spettacoli — 23/11/2018 09:38

La Locandiera Esprit de pomme de terre, regia di Andrea Saitta vincitore del “Fantasio” 2017 al Teatro di Villazzano

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RUMOR(S)CENA – LOCANDIERA – PREMIO FANTASIO – Villazzano (Trento) – Va in scena al Teatro di Villazzano (Trento) sabato 24 novembre alle 20.45 lo spettacolo La Locandiera – Esprit de pomme de terre vincitore del Festival Internazionale di regia teatrale Fantasio 2017. La regia è di Andrea Saitta . Presentato in forma di studio nell’edizione dell’anno scorso, la nuova coproduzione tra TeatroE, ariaTeatro, Compagnia dell’Arpa e Compagnia Decalé (quest’ultime due siciliane) il testo è liberamente ispirato a La Locandiera di Carlo Goldoni, scritto e diretto da Andrea Saitta. Le scene e costumi sono di Alessandra Bruno. In scena una Mirandolina muta interpretata da Roberta Lionetti, e i personaggi maschili interpretati da Norman Quaglierini, Ivan Graziano e Dario Battaglia. Tre settimane di residenza estiva a Villazzano tra giugno e luglio sono serviti per allestire La Locandiera – Esprit de pomme de terre, tra clownerie, mimo e danza. Il lavoro si è concentrato e si sviluppa soprattutto su due aspetti: il passaggio dalla commedia dell’arte al dramma borghese che il drammaturgo veneziano inizia con questa celebre commedia, e la profondità dei personaggi che non sono più legati all’improvvisazione e allo stereotipo delle maschere, ma iniziano ad avere una psicologia e un percorso emotivo preciso. La sfida è quella di rappresentare il testo partendo dal corpo inserendo il mimo, la danza e il clown teatrale. La performance si sviluppa in una serie di scene dal ritmo molto serrato e dalla linea comica, che con precisione matematica colpisce lo spettatore portandolo all’interno di un mondo fatto di silenzi, sguardi e risate. Il Marchese nel primo atto di questo libero adattamento dichiara: “Una Mirandolina muta! Ahaha non oserebbe tanto neanche il più spettinato dei capocomici in teatro…” e invece la chiave di lettura del regista è proprio tutta lì. Mirandolina, infatti, senza dire una parola, conserva la sua forza e l’indipendenza tipica di una donna moderna. Resta immutata invece la storia del capolavoro di Goldoni, un modo per far rinascere un grande classico italiano rivisitandolo in chiave contemporanea.

 

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