Teatro, Va in scena a — 24/02/2012 at 14:30

Avevo un bel pallone rosso indaga sulle ferite della storia recente. Un successo che ritorna in scena a Bolzano e in tournée

di
Share

Ritorna in teatro reduce dal successo della scorsa stagione Avevo un bel pallone rosso, il testo scritto e interpretato da Angela Demattè e vincitore del Premio Riccione per il Teatro 2009. Dal 24 al 26 febbraio va in scena al Teatro Studio (Teatro Comunale di Bolzano) e poi in tournée, per la regia di Carmelo Rifici e l’intepretazione di Andrea Castelli. La vicenda narra del rapporto tra un padre e sua figlia, Margherita. I due tentano di confrontarsi sugli studi universitari, sulla passione di Margherita per la politica e su Renato Curcio, suo futuro marito. Una famiglia borghese e cattolica di Trento, un padre premuroso e all’antica, una figlia che diventerà presto Mara Cagol, fondatrice delle Brigate Rosse. La giovane autrice e attrice trentina Angela Dematté, affronta in maniera profonda e inconsueta la tragedia del terrorismo con le sue vittime innocenti, i furori giovanili, gli “anni di piombo” che hanno bruciato un’intera generazione e l’incomunicabilità tra genitori e figli. Dal 1965 al 1975: dieci anni in cui Margherita Cagol, studentessa di sociologia appassionata di politica, diventa Mara Cagol, si trasferisce a Milano, entra in clandestinità e fonda assieme al marito Renato Curcio le Brigate Rosse. Dieci anni in cui il rapporto tra Margherita e suo padre viene mano a mano a dissolversi e le parole che padre e figlia si rivolgono nel dialetto della loro città, si svuotano in grandi silenzi privi di speranza, che verranno sopraffatti dall’annuncio televisivo della morte della Cagol in uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine il 5 giugno 1975.

“Il Teatro ha il dovere di indagare sulle ferite della storia recente.”

Andrea Castelli interpreta Carlo Cagol, il padre. A vestire i panni di Margherita – Mara Cagol, la stessa autrice, Angela Demattè. La regia è di Carmelo Rifici, giovane collaboratore di Luca Ronconi e vincitore del Premio Eti Olimpici del Teatro 2009 come miglior regista dell’anno e del Premio della Critica 2009 per “I pretendenti” di Lagarce diretto per il Piccolo Teatro di Milano, che ha saputo far rivivere con profonda sensibilità un ambiente borghese dove si giocano tutte le contraddizioni e i paradossi esistenziali di una famiglia anonima “sbattuta in prima pagina”. Scene di Guido Buganza, costumi di Margherita Baldoni, musiche di Ferdinando Baroffio e luci di Lorenzo Carlucci.

 

Dalla recensione pubblicata sul sito www.teatro.org

 

Rosso simbolo di innocenza e tragedia umana

Una storia accaduta negli anni ’70 rivive e prende forma sulla scena per merito di una donna trentina, Angela Demattè autrice e interprete in teatro con Andrea Castelli. Lei è la figlia ribellatasi alle convenzioni di una terra profondamente conservatrice e cattolica, lui nella parte di un padre a cui importa difendere il prestigio della sua posizione sociale. Un uomo “tutto casa chiesa e bottega”. Si assiste a un dialogo tra loro reso perfettamente realistico dalla scrittura drammaturgica in primis e dalla regia funzionale quanto fedele alle intenzionalità dell’autrice. Carmelo Rifici costruisce le dinamiche relazionali e affettive con sapienza e l’intelligenza necessaria per evitare di farne un manifesto ideologico (come espresso da Angela Demattè cui premeva l’intimo e non lo storico pubblico sulla base della vicenda politica), grazie al quale fa rivivere un ambiente borghese dove si giocano tutte le contraddizioni e i paradossi esistenziali di una famiglia anonima “sbattuta in prima pagina”.

Roberto Rinaldi / teatro.org

 

 

La tournée

Bolzano, Teatro Comunale, 24-26 febbraio

Trento, Teatro Cuminetti, 28 febbraio – 4 marzo

Tione, Teatro Comunale, 5 marzo

Rovereto, Auditorium Melotti, 6 marzo

Varese, Teatro Mario Apollonio, 8 marzo

 

www.teatro-bolzano.it

 


 

 

Share

Comments are closed.