Teatro, Teatrorecensione — 22/10/2016 09:33

Un colorato gramelot “Per prima cosa” risuona a Matera

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MATERA – Un fratello e una sorella vivono isolati nella loro casa svuotata da creditori feroci quanto invisibili. La casa è insieme il loro rifugio e la loro prigione. I due, nei poveri riti quotidiani – la sorella ridotta a uno stato di semi-deficienza, si lava accuratamente; il fratello scrive improbabili lettere di protesta ai ministri – riversano sia i sogni d’amore irrealizzati sia le domande di giustizia senza risposta. Ma nella pietrificata solitudine, nel vuoto progressivo di oggetti e affetti, la grande risorsa e lo spazio di libertà senza limiti per entrambi sembra essere la lingua, quel miscuglio effervescente di tante parole che nasce, zampillante, dalla loro fantasia e in cui spesso si annida una bella quanto inconsapevole comicità. E’ forse questa invenzione linguistica il pregio più evidente e forse da sviluppare dello spettacolo “Per prima cosa”, messo in scena dalla Compagnia Petra in sette luoghi teatrali per iniziativa di “La Scena Lucana” e del Consorzio Teatri Uniti di Basilicata. La regia, stringente e minimale, è di Fabrizio Saccomanno (già Koreja), gli interpreti estroversi e a tratti geniali sono Antonella Iallorenzi, fondatrice della Compagnia, e il suo “maestro” di teatro, Fabrizio Pugliese. A quest’ultimo va il merito di combinare quelle nuove parole e di inventare un dialetto spurio, contaminato di calabrese e lucano, con suoni talora pugliesi e siciliani, una sorta di luminoso e colorato grammelot. Sempre all’attore si devono gesti di forte presenza scenica (la scuola dell’Odin Teatret è evidente) e rapporti quasi simbiotici con gli oggetti.

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Lo spettacolo è attraversato da momenti del teatro del primo Pinter specie nella relazione tra le due figure solitarie e braccate, consapevoli di un pericolo, di un assalto dall’esterno che qui rimanda in modo simbolico alla rapina del petrolio, allo scempio delle trivelle che scuotono tutto e tutti come un terremoto. Allo stesso modo, nei tratti della figura femminile, viene da pensare al teatro di Beckett, e in particolare ad una versione umile ed umiliata della Winnie di Giorni Felici.

A rotazione nei sette teatri di Matera, Potenza, Avigliano, Lavello, Melfi, Moliterno, Oppido Lucano, sono andati in scena anche: “Shakespeare in Balkan” di Gommalacca Teatro sulla tristezza di Amleto alleviata dalla musica dei Balcani; “Studio per una fuga” di IAC con storie di persone costrette a scappare da qualcosa o da qualcuno; “Lemmings” della Compagnia teatrale dell’Albero che riunisce tre aspiranti suicidi per un addio alla vita attraverso un testo intelligente e colto; “Ashes to Ashes” della Compagnia Abito in Scena, dalla commedia di Harold Pinter, sulle falsità e le trappole delle parole quotidiane.

Teatro dell'Albero Lemmings

Teatro dell’Albero Lemmings

Visto al Teatro Comunale di Matera il 18 ottobre 2016

Leggi anche: www.corriere.it/bello-italia/notizie/consorzio-teatri-

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