Biennale di Venezia 2018: danza, teatro, musica con artisti da tutto il mondo

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VENEZIA – Un corposo programma che spazia dalla danza alla musica  e il teatro, le tre discipline artistiche in programma nei mesi tra giugno e ottobre proposte dalla Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta, con le direzioni artistiche di Marie Chouinard, Antonio Latella, Ivan Fedele. Il 12esimo Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard, (“secondo capitolo”), dal 22 giugno all’1 luglio. Il 46 esimo  Festival Internazionale del Teatro, dedicato al tema dell’attore/performer (ideato da Latella), dal 20 luglio al 5 agosto. Il 62 esimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea, che Ivan Fedele ha intitolato Crossing the Atlantic, focalizzandolo sui rapporti tra Europa e Americhe, avrà luogo dal 28 settembre al 7 ottobre. Antonio Latella è il direttore della Biennale di Venezia nel quadriennio 2017-2020, al secondo anno di direzione.

I festival – spiega il Presidente Paolo Baratta – sono tutti e tre focalizzati su temi prescelti per la ricerca e in qualche modo espressione del desiderio di esplorare i confini, anzi il desiderio di ridurli fino a non considerarli più tali e  non per ottenere una maggior popolarità grazie alla perdita di rigore ma al contrario nel segno del più aperto rigoroso riconoscimento delle qualità presenti nel vasto mondo della creazione artistica. Tutti i settori  adottano nel loro programma il connubio Festival-College offrendo non solo ad attori ma anche a registi, a danzatori e coreografi, ai compositori ma anche a librettisti e registi del teatro musicale. Questa maggior sistematicità del programma artistico, che è ad un tempo apertura e compattezza, mira anche a fare dei nostri festival-college dei luoghi di scambio sempre più attrezzati per offrire al pubblico occasioni preziose di conoscenza e di frequentazione dei mondi del teatro, della danza e della musica. Avendo chiaro questo obbiettivo abbiamo ritenuto di avviare una speciale azione di promozione e di accompagnamento a favore del pubblico .  Un’offerta che va al di là dell’abbonamento e che mira a favorire una presenza al festival-college curata e più partecipata, con occasioni di conoscenza e dialogo con gli artisti, i nostri direttori e tra gli stessi frequentatori con la formula: ‘spettatori in residenza. La Biennale promuoverà una nuova iniziativa rivolta a giovani laureati che vogliano cimentarsi con l’arte dello ‘scrivere’ di teatro, di danza e di musica: per ciascuno dei settori e per un  numero preciso di ammessi verrà offerto un percorso di lavoro di ricerca e scrittura, assistito da un tutor sotto la sorveglianza dei direttori artistici che indicheranno il ‘tema’ della ricerca. Per gli aspiranti ‘giovani studiosi in residenza’ il lavoro si svilupperà seguendo la partecipazione al festival e la frequentazione dell’Archivio Storico, che dopo la sua grande riorganizzazione degli anni scorsi con questa iniziativa si apre a un futuro che lo veda più direttamente impegnato nella ricerca”.

Frederick Gravel Figure at Sea 2 C. Urban Jörén
Mette Ingvartsen To come (extended) ©Jens Sethzman

Biennale Danza

Dal 22 giugno all’1 luglio, va in scena il 12 esimo Festival Internazionale di Danza Contemporanea diretto da Marie Chouinard, con il suo programma declinerà la coreografia oggi, evidenziando dinamiche e sviluppi della figura di danzatore e coreografo.  22 gli spettacoli in programma, 5 in prima assoluta, 1 in prima europea e 5 in prima per l’Italia. Tra i partecipanti Meg Stuart, Leone d’oro alla carriera capofila di improvisation projects responsabili di aver marcato la sua attività influenzando numerosi artisti, alla Biennale con la prima italiana di Built to Last;  In scena il connubio tra il postmodern di Deborah Hay, antesignana della “controcultura” americana al Judson Dance Theater, e la perfezione del Cullbergbaletten, la più importante espressione  del balletto moderno, insieme per Figure a Sea, sulla musica di  Laurie Anderson.

