“La Luce” del Teatro Akropolis contrasta ogni forma di razzismo e discriminazione.

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RUMOR(S)CENA – TEATRO AKROPOLIS – GENOVA – Un bambino disabile di otto anni per la sola “colpa” di avere il colore della pelle scura subisce un grave atto di discriminazione razziale da parte di una donna su un bus a Genova. Il piccolo studente di una classe elementare tornava a casa insieme ai suoi compagni dopo aver assistito allo spettacolo teatrale “Luce” di Aline Nari al Teatro Akropolis di Genova sede della decima edizione del Festival Testimonianze ricerca azione. A bordo ci sono 19 alunni di una classe elementare del centro storico della città insieme alle loro maestre quando una signora di 50 anni visibilmente infastidita dalla presenza del bambino, seduto vicino a lei, inveisce così:«Questi non pagano nemmeno il biglietto del bus e dobbiamo pagarglielo noi. Toglietemelo di qua », per poi andarsi a sedere vicino ad una bambina italiana. La reazione della maestra Cinzia Pennati non si fa attendere e reagisce a difesa del suo alunno e fa alzare la sua alunna come gesto di dissenso nei confronti della donna a cui rivolge parole severe: «Lei merita di stare da sola, qui i diritti sono di tutti, il mondo non è suo». La notizia diventa di dominio pubblico quando l’insegnante racconta quanto accaduto sul suo blog. Venuto a conoscenza del fatto la direzione del Teatro Akropolis decide di esprimere la sua solidarietà invitando tutti i 19 alunni con i loro genitori ad assistere gratuitamente allo spettacolo di circo contemporaneo in scena domenica 17 novembre. «I bambini che hanno subito il grave episodio di razzismo erano stati a teatro da noi e stavano tornando alla scuola primaria Daneo. Non solo uno fra loro ne è stato vittima – si legge nel comunicato stampa – , ma lo è stato ognuno di loro insieme a tutti noi. Si tratta proprio della scuola con cui Aline Nari ha iniziato il percorso, coordinato dalle maestre Cinzia Pennati e Francesca Colao, che ha portato allo spettacolo Luce da noi ospitato martedì scorso, sollecitando le domande dei bambini sulle differenze e le domande esistenziali, su cui ha successivamente fondato la sua elaborazione drammaturgica. Proprio i bambini di questa scuola sono stati messi subito alla prova con la realtà. Ma per non lasciare che l’ultimo atto di una giornata a teatro rimanga questo vergognoso episodio, abbiamo deciso di invitarli insieme con le loro famiglie, mettendo a disposizione biglietti gratuiti per assistere allo spettacolo di Valentina Cortese Lento_e_violento».

 

Aline Nari LUCE Diane Ilaria Scarpa foto di Luca Telleschi

Luce di Aline Nari festival Testimonianza ricerca azione Teatro Akropolis

 

Veronica Righetti direttrice organizzativa del Teatro Akropolis ci spiega al telefono per motivare la decisione di esprimere solidarietà con l’invito a teatro: «Lo spettacolo Luce di Aline Nariaffrontava il mondo dei bambini e la loro capacità di porsi le stesse domande che si facevano i grandi filosofi. Viene affrontata la potenza del pensiero e la bellezza delle diversità. Non sono le risposte che accendono la luce ma sono le domande a farlo. Interrogarsi e farsi le domande sulle differenze e sul “siamo tutti diversi” perché è una ricchezza che ci appartiene a tutti noi. L’insegnante Cinzia Pennati con una classe dove lei insegna ha contribuito a scrivere questo spettacolo, dando anche ai bambini la possibilità di fare delle domande che poi sono state inserite. I suoi alunni frequentano la scuola elementare Danio del centro storico di Genova definita “molto colorata”. In questa zona della città è alta la concentrazione migratoria e le maestre sono illuminate e lavorano per il superamento delle barriere e per l’integrazione linguistica. Il bambino che è stato discriminato sul bus – racconta Veronica Righetti – è autistico e ha il colore della pelle scura perché viene da un paese lontano dal nostro. Quanto è accaduto ha suscitato delle reazioni anche tra i bambini e in classe le insegnanti hanno affrontato il problema. Il trauma subito è stato rielaborato e molti degli alunni hanno fatto delle domande per capire. Cinzia Pennati aveva scritto sul suo blog “è stata una brutta giornata”e io a questo punto mi sono messo in contatto con lei. Non dovevamo accettare di rovinare una bella giornata trascorsa a teatro per una frase razzista. Il ricordo della bellezza è più forte e vince anche sulle brutture e si è deciso di invitare tutta la classe e i loro genitori per far rivivere il luogo del teatro con la stessa gioia vissuta in precedenza. Potranno tornare a casa senza rivivere l’episodio spiacevole. La bellezza dell’arte supera ogni bruttura, ogni gesto di razzismo. I bambini riescono ad assorbire e valorizzare le esperienze dando loro gli strumenti necessari per farlo. Il compito e il dovere degli operatori culturali e della scuola è quello di lasciare questa traccia. Un compito congiunto, collettivo. Abbiamo una responsabilità verso le nuove generazioni».

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