spettacoli — 17/05/2017 13:50

“ALI”: Il Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt prende il volo

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BOLZANO – Va in scena al Teatro Studio (Comunale) di Bolzano il 20 maggio 2017 alle 20.30 lo spettacolo “ALI” della compagnia Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt; un testo di Antonio Viganò, Remo Rostagno e Gian Luigi Gherzi che nel 1994 ha vinto a Roma al Teatro Valle, il Premio ETI Stregagatto come miglior spettacolo per l’infanzia e la gioventù. In scena due giovani interpreti: Michael Untertrifaller e Jason De Majo.La prima produzione del 2017 del Teatro La Ribalta-Kunst der Vielfalt dal titolo “Il ballo/Der Tanz” è stata una grande prova corale della Compagnia, un manifesto poetico che vedeva in scena la quasi totalità degli attori. Adesso si riparte con un altro universo e altri interpreti sempre dentro la vocazione di essere una compagnia di creazione e di giro. La giuria che premiò “ALI” era composta dal critico Nico Garrone, dall’allora responsabile delle politiche culturali del Consiglio d’Europa Nicole Rontchevsky, dal direttore Assitej Wolfgang Schneider, da Franco Sonanini del Festival di Zurigo, dallo psicologo Giorgio Testa e dal direttore del Teatro De Krakeling di Amsterdam Meta Weiscedé, assegnò all’unanimità il Premio con questa motivazione «… Ali è un grande spettacolo, dove si combinano con grande forza poetica lo spessore simbolico della vicenda, la gestualità dei due attori-danzatori e la bella ambientazione visiva.»

 

Foto di Irene Fontanella

A distanza di anni è stato deciso di riportare in scena questo spettacolo per farlo provare, sperimentare e vivere nei corpi e nelle menti di due giovani attori della compagnia Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt – spiega Antonio Viganò – e il risultato è per noi sorprendente: il testo risuona di una vita nuova, riverbera altre immagini e altri valori simbolici, rinasce in una luce diversa, più poetica forse, e mette in evidenza la straordinaria bravura interpretativa dei due nuovi interpreti. In un momento in cui a teatro, in tanti teatri, è di moda la “consacrazione dell’handicap” o meglio “la spettacolarizzazione del sintomo” e l’attore “diverso” è messo in scena solo come testimone della sua “disgrazia”, in ALI vediamo due attori che sono capaci di trasformarsi, di essere altro, di poter interpretare a teatro altro da se stessi, ed è così che ci invitano a viaggiare oltre le apparenze. Nato per il teatro dell’infanzia e della gioventù, come nella migliore tradizione del buon teatro, è diventato uno spettacolo per ragazzi e adulti, senza separazioni.»
«ALI raconta la storia di un uomo e quella di un angelo. L’uomo che vediamo sulla scena ha ridotto una giardino in una pietraia. E sta spaccando sassi quando arriva, timidamente, un individuo che dice di essere li per imparare.

-Vuoi imparare che cosa?

-Tutto

Ha delle ferite sulla schiena. E’ ciò che resta delle ali perdute cadendo sulla terra. L’uomo lavora e l’angelo inizia il suo apprendistato. Il lavoro dell’angelo risveglia nell’uomo dei frammenti di memoria: un albero su cui si arrampicava per rubare le ciliegie da regalare a un’amica ora scomparsa, e altri ancora. Momenti tristi e momenti felici che il tempo non ha del tutto cancellato.
Scoprendo ricordi seppelliti sotto mucchi di sassi, l’angelo mette a nudo la vita dell’uomo, i suoi dolori e le sue gioie. – Perché tocchi dove fa male? – Domanda l’uomo. I due attori si agguantano e si sfiorano in una danza della vita fino alla morte.

Ma se la memoria riporta anche a momenti felici perché l’uomo si ostina a spaccare tutto?

La lotta fra i due diventa dura come un gioco. Un gioco crudele e poetico che risveglia in loro il piacere di ricominciare. L’uomo scopre la sua unicità, il suo essere “storia” unica e irripetibile. L’angelo dovrà scegliere fra essere tutto e niente o un’identità precisa, terrena. Abbiamo maestri illustri che ci hanno guidato – spiega Antonio Viganò- come Rilke, con le sue “Elegie Duinesi”, Peter Handke e Wim Wenders con “Il cielo sopra Berlino”, “L’angelo necessario” di Wallace Stevens, i “Semidei” di James Stephens e l’”Angelus Novus” di Walter Benjamin.»

 

Foto di Irene Fontanella

Non lasciai a lungo il mio angelo andare

ed egli mi rese povero fra i poveri

e si fece piccolo ed io divenni grande:

ad un tratto io fui il Misericordioso

ed egli solo una tremante preghiera.
Allora io gli ho dato il suo cielo-

e lui a me lasciò ciò che è vicino, e scomparve;

egli imparò a librarsi, io appresi la vita,

e lentamente l’un l’altro ci siamo riconosciuti
Rainer Maria Rilke (Canti degli Angeli)
“ALI” sabato 20 maggio alle ore 20.30  Teatro Comunale di Bolzano di piazza Verdi (Teatro Studio). Biglietteria serale a partire dalle ore 19:30 del 20 maggio presso il Teatro Studio. Info e prenotazioni presso il Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt: info@teatrolaribalta.it, 0471 324943 (Lun-Ven 9-13).
ALI

Testo di Gianluigi Gherzi, Remo Rostagno, Antonio Viganò

Regia di Antonio Viganò

Coreografie di Julie Anne Stanzak (Tanztheater Wuppertal)

Con Michael Untertrifaller e Jason De Majo

Ispirato allo spettacolo ALI del 1993 una coproduzione Le Grand Bleu e Teatro la Ribalta (premio ETI Stregagatto 1995)

Una produzione: Teatro la Ribalta-Kunst der Vielfalt – Lebenshilfe Suedtirol

Un omaggio a Joseph Scicluna

 

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