Israel Galván in FLA.CO.MEN rivitalizza una tradizione secolare che ha nel suo dna, senza timore di rivoluzionare gli elementi di una danza fortemente codificata. I “concerti-coreografici” di Frédérick Gravel, con il suo collettivo sono gli interpreti della prima italiana di Some Hope for the Bastards, esempio della fusione di indie rock e danza contemporanea. Jacques Poulin-Denis, compositore e coreografo firma Running Piece, opera per danzatore e tapis roulant, in prima europea per la Biennale.

Solos et Duos Marie Chouinard

Il grado zero della danza è rappresentato da Xavier Le Roy, fra i pionieri dell’anti-coreografia, che spazia dall’operazione concettuale al gesto ironico.  In prima assoluta Le Sacre du printemps, un assolo che reinventa rifrangendone i gesti fra tre interpreti femminili.  Mette Ingvartsen, di cui a Venezia si vedrà in prima italiana To come (extended), performer insieme a Jan Ritsema, Bojana Cvejic, Xavier Le Roy, Boris Charmatz, è l’autrice di una “coreografia espansa” fino al punto estremo dell’immaterialità, dove il corpo perde il suo consueto ruolo dominante, si fa oggetto fra gli oggetti. Francesca Foscarini e Irina Baldini con un dittico: Vocazione all’asimmetria e Animale, (novità assoluta), per la prima mentre la Baldini presenta 7 ways to begin without knowing where to start e Quite now , nuova creazione che debutta alla Biennale. Alla coreografia come esperienza sociale, spazio comune che performer e spettatore modellano insieme, si orienta l’opera di Faye Driscoll,  per la prima volta in Italia con Thank you for Coming: Attendance, primo capitolo di una serie di lavori “fatti per e con il pubblico”.

Energia e vitalità espressiva provengono da Marlene Monteiro Freitas, che la Biennale premia con il Leone d’argento: Bacchae – Prelude to a Purge, presentato dalla Freitas in prima italiana, è l’originale rilettura del tragico mito euripideo interpretato dai dodici danzatori e i musicisti della sua compagnia. A vent’anni dall’antologica delle sue prime creazioni Les Solos 1978-1998, presentata anche alla Biennale nel 1999, Marie Chouinard prosegue l’idea di attingere al proprio repertorio con la sua compagnia. In prima mondiale, Solos et duos (titolo provvisorio) è un’opera retrospettiva di circa trenta assoli e duetti: “Una nuova collezione coreografica, una reinterpretazione di queste brevi forme che diventano autonome, ma inscritte in un lungo e profondo processo creativo che si sviluppa per oltre quarant’ anni”

Cullberg D Day Some Hope ©Stéphane-Najman K. de Jong D.Albert Toth F. Ducharme D.Desjardins L.Vigneault J.Wright.

Biennale College – Danza. La trasmissione del repertorio contemporaneo, l’analisi delle tecniche coreografiche, che mette a fuoco ogni anno un metodo specifico dove è ancora protagonista la Chouinard. L’interpretazione e l’elaborazione personale sono oggetto delle attività destinate ai danzatori e ai coreografie per  promuovere nuovi talenti offrendo loro di operare a contatto di maestri per la messa a punto di creazioni: l’esito dei due percorsi intensivi dedicati all’arte della danza e all’arte della coreografia. I 15 danzatori selezionati al termine del training e interpretazione, saranno protagonisti dei 24 Préludes de Chopin di Marie Chouinard e di una nuova creazione di Daina Ashbee.

Figure at Sea ©Urban Jörén

I maestri del College dedicato ai danzatori sono: Judith Koltai (Authentic Movement), Gaby Agis (Skinner Releasing Technique), Tom Koch (Alexander Technique), Ami Shulman (Feldenkrais), Linda Rabin (Continuum) per l’approccio somatico o consapevolezza del corpo; le danzatrici della Compagnie Marie Chouinard per lo studio della tecnica contemporanea e della ricerca sul movimento.

