musica e concerti — 17/02/2019 13:47

La Capinera all’opera di Catania la rivoluzione del melodramma

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RUMOR(S)CENA – LA CAPINERA – TEATRO MASSIMO BELLINI – CATANIA – La Capinera, melodramma in due atti, tratto dal romanzo epistolare di Giovanni Verga ” Storia di una capinera“. Cala il sipario sulla sconsiderata bellezza del teatro lirico catanese, dedicato al suo geniale autore, Vincenzo Bellini. Sul palco gli interpreti raccolgono il meritato applauso di un pubblico sempre da tutto esaurito, dalla prima all’ultima replica. La platea esplode però in una vera ovazione, quando sul proscenio si affaccia una figura incerta, che si appoggia a un bastone. I suoi occhi sono verdi e sorridono felici. È Gianni Bella, catanese, amatissimo autore pop che per la sua città ha vinto una coraggiosa scommessa: musicare un melodramma, rinvigorendo e attualizzando una grande tradizione, conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

Un’impresa nata con il librettista Giuseppe Fulcheri e che è riuscita a coinvolgere per le liriche un poeta come Mogol, artista da 523 milioni di dischi venduti nel mondo nella sua lunga carriera. La storia vuole che il leggendario autore delle parole di Lucio Battisti, (ha collaborato con Bella anche per alcune bellissime canzoni di Celentano), all’inizio rifiutasse l’invito dell’amico. Il musicista infatti aveva candidamente ammesso di non aver alcuna esperienza di opera lirica. Ma sei mesi dopo, quando l’autore catanese gli fece ascoltare alcune romanze della Capinera, Mogol fu costretto a cambiare idea, accettando con entusiasmo di scrivere le liriche.

Era talmente tale l’emozione della musica di Gianni, che – racconta lo stesso Mogol – in 6 ore aveva finito il lavoro. “Gianni è  un genio“. A completare la fenomenale squadra, Dante Ferretti, vincitore di ben 3 Oscar, che ha firmato oltre alle scene e ai costumi, anche la regia. Ultimo ma non ultimo, un altro gigante come Geoff Westley, che ha curato arrangiamenti e orchestrazione delle musiche di Gianni Bella. In buca un’orchestra di 80 elementi diretta dal maestro Leonardo Catalanotto, sulla scena il coro del Teatro Bellini e alcuni danzatori. Fra loro la ballerina che accompagna una figura creata dal librettista, la personificazione del colera a cui Carlo Maliverno presta la voce di baritono e il fisico alto e asciutto, chiuso in un cappotto nero e un cappuccio.

Appare nel primo quadro – sullo sfondo la porta Garibaldi di Catania, con le sue linee bianche e nere, ricreata da Ferretti – annunciando di portare in dono la morte. La Capinera infatti racconta una drammatica storia d’amore impossibile, che si svolge a metà 800, quando Catania viene colpita da una epidemia di colera. La novizia Maria (il soprano leggero Cristina Baglio), viene lasciata libera di tornare a casa, lontana dalla città assediata dal morbo. Qui riabbraccia l’amato genitore e scopre l’amore terreno nel giovane Nino, promesso sposo della sorellastra Giuditta, figlia di seconde nozze del padre.

Il sentimento che nasce fra la novizia e Nino è  fonte di tormento per entrambi. Giuditta  e la madre scoprono Maria, e in una scena drammatica la bollano come  “strega”. Nella vicenda rielaborata da Fulcheri, non è accaduto nulla fra i due, ma le emozioni che hanno vissuto li segneranno profondamente nell’ animo. Il colera è finito e la sua personificazione sulla scena racconta la paura e lo sgomento di dover a sua volta morire. La città  festeggia: “Beviamo a Catania, che muore sul mare, che possa tornare più grande che mai”.

Una storia, questa Capinera, che pare già destinata a lasciare la sua città per entrare nel circuito della grande lirica nazionale.

Visto al Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania il 18 dicembre 2018

La Capinera

Musica di Gianni Bella

 Prima esecuzione assoluta

 Personaggi e interpreti

Maria Cristina Baggio
Giulia De Blasis (11, 13, 15 dicembre)
Nino Andrea Giovannini
Alessandro Fantoni (11, 13, 15 dicembre)
Il padre di Maria Francesco Verna
Salvatore Grigoli (11, 13, 15 dicembre)
La matrigna di Maria Sonia Fortunato
Giuditta Sabrina Messina
Il colera Carlo Malinverno
Giuseppe De Luca (11, 13, 15 dicembre)
La badessa Lorena Scarlata
Prete Alfonso Ciulla
Danzatori Doriana Barbato, Chiara Filardo, Martina Mora,
Aldo Nolli, Benedetta Roghi, Sara Tomesani

Orchestra e Coro del Teatro Massimo Bellini

Direttore Leonardo Catalanotto
Maestro del coro Luigi Petrozziello
Regia, scene e costumi Dante Ferretti
Coreografo Valerio Longo
Collaboratore alla regia Marina Bianchi
Assistente ai costumi Giovanna Giorgianni

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