La foto del giorno — 21/01/2019 19:48

Donatella Diamanti “ha fatto crescere il numero degli spettatori e i finanziamenti ministeriali al Teatro di Cascina”: Le pubbliche scuse di Matteo Arceni riabilitano il suo operato

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RUMOR(S)CENA – CITTA’ DEL TEATRO CASCINA – Pisa – Colpo di scena sulla vicenda della Città del Teatro di Cascina e Donatella Diamanti. Matteo Arceni, membro del Consiglio di Amministrazione Fondazione Sipario Onlus, si scusa pubblicamente a chiusura della vicenda legale vinta da dall’ex direttrice artistica: «La gestione artistica di Donatella Diamanti ha fatto crescere sensibilmente numero di spettatori e importo dei finanziamenti ministeriali del teatro di Cascina, garantendo al Teatro la possibilità di avviare un percorso di risanamento dei conti che sta continuando ancora oggi. È necessario riconoscerle un ruolo importante nella rinascita della Città del Teatro e la sua estraneità a pretese perdite nel bilancio della Fondazione».

Il consigliere, che appartiene al partito Fratelli d’Italia, si era reso protagonista di una vicenda legale iniziata nel novembre 2016 quando sul social network Facebook, erano apparse delle accuse rivolte alla Diamanti, come spiega l’avvocato dell’ex direttrice artistica, Cristina Bibolotti:«In un post scritto da Matteo Arcenni in data 06.11.2016 scriveva, in risposta ad un commento pubblicato da altri, “…si informi perché questi spettacoli sono stati scelti dall’attuale CdA.  A Donatella Diamanti vanno invece i ringraziamenti per aver contribuito a creare il buco di un milione e quattrocento mila euro per non venire al lavoro da settembre 2016 pur riscuotendo lo stipendio” – aggiungendo – “…mancano pochi giorni al 18 di novembre 2016 giorno in cui il nuovo CdA nominerà il nuovo direttore artistico (come già annunciato e previsto dallo statuto). Anche perché è bene ricordare che l’attuale direttrice non si presenta al lavoro da settembre, come buona parte del suo staff (si dice siano tutti malati bah!) ma continuano a prendere mensilmente lo stipendio. Questo è il modo per dimostrare l’amore per il teatro e per fare la guerra contro i barbari (come dice e ha detto anche durante la riunione col personale di luglio 2016) ma non scordandosi mai di avere il portafoglio ben gonfio!!! Brava!!!”»

 

Donatella Diamanti

A seguito di tali affermazioni Donatella Diamanti decise di sporgere querela per diffamazione che ha originato il procedimento penale n. 396/2017 RGNR innanzi al Tribunale di Pisa (Dottoressa Giovannelli).
Dopo che il procedimento ha visto escutere diversi testimoni, giunti quasi a conclusione dello stesso, le parti hanno raggiunto un accordo per il quale, a fronte del riconoscimento dell’effettivo valore dell’opera prestata dalla Diamanti e di un risarcimento del danno, la mia cliente Diamanti ha rimesso la querela presentata.”

 

la Città del Teatro di Cascina

Questa la trascrizione della dichiarazione rilasciata e sottoscritta da Matteo Arcenni, membro del CdA della Fondazione Sipario Onlus, con la quale riconosce il buon operato di Donatella Diamanti, quando rivestiva la carica di direttrice artistica del Teatro di Cascina.

Dopo due anni e mezzo da quando ho assunto la carica di Consigliere della Fondazione Sipario Onlus, è ben possibile tirare le somme di quanto fin qui fatto e di quanto ereditato dalla precedente gestione.
In particolare, a distanza di tempo, con una maggiore consapevolezza delle dinamiche del teatro nonché dello stato dei conti ereditato e del cospicuo debito patrimoniale della fondazione dovuto alle precedenti amministrazioni, è possibile affermare che la gestione artistica della Dott.ssa Donatella Diamanti  ha fatto sensibilmente crescere non solo il numero degli spettatori presenti in sala durante la stagione,  ma anche l’importo dei finanziamenti ottenuti dal Ministero con ciò garantendo al Teatro la possibilità di avviare un percorso di risanamento dei conti che sta continuando ancora oggi. Alla luce di ciò è necessario riconoscere alla Dott.ssa Diamanti un ruolo importante nella rinascita della Città del Teatro e la sua estraneità a pretese perdite nel bilancio della Fondazione.”

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