I tre coreografi under 32 selezionati da Marie Chouinard presenteranno tre creazioni libere e originali. . Nelle diverse fasi di lavoro potranno confrontarsi con Isabelle Poirier, maître de ballet della Compagnie Marie Chouinard, Guy Cools per la drammaturgia, Simone Derai per la regia.

Irina Baldini 7 Ways to begin… ©A. Avezzu’

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Biennale Teatro

Secondo atto” di Antonio Latella, il 46. Festival Internazionale del Teatro, a Venezia dal 20 luglio al 5 agosto, si intitola Attore / Performer. “Forse, proprio mentre si fatica a comprendere perché, ad esempio, uno spettacolo di teatro-danza non sia invece definito spettacolo teatrale o viceversa, dove all’interno di uno spettacolo che potremmo definire ‘di prosa’ vediamo all’opera dei performer, credo che il punto di discussione possa essere circoscritto a due fattori – vettori del palcoscenico, l’attore e il performer, in particolare dove si trova e soprattutto se esiste ancora la distinzione tra performer e attore”.

 

Things…@DoroTuch

Clement Layes studi in coreografia, teatro, arti circensi,  esplora con humour la vita quotidiana e i suoi oggetti; Gisèle Vienne,  studi in coreografia e regia e una specializzazione nell’arte dei burattini, che fa interagire l’inquietante immobilità del corpo artificiale con la dinamicità del corpo naturale; Simone Aughterlony, nel campo della coreografia e dell’arte performativa,  costruisce spazi generativi di nuove forme di narrazione; Thomas Luz, regista e musicista, sperimenta una forma personale di teatro musicale. Davy Pieters, regista con studi all’Accademia teatrale di Maastricht, utilizza modalità di composizione da video tuber muovendo gli attori come fossero all’interno di un videotape; Vincent Thomasset,  autore,  lavora sul linguaggio; Jakob Ahlbom, ha studiato mimo alla Scuola d’arte, propone vicende inquietanti in una narrazione teatrale – definita phyical visual theatre – contigua al cinema di genere hollywoodiano.

Oblò ©Luna Cesari

Leone d’argento agli Anagoor – che inaugurano il Festival con la prima assoluta di Orestea – Agamennone, Schiavi, Conversio , dove performing art, filosofia, letteratura e scena ipermediale entrano in dialogo; la coppia Antonio Rezza – Flavia Mastrella, performer-autore e artista-autrice  Leone d’oro alla carrieracon i “quadri di scena” frutto di un linguaggio figurativo che mischia colori forme movimento e parole; Giuseppe Stellato, studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, artista e scenografo, indaga sulla fruizione delle immagini; Kronoteatro, il gruppo fondato da Maurizio Sguotti,  fonde la sua attività di regia con le sculture lignee di Christian Zucconi, indagando  la conflittualità dei rapporti generazionali.

Anagoor 2018 ©Andrea Pizzalis

Il debutto in prima assoluta di Spettri secondo la rilettura di Leonardo Lidi, vincitore del primo bando dedicato ai registi italiani under 30 di Biennale College – Teatro.  Latella ha  attribuito una menzione speciale a Fabio Condemi, che sarà al Festival con Jakob Von Gunten, ispirato dall’omonimo romanzo-diario di Robert Walser.

Crime story, thriller, mistery, horror e fantasy, slapstick action. Gli spettacoli raccontano microstorie ispirate a scampoli di vita vera e interrogano la percezione della realtà o la raccontano diversamente. How did I Die della Pieters, ricostruisce un omicidio coinvolgendo la polizia di Amsterdam; Dreamed apparatus di Layes è un’installazione dei piccoli episodi quotidiani che agitano i nostri sogni sulle note della colonna sonora di Io ti salverò di Hitckock; Jerk della Vienne mette in scena la ricostruzione immaginaria dei crimini del serial killer americano Dean Corll, grazie all’utilizzo del ventriloquo e del teatro dei burattini; When I die – A ghost story with music di Luz si ispira alla storia vera della medium e musicista Rosemary Brown; Ensemble Ensemble di Thomasset riprende i diari intimi di una donna trovati in un loft abbandonato e di quel flusso verbale crea una coreografia; Oblò di Stellato cortocircuita le immagini di una morte drammatica che tutti hanno sotto gli occhi con elementi domestici e rassicuranti come un microfono e una lavatrice.  Orestea firmata da Anagoor, il grande archetipo di tutti i gialli o crime stories.

