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Teatro del Cerchio di Parma: il Natale non è felice per tutti

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RUMOR(S)CENA – TEATRO DEL CERCHIO – PARMA – Sono molte sono le incertezze nell’atmosfera natalizia che stanno vivendo i 21 dipendenti ed il direttore artistico del Teatro del Cerchio di Parma ,Mario Mascitelli: la convenzione accettata per l’auditorium Toscanini, a seguito della demolizione della storica sede di via Pini, sta per scadere il 31 dicembre e la stagione è a metà del suo percorso, i progetti previsti per Parma, capitale italiana della cultura 2020 già avviati. Ancora nessuna buona novella è giunta all’indirizzo del Teatro e tanto meno informazioni del bando per l’assegnazione di una nuova sede. Sono passati quattro anni dal momento dell’annuncio della demolizione ed è trascorso lo stesso tempo anche dalla la promessa di una soluzione di ricollocazione. Ad oggi tutto sembra essere ancora in forse.
Il Teatro del Cerchio fa dunque l’unica cosa di buon senso che può fare, pur avendo piena fiducia nella buona fede e operatività del Comune di Parma: sospende la maggior parte delle attività e ferma l’organizzazione di nuove proposte. Per farlo ci vogliono forza e tranquillità: la prima non manca di certo al gruppo, lo dimostrano i numeri quantitativamente crescenti di spettatori ed allievi, più che nelle altre realtà cittadine e provinciali.

 

Mario Mascitelli direttore artistico del Teatro del Cerchio di Parma

La seconda, legata alla sede, alla possibilità di svolgere «le proprie attività a servizio della città», piegata ma non spezzata. Lo ha annunciato lo stesso Mario Mascitelli in una conferenza stampa il 19 dicembre scorso, ritenendo doveroso informare la città delle enormi difficoltà che sta vivendo da fine maggio: da quando sono stati costretti a lasciare repentinamente la sede di via Pini. Difficoltà lavorative che investono pesantemente i lavoratori dello spettacolo di questa realtà culturale. Persone che lavorano insieme, anche da 15 anni, investendo tutta la loro energia per proseguire e diffondere con i propri mezzi la cultura di Parma. «Artisti e personale amministrativo nella condizione di sentire fortemente il peso della precarietà, stanche di dover rappresentare – afferma Mascitelli – un problema da risolvere e che vorrebbero concentrare le proprie energie e tempo nel fare il loro lavoro e non di traslocatori». Attualmente hanno traslocato per ben tre volte un intero teatro.
La decisione di sospendere fino al 16 gennaio fino a quando «la cittadinanza sarà aggiornata sugli sviluppi» di questa non felice storia e non è l’unica: la città prossima capitale italiana della cultura è stata colpita anche dalla vertenza Solares-Teatro delle Briciole, di non lieta soluzione, al momento.
Fino a quella data il presidente e direttore artistico del Cerchio, insieme alla sua organizzazione, cercherà di comprendere se «sussistono le condizioni per il proseguo delle stagioni o se saremo, invece, costretti a sospenderle» e nel frattempo auspica una proficua dialettica non solo con l’Amministrazione comunale, ma anche col presidente della Regione Bonaccini, incentrata sulla volontà e possibilità di proseguire al meglio «la bellissima sfida e responsabilità rappresentata da Parma capitale della cultura».

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