Chi fa teatro, Teatro — 19/05/2014 18:46

La scomparsa di Mario Missiroli regista innovativo e provocatorio

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Mario Missiroli

Mario Missiroli

TORINO – E’ morto lunedì 19 maggio 2014 a  80 anni il regista Mario Missiroli Nato a Bergamo il 13 marzo 1934, è stato considerato uno dei registi più innovativi della scena teatrale italiana. Nel corso della sua carriera ha diretto Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Adriana Asti, Arnoldo Foà, Gastone Moschin, Monica Guerritore, Glauco Mauri, Anna Proclemer, Giuseppe Cederna, Valeria Moriconi, Umberto Orsini, Laura Betti. Ha diretto il Teatro Stabile di Torino dal 1976 al 1984. La camera ardente verrà aperta al Teatro Gobetti di Torino mercoledì 21 maggio. Missiroli era nato a Bergamo, il 13 marzo 1934. Il Teatro Stabile di Torino lo ricorda come un uomo dalle grandi doti che ne hanno sempre contraddistinto l’attività e lo hanno reso protagonista dello spettacolo italiano nel mondo.  «È stato un regista fondamentale – ha dichiarato il direttore artistico del TST Mario Martonenella storia del teatro italiano del Novecento, artista e insieme intellettuale lucidissimo. E uno dei più grandi direttori che abbia avuto lo Stabile di Torino».

I Giganti della Montagna crediti foto di Marcello Norberth

I Giganti della Montagna crediti foto di Marcello Norberth

La Mandragola crediti foto di Maurizio Buscarino

La Mandragola crediti foto di Maurizio Buscarino

La Villeggiatura crediti foto di Maurizio Buscarino

La Villeggiatura crediti foto di Maurizio Buscarino

Missiroli si impose a teatro, fin dagli anni ’60, come uno dei più innovativi e provocatori registi italiani con messinscene originali e di successo. Tra le sue regie realizzate per il Teatro Stabile di Torino: Zio Vanja di Cechov (1977), Verso Damasco di Strindberg (1979), I Giganti della Montagna (1979), Les Bonnes di Genet (1980), La Villeggiatura Smanie, avventure e ritorno di Carlo Goldoni(1981), La Mandragola di Macchiavelli 1983, Orgia di Pasolini (1984). Dopo il diploma in regia all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma, prima di debuttare nella regia teatrale e cinematografica, è stato assistente di Giorgio Strehler in teatro, e di Valerio Zurlini al cinema. È del 1963 il suo film La bella di Lodi (soggetto di Alberto Arbasino, con Stefania Sandrelli). Ma è in teatro che si impone, fin dagli anni ’60, come uno dei più innovativi e provocatori registi italiani con messinscene originali e di successo come Eva Peron di Copi, L’ispettore generale di Gogol’, La locandiera. L’attore Carlo Simoni ha lavorato con Missiroli e lo ricorda come un “regista ricco di idee, intelligente, innovatore, con una spiccata lucidità intellettuale. Un amico. Si lavorava con forza e ironia. Quando saliva sul palco a indicare agli attori (facendo lui) i vari personaggi, era bravissimo”.  Con lui tra gli altri spettacoli ha recitato anche  in La Duchessa di Amalfi di John Webster, insieme  ad Annamaria Guarnieri, Giulio Brogi, Cesare Gelli,  Glauco Mauri (Spoleto, Chiesa di S. Nicolò, 7 luglio 1978 per il 21° Festival dei Due Mondi)

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