Spettri – A. Avezzù

Gli artisti sono invitati al Festival con più di uno spettacolo nell’ottica delle mini-personali voluta da Antonio Latella . Trentuno titoli per un totale di 48 repliche; 20 novità, di cui 6 in prima assoluta.

Gli incontri con gli artisti  e un simposio con Chris Dercon (Direttore artistico Volksbühne di Berlino), Paweł Sztarbowski (Co-Direttore Teatr Powszechny di Varsavia), Bianca Van der Schoot (già Direttrice artistica RO Theater di Rotterdam e performer), Armando Punzo (regista, fondatore della Compagnia della Fortezza, già Direttore artistico Volterra Teatro).

Biennale College – Teatro. Dare voce e visibilità a chi opera nel panorama teatrale del nostro Paese tenendo conto delle difficoltà di ingresso e del divario generazionale, è alla base dell’edizione 2018.Una nuova sessione del progetto dedicato ai registi under 30: il regista vincitore, realizzerà, con un premio di produzione, il suo spettacolo, sviluppandolo con il supporto di Latella per debuttare nell’ambito della Biennale Teatro 2019.

Title @RobinKirchner

Nel bando registi si aggiunge quello dedicato agli autori che integra e completa il primo, a cui sono stati invitati gli scrittori di teatro under 40 per confrontarsi con una scrittura teatrale in grado di raccontare il presente. Il progetto dedicato agli autori si svilupperà nell’arco del triennio 2018-2020 e si concluderà,con la produzione di due testi inediti messi in scena dagli stessi registi selezionati. La prima fase: il laboratorio di drammaturgia coordinato da Linda Dalisi e Letizia Russo i tutor per  il triennio. Il bando è on line fino al 15 marzo (www.labiennale.org/it/biennale-college).

La “summer school” di Biennale College: nel corso del Festival, dal 23 luglio al 4 agosto, laboratori di drammaturgia, regia, recitazione, fotografia, arte performativa saranno tenuti da Roberto Latini, Silvia Calderoni, Gisèle Vienne, Guido Mencari, Jacop Ahlbom, Vincent Thommaset, Francesco Manetti e Alessio Maria Romano, Antonio Rezza e Flavia Mastrella.

Kronoteatro Cannibali @Nicolò Puppo

Il tema proposto quest’anno a Biennale College è quello del bacio come gesto entrato a far parte della nostra quotidianità ma anche come atto performativo che sempre si rinnova fino a rendersi irripetibile e unico. Gli esseri umani si sono sempre baciati? – spiega Antonio Latella – E il bacio stesso, o questo gesto ha conservato negli anni sempre la stessa valenza o il suo significato è andato mutandosi con il tempo?”  Bacio si intitolerà la maratona finale che il 5 agosto vedrà aperti al pubblico in un unico spazio e senza soluzione di continuità gli esiti di Biennale College – Teatro.

I bandi : www.labiennale.org/it/biennale-college.

Biennale Musica

Aperto a una “più attuale interpretazione del concetto di contemporaneità”, secondo il pensiero del direttore Ivan Fedele, e dedicato alle influenze musicali tra Europa e Americhe, il 62 esimo Festival Internazionale di Musica Contemporanea, intitolato Crossing the Atlantic, si svolge a Venezia dal 28 settembre al 7 ottobre. The Yellow Shark di Frank Zappa, la solo piano performance di Keith Jarrett, Maria de Buenos Aires di Astor Piazzolla, Aliados di Sebastian Rivas, il Victor Wooten Trio sono alcuni esempi di come ogni musica possa arricchirsi dell’esperienza dell’altra, assorbirne la lezione e restituirla in una nuova forma.  Realizzato per la prima volta nel 1992 alla Alte Oper di Francoforte, il capolavoro di Frank ZappaThe Yellow Shark – verrà eseguito nella versione integrale con i 26 elementi del Parco della Musica Contemporanea Ensemble diretti da Tonino Battista e la partecipazione di David Moss, uno dei più originali vocalist del mondo, già interprete dell’opera zappiana.

