Biennale di Venezia Teatro, Danza, Musica 2023

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RUMOR(S)CENA – VENEZIA – Sono importanti i numeri d’insieme della Biennale di Venezia Teatro, Danza, Musica 2023 con oltre 450 artisti coinvolti, provenienti da 30 Paesi diversi, in 48 giorni di programmazione per i Festival di Teatro (15 giugno-1luglio), Danza (13-29 luglio) e Musica (16-29 ottobre), diretti rispettivamente da Stefano Ricci e Gianni Forte, da Wayne McGregor, e da Lucia Ronchetti; una programmazione che si estende fino a 3 mesi di attività con le residenze dei giovani artisti di Biennale College.

A segnare una differenza rispetto alle passate edizioni è la decisione di aumentare le risorse per incrementare il numero di repliche, masterclass, installazioni e attività interdisciplinari, e soprattutto per affidare commissioni, produrre o coprodurre nuovi spettacoli. Come ha affermato Roberto Cicutto, presidente della Biennale: «Si vuole così colmare in parte (soprattutto nel Settore Musica) una falla nell’impegno pubblico rispetto a quanto si fa in altri Paesi. E si dà nuovo impulso a un progetto di sviluppo che arricchisca conoscenza e sperimentazione e che dia concretezza al piano di far crescere donne e uomini all’inizio delle loro carriere, alimentandoli della lezione di chi li ha preceduti con spirito innovatore e di ricerca»

Per il Teatro, Armando Punzo, meritatamente premiato con il Leone d’oro alla carriera, porta a Venezia lo storico gruppo di attori-detenuti della Compagnia della Fortezza di Volterra con cui lavora dal 1987; mentre la compagnia catalana El Conde de Torrefiel e la fiamminga FC Bergman, destinataria del Leone d’argento, incarnano le tendenze innovative degli ultimi anni. Accanto a loro, nomi consolidati come Romeo Castellucci con le sue performance simboliche e visionarie, o artisti ancora poco frequentati come Bashar Murkus e il Khashabi Ensemble, un teatro palestinese indipendente creato all’interno dello Stato di Israele, ad Haifa.

Armando Punzo

Un programma che in questo terzo anno (dopo Blue e dopo Rot), spiegano ricci/forte, «si drappeggerà in verde emerald, il cui orizzonte simbolico starà ad indicare il momento di un cambiamento profondo, di una trasformazione, di un passaggio ad una nuova fase della vita: la rigenerazione dopo l’inverno, la rivitalizzazione, la resurrezione, la rinascita e la libertà dell’essere umano. Celebreremo così un risveglio di primavera anche per il Teatro, investito ora più che mai a stimolare la fantasia, l’immaginario dello spettatore».

fc-bergman

Fra i tanti appuntamenti in programma per la Danza, citiamo l’omaggio a Simone Forti, Leone d’oro alla carriera, con un’ampia mostra retrospettiva del suo lavoro di “artista del movimento” proveniente dal Museum of Contemporary Arts di Los Angeles; e un trittico di coreografie che hanno la forza ipnotica della compagnia di Pechino Tao Dance Theater, Leone d’argento, per la quale Tao Ye e Duan Ni, hanno creato un genere di danza unica e in evoluzione, magnetico e insieme minimalista.

Ma saranno due giovani artiste a inaugurare la sezione: Oona Doherty, due anni fa Leone d’argento, con Navy Blue; e Andrea Peña, colombiana di stanza a Montréal, vincitrice del bando internazionale per una nuova coreografia, Bogota, insieme alla compagnia multidisciplinare Andrea Peña & Artists.

MÁM di Michael Keegan-Dolan- © Matt Grace

Ci saranno poi, per la prima volta in Italia, la compagnia cubana del divo del balletto internazionale Carlos Acosta, l’omonima Acosta Danza, con Ajiaco, e Botis Seva e la sua giovanissima compagnia Far from the Norm, espressione di una danza che affonda le radici nella cultura hip hop, pulsante e carica di contenuti potenti.

 Un ruolo chiave per il settore Musica lo gioca l’elettronica digitale attraverso tecnologie avanzate e ricerche sperimentali, a partire dal pioniere Morton Subotnick, passando per Brian Eno, Leone d’oro alla carriera, e l’eterodosso John Zorn, per arrivare alle strutture in continuo movimento del duo Autechre (Rob Brown e Sean Booth), che ha portato la club-culture ai confini con la musica d’avanguardia. Ci saranno poi il musicista e performer Robert Henke, che rimette in circolo la tecnologia vintage dei pc Commodore; e la visionaria Brigitta Muntendorf con Orbit, voci di donne clonate dall’intelligenza artificiale e audio 3D, sottotitolo A War Series, ovvero le guerre che nei millenni si sono combattute contro il corpo femminile. In tutto, sei sezioni: Sound Microscopies; Sound Installations/Sound Exhibitions; Stylus Phantasticus-The Sound Diffused by Venetian Organs; Club Micro-Music; Digital Sound Horizons; Sound Studies.

Il programma completo del Festival è pubblicato sul sito www.labiennale.org.

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