Chi fa teatro, Teatro — 21/05/2017 19:38

Il successo della formula del Napoli Teatro Festival

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NAPOLI – Il successo della formula del Napoli Teatro Festival a poche settimane dall’inizio lo si può già valutare sia dal numero di biglietti venduti dal primo giorno di apertura del botteghino ad oggi (4500), sia dalle molte richieste di partecipazione ai laboratori che sono state complessivamente 1254. L’idea del direttore Ruggero Cappuccio di fare di Napoli, non solo il cuore del teatro italiano ma anche la palestra di alta formazione gratuita, con artisti di fama nazionale e internazionale in qualità di docenti, ha funzionato e ha attratto giovani artisti della scena di tutto il mondo. Il Teatro deve tornare ad essere, secondo le parole di Cappuccio “un momento di crescita, incontro e progettualità”. Tra le presenze internazionali per i laboratori, insieme a Nekrosius e Peter Brook, anche il giovane sloveno Tomi Janežič finalista con Romeo Castellucci e Bob Wilson all’ultimo prestigioso premio di teatro russo Golden Mask e attesissimo dopo il successo del suo straordinario “Gabbiano” qualche anno fa a FabbricaEuropa.

 

Tomi Janežič

Le domande di partecipazione al laboratorio Principles in Acting di Janezic (con il coordinamento di Anna Monteverdi) per attori professionisti sono state 169; il regista ha deciso generosamente in sintonia con la direzione, di aumentare da 20 a 36 il numero dei partecipanti al laboratorio che si terrà al Teatro Sannazzaro, e vedrà gli artisti al lavoro con lo psicodramma, metodo che da tempo guida le creazioni sceniche di Tomi Janežič. Ai selezionati sono state inviate le lettere di congratulazioni dalla direzione e la convocazione. Il regista aveva chiesto oltre al curriculum vitae, una lettera di motivazione e un video di documentazione artistica. Le domande sono pervenute sia dall’Italia che dal resto d’Europa qui visibili per provenienze

https://it.batchgeo.com/map/6942a827ceae1affd01b349fe9678149

Molte sono state anche le domande da Napoli e provincia, da Roma, e da diverse città toscane, mentre dall’estero si segnalano richieste giunte da Novi Sad, Basilea e da Budapest. La selezione ha anche rispettato questa interessante varietà di composizione geografica. In esclusiva Rumor(s)cena pubblica una riflessione inedita del regista sui risultati di questa selezione, che ha espresso il rammarico di aver dovuto fare una selezione ristretta, a causa dello spazio e per ragioni di logistica, auspicando di incontrare nuovamente, in altri progetti, gli altri candidati.

Tomi Janežič

«Da un lato è molto bello sapere che sono stati così tanti gli artisti sono interessati al laboratorio e allo stesso tempo un vero dispiacere non poter lavorare con più partecipanti. Ero disposto a fare un laboratorio con cento o più persone perché hanno fatto domanda numerose attrici e altrettanti attori di talento con i quali sarebbe sicuramente un piacere lavorare e che meriterebbero davvero di partecipare – dice Tomi Janežič – non mi piacciono le audizioni e le selezioni; il tipo di lavoro che faccio può essere molto inclusivo. Mi sembra anche che se c’è l’interesse, questo dovrebbe essere, in un certo senso accolto in un modo creativo. Confesso che mi hanno toccato molte delle lettere: la sincerità che traspare, la diversità del lavoro artistico che fanno, la riflessione sulla loro creatività. Ho visto anche, ed era molto importante per me, che il Gabbiano presentato a Fabbrica Europa abbia lasciato delle tracce. Leggere le impressioni e le emozioni di quelli che l’hanno visto, mi riporta alle serate alla Stazione Leopolda e al calore del pubblico che abbiamo vissuto con il Gabbiano in diversi paesi.

Vorrei al più presto ritornare in Italia per dirigere altri laboratori con quelli che non sono stati selezionati. È una grande cosa, assolutamente da non sottovalutare, la volontà (e le motivazioni) degli attori, di inviare i loro materiali e di esporsi personalmente alle selezioni.»

opera di Mimmo Paladino

 

 

www.napoliteatrofestival.it

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