Recensioni — 17/11/2023 at 17:58

Un fiore sulla mente – Favola, Piccola Compagnia della Magnolia

di
Share

RUMOR(S)CENA – GENOVA – Il teatro della Piccola Compagnia della Magnolia, pur conservando intatta tutta la sua ‘crudeltà’ scenica, non ci penetra quale fredda lama di un coltello, ma è come un liquido caldo ed oleoso che si deposita e intride l’anima dello spettatore, che man mano l’assorbe con dolcezza, e la penetra in permanente profondità. In Favola si avvale ancora una volta della drammaturgia del giovane Fabrizio Sinisi, che mostra qui la sua progressiva maturazione, traendo forse beneficio anche dalla, questa sì ormai nella sua piena maturità, sapienza registica, di messa in scena e anche attoriale di Giorgia Cerruti, una sapienza che trova ulteriore respiro nella intensa recitazione del suo compagno d’arte e di scena, il bravo Davide Giglio.

Una scrittura aspra che nulla si nasconde e nasconde e che si dipana spontaneamente nel suo transito scenico, fatto di ombre ma soprattutto di luci improvvise e abbaglianti che a quelle stesse ombre cercano di rubare l’esistenza contingente, come noi rubiamo, talora con rabbia e anche disperazione, le nostre singole esistenze al buio del tempo che ci assedia. In una scena che ricorda un cubo claustrofobico, e che rimanda dunque agli scenari ed immaginari delle cinematografiche angoscie che occupano, in multilinguaggio e multisintassi, lo sfondo, una sorta di telone schermo, come proiezioni (suggestivo il doppio senso di questo termine) di un’anima tormentata, si muovono shakespeariani spiriti/respiro che, rammemorando e rileggendo i famosi versi del Macbeth, si gonfiano pieni di rumore e di furore, ma che poi si spaventano, vuoti che significano niente.

FAVOLA crediti foto Franco Rabino

Sono immagini (in video le interessanti performance di Elvis Flanella e di Ulla Alasjarvi) che hanno l’eternità di ciò che ritorna sempre, al di là del tempo della Storia che si ripercorre, nella sua violenza e nella sua sopraffazione, e delle storie che si snodano dal 1.600 ad oggi in un flashback drammatico e narrativo. Dentro questo cubo, programmaticamente suggerito dagli eventi del Lockdown, il tempo è quello sospeso tra il sonno e la veglia, il tempo delle sartriane allucinazioni ipnagogiche, durante il quale, come in un approccio metateatrale, un Lui (D) tenta di far precipitare nella mente di una Lei (G) la memoria di una vita perduta nella scura brughiera di un esserci imprigionato nella tragica amnesia di sé stesso.

FAVOLA crediti foto Franco Rabino

Così ritorna e riparte la fantasmatica immagine (immaginata) di una bambina, come un contatto elettrico incerto in cui la luce compare e scompare ciclicamente, dentro i ritmi di una natura e di un mondo nascosti e indifferenti. Un teatro in fondo dell’Immaginazione, appunto, nel suo senso più creativo per il quale solo attraverso l’immaginazione, e dunque nell’estetica del teatro mutuata dall’antica Tragedia, si può dare forma paradossalmente concreta alla realtà del reale.

Unico segno del mondo un mazzo di fiori portato da Lui, ritualmente e reiteratamente, si intuisce, da quell’esterno che non si vede, ed alla fine gettato a terra con violenza ma poi recuperato con straordinario sentimento, mentre scopriamo, con acuta melancholia, che quella bambina è una luce che illumina una molto simbolica carrozzina, la quale da subito ha attratto la nostra curiosa attenzione, lasciata in un lato di quel palco quadrato. Un bel testo di per sé, ben scritto anche dal punto di vista letterario, che trova la sua piena dimensione nell’accurata drammatizzazione, nella regia che definirei appassionata come di consueto, ed in una recitazione di grande spessore.

Favola crediti foto Ivan Nocera

Uno spettacolo che ‘prende’ e non ci lascia più fino alla sua conclusione che, come spesso accade nel teatro della Magnolia, si presenta solo come la porta di ingresso di un sentiero, di un cammino che deve continuare. Primo esito, di tanti che ci auguriamo verranno, del nuovo studio intrapreso dalla Compagnia, il Progetto Eresia che, come scrivono i protagonisti, ha preso una svolta in parte inattesa proprio per le ricadute, esterne ma soprattutto interiori, del Lockdown. Uno sfortunato intrecciarsi di date teatrali ha impedito che, almeno alla prima, il pubblico fosse quello che lo spettacolo merita. Chi c’era è stato coinvolto intensamente ed alla fine ha applaudito a lungo e con convinzione.

Visto alla Sala Mercato di Genova Sampierdarena il 14 novembre 2023

Favola di Fabrizio Sinisi, regia Giorgia Cerruti, con Giorgia Cerruti, Davide Giglio e la partecipazione video di Elvis Flanella e Ulla Alasjarvi, disegno luci Lucio Diana, musiche originali Guglielmo Diana. Produzione Piccola Compagnia della Magnolia, TPE – Teatro Piemonte Europa, Centro Teatrale Bresciano, Teatro della Città, Gli Scarti con il sostegno di TAP / Torino Arti Performative e con il supporto in residenza di Sardegna Teatro, Dracma Centro Residenze, Claps Circuito Lombardo, Teatro Eugenio Fassino, Avigliana.

Share
Tags

Comments are closed.