Spettacoli — 18/08/2018 at 13:54

Kowloon, LRM Locus, rivendica l’immaginazione allo stato puro al Festival Miniere Sonore

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RUMOR(S)CENA – FESTIVALMINIERESONORE – ORISTANO –  Il prossimo 26 agosto il collettivo LRM presenta il loro ultimo lavoro Kowloon al Festival Miniere Sonore di Oristano in Sardegna, un’occasione unica per assistere a questa creazione in Italia e andato in scena di recente a Madrid. Lo ha visto per Rumor(s)cena  Idoia Hormaza storica dell’arte e ricercatrice all’Università Complutense di Madrid.

Accade che le regole ci rimangono impresse nel cervello. Di fronte a uno spettacolo inaspettato, inconsciamente si tende a cercare dei collegamenti. Le luci, quei suoni, quelle azioni. Kowloon trae ispirazioni, tra le altre cose a riferimenti asiatici (non a caso il titolo corrisponde al nome di un quartiere di Hong-Kong) e si prefigge come una rottura con la narrativa lineare. Lo spettatore è doppiamente immerso in un’oscurità, quella del buio iniziale del palcoscenico e quello della logica. Si costruisce uno spazio per l’immaginazione in cui si tratta di recuperare l’essenza di un’arte lasciando da parte ciò che è stato appreso. Prendere qua e là ma con un carattere eminentemente interdisciplinare, rivendica l’immaginazione allo stato puro, senza condizioni, senza riferimenti, senza antecedenti. Che cosa è eminentemente caratteristico di una funzione rappresentata dagli attori? Se andiamo oltre il teatro, la performance, oltre la musica, lo spettacolo di luci, le rappresentazioni, dei tempi, dei personaggi, dei linguaggi … LRM sembra voler catturare nell’effimero la rottura. Il pubblico rimane totalmente spiazzato e soggetto a dei fonemi visivi e acustici che non compongono un lessico da usare.

 

LRM Performance Locus. Kowloon. Foto Alfredo Delgado

Non c’è lessico, non ci sono frasi, non c´è sintassi … resta una massa imprecisa di emozioni trepidanti che salgono e scendono, che scuotono e che sorprendono. Un altro risultato sorprendente è quello che ci permette di sperimentare delle leggi fisiche opposte, la gravità-l’assenza di gravità, la luce-l’oscurità, il movimento-la quiete … Trascorrono gli eventi difficili da individuare, da restringere, il cervello non ha il tempo di aggrapparsi a certezza alcuna. Comincia senza aspettare. Scivola, vola, ondeggia, si espande, dondola, urla, si stampa, gira, si addormenta …Contrariamente ai trucchi di magia, rivelare i materiali che lo rende possibile svela solo più bellezza. Ogni piccolo componente di Kowloon è un’opera d’arte in sé, non solo come ingegno ed artificio ma anche come oggetto.

 

Kowloon. LRM Locus. Foto: Berta Delgado

Senza nostalgie, la tecnologia già obsoleta germoglia come le piante dalle tombe. Dove uno schermo rotto di cellulare si esprime e diventa dozzine di stelle, il passaggio dall’uno all’altro, quel periodo d´indeterminazione, di questo e mille e un dettagli è Kowloon. Al contrario di ciò accade con gli organismi vitali, per dissezionarlo non suppone la sua morte ma lo converte in una scienza non scientifica, e quindi di creatività esponenziale, attraverso cui scoprire altre forme di vita, d´arte. Se in questo Kowloon c’è un muro, evocando l’originale, sarebbe la fine della funzione: la realtà.

 

 

Idoia Hormaza

(Idoia Hormaza)

Storica dell´arte  Università del País Vasco,  Master del Mercato dell´Arte all´Università Antonio de Nebrija di Madrid. Ha lavorato al Guggenheim Museo di Bilbao, Biennale di Venezia, Feria de Arte en Casa (FAC) di Madrid; già assistente del curator Alicia Chillida. Ha pubblicato articoli in Arte al Limite e Antea Revista de Arquitectura tra altre. Attualmente è ricercatrice presso l´Università Complutense di Madrid

 

 

 

 

www.minieresonore.com

 

 

Scheda artistica di Kowloon 

Performance interdisciplinare astratta  eseguita da tre artisti, liberamente ispirato alla cultura visiva di Hong Kong, con estratti di Gordon Matta-Clark e dai films di Tsai Ming-Liang. Una proiezione continua di movimento e suono con 22 scene di performance, installazioni, proiezioni analogiche e arte sonora live e registrata. Non sono presenti testi e voci. Il titolo è una chiara allusione alla città murata di Kowloon di Hong Kong, che fu abbattuta nel 1996 ed ora al suo posto ha sede il Kowloon Walled City park. LRM Locus non si focalizza sull’arte concettuale o narrativa, non è quindi presente nessuna parte descrittiva della storia della Walled City. “Il nostro lavoro cerca emozioni non mediate, evita espressamente la narrazione evitando qualsiasi concetto. Qualsiasi città murata delle immagini di Kowloon è intrisa di una varietà di note musicali tradizionali e  contemporanee, visual, danza e movimento, architettura, scienza. Poiché il nostro processo creativo ed i suoi risultati sono intenzionalmente non concettuali, le influenze, il titolo o le sue associazioni sono riferimenti da non prendere alla lettera. Sottolineiamo il diritto dello spettatore ad una libera interpretazione, un qualcosa secondo noi che alcune arti concettuali e narrative impediscono. Per questo motivo, se lo spettatore avrà una personale interpretazione del nostro lavoro, sarà un piacere per noi conoscere il suo punto di vista e gli eventuali riferimenti o citazioni trovate. Maggiori interpretazioni riceveremo da parte del nostro pubblico, maggiore sarà la nostra soddisfazione.”

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