RUMOR(S)CENA – TRENTO – Positivamente sorprendenti le partiture eseguite il 18 febbraio scorso all’auditorium di Trento dall’Orchestra Haydn, con la direzione solida e autorevole di Vimbayi Kaziboni, nato nello Zimbabwe, protagonista sul podio di orchestre come la Los Angeles Philharmonic, la London Philharmonic Orchestra e la Bbc Philharmonic, interprete di prime esecuzioni di alcuni tra i più importanti compositori contemporanei. A condividere con lui la ribalta vi era il celebre virtuoso della viola Timothy Ridout, inglese, trent’anni appena di età, già inserito dal “Bbc Music Magazine” tra i dodici più grandi violisti di tutti i tempi.

Uno dei più grandi compositori del Novecento, György Ligeti, nel suo “Concert Romanesc” ha fuso una scienza musicale non comune col suo profondo amore per la musica folclorica rumena e per le sue radici culturali. Spunti tematici di grande effetto, melodie di grande bellezza vengono valorizzati da una scrittura orchestrale sapiente e brillante; la sala ne rimaneva affascinata grazie a un’esecuzione non solo impeccabile, ma anche emozionalmente espressiva.

Si ascoltava poi, in prima assoluta, “Purpura” di Filippo Del Corno (commissionata dalla Fondazione Haydn), composizione di livello adeguato al solista e dedicatario, che nelle sue otto sezioni isola differenti peculiarità timbriche facendole agire in dialogo con la viola, alla quale è affidato un compito non certo facile per tecnica e abilità interpretative richieste. Il pieno orchestrale vi è impiegato con parsimonia, si alternano invece (da soli, anziché emergere da una tessitura a più linee) diversi gruppi strumentali in duo con la viola, ognuno dei quali è associato a una gradazione di colore.

Ammirevole per complessità la cadenza che precede la repentina chiusura, con la bravura di Ridout e lo straordinario timbro dello strumento (una viola molto antica) nel massimo rilievo. La platea esprimeva sensibilmente il suo gradimento, cosa non scontata per la musica del tempo presente; due i brani fuori programma offerti dal solista, a fronte dei vigorosi applausi e delle chiamate in scena: la Sarabanda dalla Partita n. 2 di Johann Sebastian Bach e la Siciliana dalla Fantasia IX di Georg Philipp Telemann. Un caposaldo del Romanticismo quale è la Quinta Sinfonia di Ludwig van Beethoven faceva da contraltare, nella seconda parte, alle poetiche novecentesche e contemporanee della prima, confermando l’autorevolezza del direttore, ben conosciuto attraverso diversi continenti in sale tra le più importanti.
Dice Vimbayi Kaziboni: “Dal mio paese d’origine ho imparato a esprimere la gioia nella musica e dal mio paese adottivo a perseguire eccellenza e disciplina. Ora vivo a Vienna e cerco di integrare questi elementi; presentare prime assolute è emozionante: nessuno sa cosa aspettarsi, ogni nuova opera è un contributo alla storia”. Filippo Del Corno spiega: “Púrpura è una parola spagnola che indica il colore viola. Scritto per Timothy Ridout, il Concerto esplora il colore viola attraverso una scala basata sulle corde vuote dello strumento. La viola solista dialoga con strumenti singoli o piccole sezioni, l’ultima digressione verso il rosso introduce flauto e ottavino, guidando verso la cadenza solistica finale”.
Dal canto suo, Timothy Ridout afferma: “È un grande onore essere dedicatario di nuovi brani che permettono affascinanti viaggi di scoperta” “Sebbene il repertorio sia già ricco, nell’Ottocento non era comune scrivere per la viola come solista. Dal Novecento molti compositori hanno riscoperto questo strumento. La musica è un’arte viva e ritengo fondamentale ampliare il repertorio e le possibilità espressive della viola. Púrpura è un percorso sonoro ricco di colori, che esplora le qualità dello strumento: un brano si rivela pienamente solo in concerto”.





