Teatro, Teatrorecensione — 18/01/2016 22:24

La Grande Guerra: presente o passato?

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Tutto il teatro sarà in crisi finché si continuerà a credere che il teatro sia un raduno mondano, dove andare ad assistere alle recite con gli attori imparruccati che imparano a memoria i testi di chissà chi. Il teatro come lo si intende normalmente è un loculo, ed io non ho mai fatto quel teatro… Il teatro è uno spettacolo scandaloso, com’è scandalosa ogni cosa divina. È il mio testamento, non solo artistico ma anche privato. Il resto è nulla, non ci sarà nient’altro. Se non il buio sul teatro.

Carmelo Bene

MODENA –  Al Teatro Storchi di Modena, il gruppo di lavoro del progetto Carissimi Padri,  ha messo in scena i primi sintomi malati che hanno condotto il mondo, e in particolare l’Italia, alla catastrofe della Grande Guerra.  Istruzioni per non morire in pace : Patrimoni, Rivoluzioni, Teatro, è il titolo dello spettacolo, prodotto da ERT-Emilia Romagna Teatro Fondazione e Teatro della Toscana e firmato da Claudio Longhi, docente di Storia della regia e Istituzioni di regia all’Università di Bologna, regista di importanti lavori teatrali che ruotano attorno ad attività didattiche e culturali: dalla Resistibile ascesa di Arturo Ui (2011) a Il ratto d’Europa (2012-2013), Premio Speciale Ubu 2013, fino a Raccontare il territorio (2013-2014) un’iniziativa rivolta ai territori colpiti dal sisma del 2012 e da cui nasce Carissimi Padri… Almanacchi della Grande pace (1900-1915).
Il progetto rientra nella formula di teatro partecipato. Un percorso che ha tenuto impegnati per un anno il regista Claudio Longhi, gli attori Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia, Simone Tangolo e la musicista Olimpia Greco. Il 17 gennaio i tre singoli allestimenti sono stati  ricomposti in un unico spettacolo dalla durata complessiva di nove ore.

@Luca Del Pia

@Luca Del Pia

Il testo è stato scritto da Paolo Di Paolo  e la drammaturgia segue un’impalcatura romanzesca di ambientazione storica in cui personaggi letterari come Hans Castorp, Joachin Ziemssen e Clawdia Chauchat de La montagna incantata di Thomas Mann, strappati dalla carta e catapultati sulla scena, si alternano a personaggi reali e semi-reali. La narrazione di episodi storici avviene per mezzo dei personaggi stessi che con le loro vite diventano monito attraverso cui guardare la Storia, che secondo Nietzsche è utile nel momento in cui la si scolora dalle tinte accese della propaganda e la si affronta nelle reali tragedie, spesso abbellite e falsate dall’ignoranza (nel suo significato arcaico di ignorare). Per questa ragione, Istruzioni per non morire in pace diviene anche un atto di consapevolezza di quegli anni che vanno dal 1914 al 1918: un’epoca definita “bella” ma che in realtà portava con sé tutte le brutture di una tragedia mondiale.

@Luca Del Pia

@Luca Del Pia

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