CRM Chant de La Matière PSpiesser ©MPalpacelli

Campione inarrivabile di una musica che nasce dal piacere fisico del suonare e che trova la sua realizzazione nella performance di fronte al pubblico, Keith Jarrett è il destinatario del riconoscimento istituzionale alla carriera che offrirà  una delle sue leggendarie improvvisazioni soliste al pianoforte che lo hanno reso celebre. Dal rock al jazz  al tango: Astor Piazzolla, che innerva il genere da ballo più popolare al mondo con strumenti, tecniche, stili diversi che ne rivoluzionano e arricchiscono la gamma espressiva. Marcelo Nisinman, compositore, arrangiatore, direttore e fuoriclasse del bandoneón per una nuova edizione dell’ opera-tango di Piazzolla, Maria de Buenos Aires, storia che sgorga dal realismo magico sudamericano, con la caratteristica mescolanza di sacro e profano, per la penna del poeta uruguaiano Horacio Ferrer.  Sebastian Rivas – Leone d’argento del Festival: Aliados, un’opera multimediale, con suoni immagini e voci manipolati in tempo reale e insieme un’opera del nostro tempo. L’opera rievoca l’incontro realmente avvenuto tra Augusto Pinochet e Margaret Thatcher, gli alleati del titolo ai tempi del conflitto per le isole Falkland.Victor Wooten presenta in prima europea il suo ultimo CD, Trypnotyx, accompagnato  dal batterista Dennis Chambers, session man con Scofield, McLaughlin, Santana, e il sassofonista e flautista Bob Franceschini. Nidra di Giacomo Baldelli, concepita come opera multisensoriale, che riconnettono la musica d’arte all’energia sovversiva del rock, come Trash TV Trance di Fausto Romitelli o Vampyr! di Tristan Murail; e accade in Le chant de la matière di Laura Bianchini e Michelangelo Lupone del Centro di Ricerca Musicale di Roma, e il percussionista Philippe Spiesser. Dario Calderone, interprete di Ur, due riti per contrabbasso solo di Giorgio Netti, Florentin Ginot, con Not Here, Charlotte Testu, che utilizza dispositivi elettronici per reinventare la tecnica strumentale del contrabbasso. Il duo di violoncelli aumentati di Norman Adams e Nicola Baroni.

Wooten Trio Live

L’Orchestra Haydn diretta da Tito Ceccherini, solisti il soprano Giulia Bolcato e il violinista Francesco D’Orazio; l’Ensemble Linea, fondato nel 1998 dal pianista e direttore d’orchestra Philippe Wurtz,  il Mivos Quartet, il quartetto d’archi Untref, fra i primi ensemble in Argentina dedicati alla musica che va dal secondo novecento ai nostri giorni. Biennale College – Musica. La presentazione di brevi opere di teatro musicale proposte da team variabili – quest’anno compositore e librettista under 35: Sergio Casesi e Giuliano Corti (libretto), Lucia Ronchetti (composizione).  Il Festival di Musica: 18 concerti, 40 prime esecuzioni: 18 assolute, 1 europea e 21 italiane.

Florentin Ginot ©Marc Ginot


www.labiennale.org

http://www.labiennale.org/it/teatro/2018

http://www.labiennale.org/it/teatro/2018/biennale-teatro-2018-atto-secondo

http://www.labiennale.org/it/danza/2017/biennale-college-danza-2018-danzatori

 

http://www.labiennale.org/it/danza/2018/biennale-danza-2018-second-chapter

 

http://www.labiennale.org/en/music/2018/biennale-musica-2018-crossing-atlantic

 

 

 

 

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