Culture — 16/07/2019 13:11

Le vie del giornalismo incontrano Furio Colombo, Paolo Borrometi, Nando dalla Chiesa: giornalisti scrittori a Castagneto Carducci

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RUMOR(S)CENA – LE VIE DEL GIORNALISMO – CASTAGNETO CARDUCCI – (Livorno) Venerdì 19 luglio Furio Colombo e Maria Pace Ottieri Il tempo di Adriano Olivetti. Un giovane giornalista, Furio Colombo, arriva in Olivetti dalla Rai, attirato dall’idea di progresso e di futuro che negli anni Cinquanta si respira a Ivrea. Ma il futuro in quegli anni è anche la musica dei Beatles e di Bob Dylan, è l’America di Kennedy e di Martin Luther King, dove Adriano Olivetti lo manda alla ricerca di nuovi talenti. Un percorso di vita ed esperienze straordinario, in cui la visione olivettiana assume una dimensione internazionale e si confronta con sorprendente lungimiranza col nostro tempo. Furio Colombo è una tra le figure più note della cultura e del giornalismo italiani. Autore di celebri reportage da tutto il mondo, è stato dirigente di importanti aziende e parlamentare in diverse legislature.

 

 

 

Furio Colombo

Sabato 20 luglio Giorgio Scianna Cose più grandi di noi (Einaudi)

Iniziano gli anni Ottanta, l’aria sta cambiando: Milano lo sa, e lo sa bene anche Marghe, che a diciotto anni quando esce dal carcere trova suo padre ad aspettarla. Come una bambina ubbidiente ha seguito il consiglio dell’avvocato, dissociandosi dal gruppo armato in cui si è trovata coinvolta quasi per caso. Ma la scarcerazione non è una liberazione: pur di uscire ha tradito tutti – compreso il suo Pietro, di cui ha perso le tracce. E cosí, agli arresti domiciliari, scruta la casa di fronte, dove l’altra metà della sua famiglia continua a vivere. Questo libro è rivolto a chi, come Marghe, si avventura nell’impresa terribile e bellissima di trovare il proprio posto nel mondo. O a chi pensa di averlo già trovato. Giorgio Scianna torna a raccontare l’adolescenza come l’età piú rivoluzionaria della vita. Questa volta il suo sguardo si concentra sul momento cruciale degli anni di piombo e sulla storia di una famiglia messa di fronte alla prova più dura.

Domenica 21 luglio Francesco Magris Libertà totalitaria La nostra società è attraversata da una continua tensione verso lo sgretolamento delle classi e l’affermazione dei singoli, con l’esito di un individualismo sfrenato, di un populismo xenofobo, di un ripiegamento verso l’apatia politica. Il modello economico e quantitativo spopola in ogni campo assieme alla difesa del consumismo e della competizione fra singoli, arrivando a imporre la logica capitalista non più come dominante, ma come unica condizione possibile. Lì, dove la tenuta sociale si frammenta e si invoca il primato individuale con le egoistiche pretese di ciascuno, la libertà – oggi più che mai difesa a spada tratta – diventa una pura illusione e per giunta “totalitaria”, arresa al conformismo e allo snaturamento delle identità culturali. Per arginare questo fenomeno dilagante sia nei costumi sociali che negli orientamenti politici bisogna ricostruire il tessuto che ci rende collettività e non solo masse. Ripartire dal basso, dai diritti condivisi e dal senso di un progresso comune, in cui la libertà si ricontratta sempre nel dialogo con l’altro, senza arrendersi agli imperativi che il mercato e le sue derive sociali ci hanno imposto. In questo saggio, ricchissimo e illuminante, Francesco Magris ci guida alla scoperta e all’analisi dei fenomeni sociali e politici che maggiormente caratterizzano questa epoca, offrendo risposte a domande che spesso non siamo ancora in grado di porci.

Francesco Magris è professore ordinario presso l’Università François Rabelais di Tours (Francia). È autore di Tornaconti. Economia, letteratura e paradossi quotidiani nell’era del mercato globale (2006), Topology for economics (2006), L’economia in tasca (2012), La concorrenza nella ricerca scientifica (2012) e Al margine (2015).

 

 

Paolo Borrometi

Giovedì 25 luglio Paolo Borrometi Un morto ogni tanto

Nelle intercettazioni l’ordine è chiaro: Salvatore Giuliano, boss di Cosa Nostra di Siracusa, chiede di uccidere il giornalista che indaga sui suoi affari. Ma questo non ferma Paolo Borrometi, rappresentante della migliore tradizione siciliana d’inchiesta sul campo. Nonostante le minacce e le aggressioni subite, fonda un suo sito per poter rendere pubblici gli intrecci tra mafia e politica. Nel suo libro, Borrometi intreccia storia personale e inchieste su temi caldi: dal primo incontro faccia a faccia con la mafia, alle trame internazionali delle agromafie, fino alle nuove vie della droga. Ne emerge una forte denuncia su un fenomeno ritenuto in declino e in realtà più pervasivo e pericoloso di prima, da combattere anche attraverso la conoscenza del nemico. Perché il potere della mafia, come diceva Paolo Borsellino, è anche un fenomeno sociale, fatto di atteggiamenti e mentalità passive contro cui l’unico antidoto è l’esempio della resistenza e della lotta.

