musica e concerti — 17/05/2024 at 21:51

Nostalgia del futuro: Da Luigi Nono all’Intelligenza Artificiale

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RUMOR(S)CENA – BOLOGNA – EXITIME 2024, ideata da FontanaMIX Ensemble, è una rassegna di concerti, installazioni, incontri e altro ancora sulla contemporaneità musicale. La ventesima edizione di questa rassegna è stata dedicata alla figura di Luigi Nono nella ricorrenza dei cento anni della sua nascita e ai possibili sviluppi del suo pensiero in rapporto con l’intelligenza artificiale e l’attuale creatività musicale. Questa rassegna, ospitata nello spazio dell’ex Chiesa di San Mattia, a Bologna, è iniziata col concerto intitolato Agli infiniti possibili. Da Luigi Nono all’Intelligenza Artificiale, preceduto dallincontro L’eredità e il pensiero di Nono nella società di oggi.

Francesco La Licata_Fontanamix ensemble (foto Jonathan Koussis)

Questo primo concerto, intitolato Nostalgia Utopica Futura, eseguito da un ensemble allargato composto dai musicisti sia del Das Neue Ensemble Hannover sia del FontanaMIX Ensemble, diretto da Francesco La Licata e Stephan Meier, ha presentato un programma che, partendo dalla dodecafonia di Arnold Schoenberg si è snodato attraverso opere di compositori delle generazioni successive, sottolineando la profonda ricerca musicale che ha ispirato l’incessante desiderio di innovazione assieme alla “nostalgia del futuro”, afflato ricorrente nella vita artistica di Luigi Nono. La prima parte della serata, diretta da Francesco La Licata, è stata aperta dall’iconico Drei Stücke für Kammerensemble di Arnold Schoenberg del 1910, scaturito dallo storico incontro del compositore con Kandinskij, seguiti da Noli me tangere II di Andrea Sarto del 2015, un brano fatto di armonici e soffi che hanno dato vita a una trama impalpabile, che procedeva punteggiata da pulsazioni arrestate, distorsioni improvvise e cambi di chiave.

Francesco La Licata_Fontanamix ensemble (foto Jonathan Koussis)

L’Ensemble tedesco ha chiuso la prima parte del concerto con l’esecuzione di Canti per 13 di Luigi Nono, per flauto (o ottavino), oboe, clarinetto, sassofono, soprano, clarinetto basso, fagotto, corno, tromba, trombone, violino, viola, violoncello e contrabbasso. In questo brano di dodici minuti si sviluppano e si consolidano i tratti tipici della sua scrittura anzitutto attraverso l’uso del sistema retrogrado e a specchio, tipici di una concezione contrappuntistica. Ha aperto la seconda parte del concerto diretta dal Maestro Stephan Meier Lo spazio inverso di Salvatore Sciarrino del 1985, una composizione per ensemble in cui emerge la predisposizione del Maestro a giocare coi silenzi e i suoni onomatopeici, attraverso dinamiche cromatiche che danno luogo a risultati intensi e suggestivi, con un coinvolgente descrittivismo sonoro che plasma atmosfere quasi mistiche. Segue il brano Stirrings Still di Rebecca Saunders, un linguaggio che gradualmente esclude tutto ciò che è ornamentale e non essenziale per perseguire una sobrietà crescente ad ogni frase musicale. Questa musica sembra sia una dinamica scultura sonora, sia un viaggio sotto la superficie musicale, all’interno di sonorità che improvvisamente appaiono più distanti e al contempo più intense.

Fontanamix ensemble_Das Neue Ensemble Hannover (foto Jonathan Koussis)

Quindi Begleitmusik zu einer Lichtspielszene op. 34 di Arnold Schoenberg del 1930, una delle composizioni meno conosciute ed eseguite dello Schönberg maturo, che non fu scritta con la concreta destinazione all’accompagnamento di un film, bensì come «ipotesi». Nessun regista utilizzò questa pagina per un film, tuttavia nel ’55 Georges Balanchine: ne realizzò una coreografia. Per questa breve partitura l’organico strumentale è quasi cameristico e in tale ristretto quadro formale e sonoro disegna un piccolo poema sinfonico dalla valenza altamente drammatica, integrato nella rigorosa organizzazione dodecafonica. Ha chiuso questo concerto inaugurale, in prima esecuzione assoluta, tinto, del compositore tedesco Johannes Schöllhorn, un’opera appositamente commissionata per l’occasione, nella quale si ritrovano le eredità di Arnold Schoenberg e Luigi Nono fuse in un nuovo e originale linguaggio sinfonico.

Inaugurazione eccellente di una rassegna dal programma estremamente prezioso.

Visto il 2 maggio 2024 presso Officine S. Mattia, Bologna

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