistemi vitali. Quando il mondo funziona tutto in un senso, il teatro rifiuta la direzione proposta e inizia in una piccola e innocua passeggiata la sua rivoluzione in direzione contraria. Per questo quando l’intero mondo genera imprese che creano valore, pubblico e guadagno, il teatro resiste in piccole sale con piccoli pubblici, e con uno scarso valore di rendita. Ma ora che il mondo evita le riunioni, gli incontri e i gruppi, il teatro emerge in ogni assembramento, come un fantasma dell’arte, promettendo azione. Vorremmo ringraziare in modo speciale ERT e la Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro non solo per la fiducia, ma per l’impegno infaticabile e la decisione di rendere possibile l’impossibile: in mezzo alla pandemia, in mezzo alla malattia e alla morte, la preoccupazione e lo sconforto, un gruppo di persone ha pensato, riflettuto e creato teatro. Speriamo che possa servire questo gesto di resistenza e premonizione per i tempi che, comunque vada, arriveranno»

Sergio Blanco, drammaturgo e regista pluripremiato, uruguaiano di nascita e francese d’adozione, è considerato una delle rivelazioni della drammaturgia contemporanea per la sua scrittura fondata sul principio di autofinzione. Dispositivo narrativo dalla genesi complessa, l’autofinzione è il “lato oscuro” dell’autobiografia: mentre quest’ultima presuppone un patto di verità, l’autofinzione parte sempre da un’esperienza personale, ma presuppone un patto di menzogna, che il pubblico accetta. Dato reale, biografico o autobiografico si fondono quindi sul palcoscenico con la finzione, si trasformano attraverso la poetizzazione, si trasfigurano, si deformano, sfumano in diversi modi di raccontare sé stessi e gli altri. Rappresentato per la prima volta in Italia nel 2019 a VIE Festival, lo spettacolo El bramido de Düsseldorf è stato finalista ai Premi Ubu 2019 come Miglior Spettacolo Straniero.

Gabriel Calderón

Enfant prodige del teatro uruguaiano, nel 2001, a diciannove anni, ha scritto la sua prima opera, Mi Muñequita (La farsa) ottenendo un enorme successo nel suo paese. Entrato presto in contatto con la cultura europea – nel 2009 è stato drammaturgo residente presso il Royal Court Theatre di Londra e dal 2011 è membro del Lincoln Center Theatre Directors Lab e artista residente del Théâtre des Quartiers d’Ivry a Parigi – Calderón è oggi riconosciuto come uno dei maggiori talenti della drammaturgia contemporanea.

Nel 2005 fonda, insieme a Martin Inthamoussú, la compagnia teatrale Complot, con cui crea oltre venticinque spettacoli, coinvolgendo altri artisti come Mariana Percovich, Ramiro Perdomo e Sergio Blanco. Dal 2006 al 2010 è Coordinatore Generale dei Progetti Culturali nella Direzione Nazionale della Cultura del MEC, mentre nel 2011 dirige la Segreteria Esecutiva delle Celebrazioni per il bicentenario dell’Uruguay. Negli ultimi anni, con la compagnia Complot, ha partecipato a vari festival internazionali.

Per la scena ha scritto numerose drammaturgie aggiudicandosi diversi riconoscimenti, tra cui Premio Florencio, Iris Award, Premio Morosoli e il Young Talents Award della Bank Boston Foundation nel 2006. Le sue opere sono state rappresentate in Argentina, Brasile, Panama, Perù, Spagna, Francia e Messico e tradotte in francese, tedesco, inglese e portoghese.

Ex – que revienten los actores è stato il suo primo lavoro in scena in Italia, presentato a VIE Festival nel 2019 da ERT Fondazione, che nello stesso anno ha pubblicato l’antologia Teatro. Gabriel Calderón (Or-forse la vita è ridicola, 2009; Ex-esplodano gli attori, 2012) nella collana LineaExtra ideata con Luca Sossella editore.

Per ERT Calderón ha guidato gli allievi del corso Perfezionamento: Dramaturg internazionale, della Scuola di Teatro Iolanda Gazzerro – Laboratorio permanente per l’attore nella stesura della drammaturgia collettiva Ogni storia vale, Dialoghi difficili, messa in scena nel dicembre 2018 al Teatro Storchi dalla regista uruguayana Margarita Musto con gli allievi del corso Attore internazionale della medesima Scuola.

Nell’ambito di VIE Festival 2020 ha curato la lettura scenica L’interessante vita di qualcuno, un’altra drammaturgia collettiva degli allievi del corso Perfezionamento: Dramaturg internazionale.

Manifesto/Manifesti

lettura scenica a cura di Sergio Blanco e Gabriel Calderón

con gli allievi del corso Perfezionamento attoriale – Manifesto/Manifesti: per una poetica dell’azione:

Chiara Alonzo, Costanza Casadei, Giorgio Castagna, Lorenzo Maria Cervasio, Malik Cherif, Carmelo Crisafulli, Roxana Doran, Fonte Fantasia, Francesca Fedeli, Ugo Fiore, Francesca Paola Frasca, Matteo Gatta, Luisa Imperatore, Daniele Molino, Jordi Montenegro, Laura Pizzirani, Livia Rossi, Chiara Tomei.

Sabato 26 settembre ore 21.00, domenica 27 settembre ore 18.00

Teatro delle Passioni, Modena

durata 2 ore

Ingresso libero

Posti limitati con prenotazione obbligatoria alla mail:

promozione@emiliaromagnateatro.com

Si prega di indicare nome, cognome, numero di telefono e indirizzo di posta elettronica.

La prenotazione sarà confermata tramite mail con i posti assegnati.

info@emiliaromagnateatro.com

modena.emiliaromagnateatro.com

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