Chi fa teatro, Teatro, Va in scena a — 24/06/2016 18:51

Dopo la “Tempesta” illumina Shakespeare a Volterra

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VOLTERRA (Pisa) – Da due anni  gli attori-detenuti della Compagnia della Fortezza di Volterra trascorrono le loro giornate con Shakespeare. Alcuni lo hanno imparato a memoria, altri aprono il mobile che custodisce tutti i testi, ne estraggono “Re Lear” o “Il sogno” e con estrema familiarità cercano un brano che li abbia colpiti, o pensino riveli quelle luci sotterranee cercate, indagate dal loro regista: Armando Punzo, e da loro stessi cercate. Perché tocca la loro vita nascosta. Per un bisogno, un desiderio, per scovare la “bestia” conosciuta e raccontata così bene dal grande autore che sapeva tutto dell’uomo e capace di mettere allo scoperto, anche in lui, sofferenza e amore. Studiano e provano a recitare tra il sacro e il profano nel teatrino dedicato  a Renzo Graziani (scomparso nel 1997) il  direttore del carcere di Volterra che per primo protesse il lavoro di Punzo con i carcerati, un lavoro lungo quasi trent’anni.  Fu lui a far nascere e sviluppare l’esperienza della Compagnia della Fortezza . Sulle pareti del Teatrino sono appesi specchi di varia forma dalle cornici dorate che rimandano allo spettacolo nato nel 2014 – e il 28 giugno 2016, in scena per la rassegna “Il giardino ritrovato”. Arte, musica e spettacoli a Palazzo Venezia a Roma – quel “Santo Genet” memorabile nella violenza e dolcezza, nella fisicità senza grazia dei corpi e nella poesia delle parole-sguardo.

Teatrino Renzo Graziani , Fortezza di Volterra

Teatrino Renzo Graziani , Fortezza di Volterra

In questo minuscolo spazio dove Armando Punzo studia insieme ai suoi attori, ci sono i velluti rossi della mini-platea, una specie di nicchia dentro cui uno dei detenuti libera un piccolo pappagallo. Tutto attorno, su una fila di poltrone di legno da vecchio cinema o teatro, si alternano quelli che devono/vogliono lavorare allo spettacolo, quelli che curiosano o scherzano con i “colleghi”. Sul lato destro in fondo c’è la “postazione di Armando”: una sedia, una stufetta, un microfono dal lungo braccio, da cui risuonano i brani scelti da lui come un rabdomante sulle pagine,  dalla giovane Alice Toccacieli severa e gentile,  e dagli attori. Sulla sinistra, in una cavità del muro, c’è un fornello per il caffè: buono, fatto con la Moka, della cui preparazione si incarica con zelo, il giorno del mio arrivo, un uomo bello, che mi offre il bicchiere, e che chissà che storia di vita ha alle sue spalle.

Santo Genet

28 giugno  “Il Giardino ritrovato” Palazzo Venezia Roma. Compagnia della Fortezza drammaturgia regia Armando Punzo

Armando Punzo non si ferma un momento, neppure per salutare gli ospiti che la moglie Cinzia de Felice (direttrice organizzativa del Festival) porta in visita brevemente. Impegna gli attori dalle 9 della mattina alle 19 della sera, escluse le interruzioni per “la conta” che precede i pasti in cella. Lui non mangia. “Occhi, buchi, finestre: ecco è una buona sequenza questa”, dice come a se stesso. Dopo aver letto e studiato l’intera opera, non ci si può fermare al montaggio di un testo assolutamente scespiriano e insieme apocrifo su cui già si basava lo spettacolo dello scorso anno visto a VolterraTeatro Festival. Per il nuovo “Dopo la Tempesta. L’Opera segreta di Shakespeare” servono altri inserti, altre immagini forti, rimosse o scartate, magari sopraffatte dalla trama, dalla notorietà dei personaggi, ma che sono state scritte quasi fossero indizi da decifrare, tracciate come sentieri per solitari, rispetto alla strada maestra per turisti, per cacciatori di “storielle”, di pretesti per fare comunque degli spettacoli, variamente finanziati, oggi, in Italia. A sostenere Carte Blanche, l’Associazione cui fanno capo le iniziative della Compagnia della Fortezza, c’è da sempre la Regione Toscana, il Mibac, il Comune di Volterra, la Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, finanzia attività di promozione, sociale o come si dice ora “trasversale” il Ministero della Giustizia, che  facilita la logistica, i permessi per le tournée. Ma il sogno o l’obiettivo di Punzo è un Teatro Stabile dentro il carcere. E il nulla osta ad uscire dai confini nazionali per rispondere finalmente agli inviti dei Festival europei, come già avviene in altri Paesi per i detenuti-attori. Forse è un sogno che non lo fa dormire.

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Intanto, un uomo nigeriano scattante, occhi tanto belli quanto terribili, comincia: “Attento, attento, attento mio signore…”. E’ Jago ma anche Otello perché in Shakespeare ogni personaggio riunisce più persone. “Non minacciare alzando la voce, anzi…” gli suggerisce il regista con la stessa attenzione e calma di un pittore che consigli all’allievo di mettere più bianco in un cielo, o un cuoco meno sale. Si prova poi un brano di “Santo Genet”, quello di Divine, con l’attore che a Roma reciterà assieme alla Compagnia nel Giardino di Palazzo Venezia a Roma, secondo l’articolo 21 del Codice Penale, paragrafo: permessi di lavoro. “Continuiamo a giocare”, richiama tutti Armando Punzo e ricomincia la caccia allo Shakespeare segreto. La giornata si chiude con l’ingresso delle scale a pioli della scenografia, che fanno tintinnare il lampadario a gocce da avanspettacolo. Sale Ivan, occhi grandi chiari che sembra vedano otto persone in un colpo, ha l’accento degli Urali, ma quando dentro di lui scendono le parole di Shakespeare, la sua voce si allarga al mondo.

Armando Punzo  Shakespeare. Know Well , crediti foto di Pier Nello Manoni

Armando Punzo Shakespeare. Know Well , crediti foto di Pier Nello Manoni

Lei non ha mai avuto timore di lavorare con questi uomini? Chiedo ad Armando Punzo. “No, e perché? A volte ci sono urti tra di loro, ma io vado avanti. Piano piano e non mi do pensiero”. Il giorno seguente proveranno all’aperto, se non si scatena un uragano di lampi chilometrici e acqua furiosa come quello in cui sono presente. Ripercorro a uno a uno con Domenico Netti (uno dei collaboratori  più preziosi di Carte Blanche e Compagnia della Fortezza), i cancelli di un colore verde innocente che si aprono e chiudono in automatico; sbircio nella biblioteca, in una sala di ritrovo, su e giù da scale di pietra dura come il ferro. Riapro l’armadietto dove ho lasciato borsa e cellulare, riprendo il documento. Io esco, ma non ho avuto paura.

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Programma eventi  Volterrateatro Festival Fortezza Medicea di Volterra

25-29 luglio 2016

programma volterrateatro.it

Lunedì 25 Luglio 2016 ore 15

Fortezza Medicea di Volterra

Compagnia della Fortezza

Dopo la Tempesta. L’Opera segreta di Shakespeare

Creazione originale per Volterrateatro festival

Anteprima nazionale

Regia e drammaturgia di Armando Punzo


Dopo la Tempesta. L’Opera segreta di Shakespeare

Prima nazionale 29 -30 ottobre 2016

Teatro Verdi  Pisa

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