spettacoli — 18/12/2019 09:52

Mare nero: Camminare con le scarpe di un altro per tre lune

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RUMOR(S)CENA – MARE NERO – FABBRICO – Reggio Emilia – «Sono convinto che l’arte sia uno strumento potente per l’elevazione spirituale dell’animo umano. Il teatro ha una possibilità unica: può affrontare argomenti complessi e ha il dovere di trattare e ridiscutere la contemporaneità», spiega così Daniele Salvo, regista dello spettacolo “Mare nero” andato in scena nel Teatro Pedrazzoli di Fabbrico, in un’intervista di Caterina Bonetti, dove espone come in una dichiarazione d’intenti la base di partenza della pièce: ri-discutere attraverso uno sguardo empatico un argomento, la migrazione, spesso banalizzato quanto strumentalizzato biecamente. Per farlo utilizza il testo, “Mare nero” di Gianni Paris, edito nel 2005, che nel tempo ha avuto un grande successo di lettori, adattandolo e riscrivendolo per il teatro. Sicuramente un’operazione non semplice, rischiosa anzi, per la tematica che può essere invisa a una parte dei potenziali spettatori, ma sia l’autore del romanzo sia il regista sentono necessaria, come fosse un atto di resistenza, contro la volgarità e la mancanza di empatia. Così in un mondo che ha perduto la tenerezza, il candore e la dolcezza, la poesia espressa nell’opera teatrale, quasi fosse un poema epico, vuole riportare lo spettatore a confrontarsi nuovamente con quella parte di sé capace ancora di provare senso di solidarietà. E lo fa, in incipit, presentando i quattro protagonisti, i motivi per cui lasciano la “loro amara terra”: quattro uomini, parcheggiati in uno stanzone per giorni, in attesa che i mercanti di uomini li lascino salpare verso una terra ricca di promesse e speranza. Quattro storie, quattro modi di vivere quel viaggio, con le mille sfumature delle emozioni ed una storia che, nel suo primo livello, segue quella ascoltata in tanti servizi di cronaca: giorni e notti, soprattutto notti, in attesa di avvistare terra.
Terra, terra, terra.

Notti in cui il buio tutto avvolge, divora cose e speranze. Piano. Una notte dopo l’altra.
E’ questo il secondo livello, quello più poetico creato da Salvo sia come regista che come scrittore del testo teatrale: le riflessioni, i ricordi, le nostalgie, ma anche il timore e la fede. Tutto è presente in quelle notti. Ogni notte. Una dopo l’altra. E si trasformano in angoscia, allucinazioni come accadeva ai naufraghi della Zattera della Medusa nella versione di Baricco, senza però spingersi al cannibalismo. Ma sono tormenti di uguale grevità che inducono, ad uno ad uno, i protagonisti a perdere il sogno e cedere all’incubo e a lasciarsi cullare per sempre nel mare. Uno spettacolo, prodotto da Nove Teatro, dalla forte valenza educativa, ben scritto, ben recitato grazie alle diverse esperienze e provenienze degli attori Andrea Avanzi, Leonardo Bianconi, Andrea Carpiceci, Fabrizio Croci, Riccardo Parravicini, tutte valorizzate e, per questo, emerse in superficie impreziosendo lo spettacolo ben diretto. L’esperienza di Daniele Salvo accanto a Luca Ronconi è tangibile e nell’uso delle luci e nei toni vocali degli attori. In un primo momento lascia, tuttavia, una perplessità di fondo legata ad un linguaggio fin troppo letterario, con termini al di là dell’italiano d’uso comune, stonati con l’inflessione nordafricana. E’ un linguaggio poetico, quindi ‘altro’ rispetto all’uso quotidiano, che racconta ancora una volta l’atto di resistenza di cui sopra con un mezzo e strumento proprio del teatro, la parola, altro ed alto rispetto al volgare sentire quotidiano. Una scelta fortemente difesa da Salvo: «Continuo a perseguire il sogno, la Poesia, l’illusione, la tenerezza, la forza della dolcezza e l’Utopia e credo fortemente che il Teatro sia un luogo privilegiato per tutto questo».

 

Visto il 10 novembre 2019 al Teatro Pedrazzoli di Fabbrico

 

 

 

Mare Nero, di Gianni Paris, adattamento e regia di Daniele Salvo

con Andrea Avanzi, Leonardo Bianconi, Andrea Carpiceci, Fabrizio Croci, Riccardo Parravicini.
Costumi: Francesca Tagliavini Progettazione
scenografie: Francesca Tagliavini
Realizzazione scenografie: Cristiano Boldrin
Light Designer: Giancarlo Vannetti Produzione NoveTeatro.
Ph. Marco Marani

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