Il Teatro in televisione, Teatro — 21/05/2018 at 19:55

Sulle …”Tracce” di Marco Baliani a RAI 5

di
Share

RUMORSCENA –Al trotto, vengono a prenderti Kohlhaas, lo senti ora il tenero sotto di te come quando andavi col padre a prendere le mandrie… i rami degli alberi… le barche… E l’esercito del principe di Sassonia si trovò circondato, 200 dei suoi spogliati delle armi… la banda di Kohlhaas è un torrente che straripa… le città che non si spezzano a ventaglio erano messe a ferro e fuoco”. E’ un pezzo del famoso spettacolo creato e narrato da Marco Baliani nel 1990, dal racconto (amato da Kafka) del 1810 di Heinrich von Kleist: Rai 5 lo ha ripreso sabato 19 maggio in “Tracce”, ultima puntata dedicata all’attore, drammaturgo, regista, nato a Verbania nel 1950. Le frasi sono incalzanti, Marco le vive con braccia, voce, piedi, il corpo si prolunga in rumori e parole. Tra gli spazi della visione si producono visioni in chi ascolta e guarda. Tanto che, racconta lui, uno spettatore gli disse dopo lo spettacolo: “Non si potrebbe restituire metà del biglietto? ho faticato anch’io a immaginare la battaglia”.

Marco Baliani

Marco Baliani è stato il primo di una lunga cordata di artisti del “teatro di narrazione”, da Marco Paolini a Giuliana Musso a Ascanio Celestini. Ma il suo è teatro epico, con la forza visionaria dei poemi omerici e quella concreta delle séances nordafricane. “O delle fiabe che sono toccabili, materia molto solida”. L’elemento che Baliani usa come acciarino è lo stupore, potere dei bambini. “Che credono nelle stelle, che qualcosa sia accaduto… scoprono i genitori come giganti, che se i giganti capiscono un suono come ‘uaua’ per dire acqua, ecco scoperto il segreto: nominando le cose si crea un mondo; e se uno racconta loro una fiaba vogliono che sia raccontata sempre uguale”. Ha ragione, Marco, mamme e nonne lo sanno.

E’ questo tipo di stupore – continua Baliani – che serve per i racconti. Anche l’ascoltatore sta aggiungendo la sua esperienza. Bisogna essere in due, non si può raccontare al vuoto. Se l’altra persona sta ascoltando, al narratore arrivano le parole”. Parole commoventi e ‘scientifiche’.

 

L’ultima puntata di “Tracce”, da Ernest Bloch, percorre le tappe di Baliani, successive al mitico “Kohlhaas”, del suo teatro impegnato come una missione: “Pinocchio nero”, “I porti del Mediterraneo”, “Piazza d’Italia”, Ho cavalcato in groppa ad una sedia”… Cito a memoria, ma non posso non dire della regia di Baliani al Teatro greco di Siracusa, 53esimo ciclo di Rappresentazioni Classiche del 2017, lo scorso anno, con “Sette contro Tebe” di Eschilo. Una delle più immaginifiche e contemporanee edizioni della tragedia ha inaugurato un nuovo sentire della profonda teatralità del fatto antico, ribadita in questo maggio dall’”Eracle” di Emma Dante. E la musica o meglio le sonorità di Mirto Baliani, il figlio di Marco e Maria Maglietta, chiamavano a raccolta tutti i sensi dello spettatore. Baliani parla di Incantamento, di Corpo narrante, di Luccicanze, di Apertura alla Rilke… “Raccontare è sempre anche raccontarsi”.

 

Tracce RAI 5 Marco Baliani
(nella foto Marco Baliani al Teatro delle Briciole di Parma)

 

 

 

I video di TRACCE RAI 5; Marco Baliani Arte di narrare e Lectio Magistralis (Ditemi prima i vostri nomi) Università di Bologna Alma Mater/ La Soffitta Bologna

 

 

https://www.raiplay.it/video/2018/05/Tracce-872c3b9e-27a1-4d8b-8cd7-5affecdf10be.html

www.marcobaliani.it/speciale-rai5-arte-di-narrare

http://www.dar.unibo.it/it/ricerca/centri/soffitta/2018/teatro/ditemi-prima-vostri-nomi

 

Share

Comments are closed.