Paolo Borrometi vive sotto scorta ed è presidente di Articolo 21.

Con Paolo Borrometi presenteranno il libro Vittorio di Trapani giornalista RAI, segretario USIGRAI e Nadia Monetti RAI TG2

Sabato 27 luglio Nando dalla Chiesa Rosso mafia. La ’ndrangheta a Reggio Emilia Bompiani

Il libro, scritto da Nando dalla Chiesa con Federica Cabras, analizza il lato oscuro della provincia più rossa d’Italia. Era la cosa più difficile da pensare, la mafia a Reggio Emilia. La mafia che nasce e prospera nell’abbandono, nel degrado, nella disoccupazione, e invece mette radici nella città simbolo della cura sociale, degli asili migliori al mondo, del vitalissimo modello di sviluppo emiliano. La mafia che al Nord trova spazio nella corruzione, nella finanza d’avventura e nell’individualismo, e invece attecchisce nella città del partito “dalle mani pulite”, dell’economia industriale e contadina, nella capitale della cooperazione. La mafia che trova spazio nelle società imbelli e irresponsabili, e invece sfonda nella città dei fratelli Cervi, delle lotte antifasciste, della solidarietà con ogni buona causa. Com’è stato possibile questo autentico rovesciamento del senso comune? Dove nasce questo paradosso della democrazia italiana? E come va rivista la nostra teoria del fenomeno mafioso? Il libro risponde a questi interrogativi ripercorrendo, tra affreschi storici e cronache esemplari, una vicenda semisecolare e cercando i passaggi chiave della grande anomalia. Nando Dalla Chiesa è professore ordinario di Sociologia della criminalità organizzata presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Milano, di cui dirige anche l’Osservatorio sulla criminalità organizzata. Presidente onorario dell’associazione Libera, presidente della Scuola di formazione “Antonino Caponnetto” e direttore della cattedra Falcone-Borsellino di Città del Messico, è editorialista del Fatto Quotidiano. Parlamentare per tre legislature, ha scritto numerosi libri di analisi e denuncia del fenomeno mafioso. Per Bompiani ha pubblicato Per fortuna faccio il prof (2018).

Venerdì 2 agosto Federico Tulli Giustizia Divina edito da Chiarelettere

Frutto di una clamorosa inchiesta del giornalista Federico Tulli con l’ex numeraria dell’Opus Dei Emanuela Provera che hanno attraversato l’Italia visitando e raccontando i cosiddetti centri di cura per sacerdoti e suore “in difficoltà”. Come funzionano? Chi li finanzia? Un viaggio nei segretissimi centri di rieducazione per i sacerdoti che imbarazzano il Vaticano. il primo viaggio nei centri di cura, controllo ed espiazione per sacerdoti problematici. Almeno un sacerdote su dieci in Italia è ospite di queste strutture che in pochissimi conoscono. Questo libro offre una mappa ampia e aggiornata e interviste con il personale che ci lavora e i sacerdoti sotto osservazione. Non si parla solo di pedofilia, che è la punta dell’iceberg. Sono decine i casi impensabili di preti “ricoverati”. Questo libro rompe un altro muro di silenzio sui privilegi del Vaticano. Che fine fanno i sacerdoti denunciati per abusi, truffe o altri reati? Pochissimi finiscono in carcere. C’è una giustizia parallela che opera attraverso l’aspersorio, la preghiera, l’espiazione, perfino l’esorcismo. Un esclusivo reportage in presa diretta, che restituisce l’immagine di una Chiesa spesso oscurantista, forse troppo difficile da riformare. Con Federico Tulli presenterà il libro Simona Maggiorelli direttrice della rivista LEFT

Giovedì 8 agosto Remo Bodei Come ogni anno, il filosofo Remo Bodei regala al pubblico delle vie del Giornalismo, una sua riflessione partendo dalla parola guida dell’edizione. Quest’anno il tema è Libertà e Bodei parlerà della paura della libertà ma anche di noi schiavi della libertà nell’era che ha abolito ogni limite. Sarà anche l’occasione per tirare le fila degli incontri che hanno animato questa edizione, in compagnia e con la guida di uno dei più grandi filosofi di questo tempo. Remo Bodei ha insegnato Storia della filosofia all’Università di Pisa e alla UCLA di Los Angeles, inoltre ha insegnato alla Scuola Normale Superiore. Ha studiato e insegnato in diverse università europee e americane. Bodei ha analizzato la tradizione filosofica occidentale mostrando come le passioni, a lungo condannate come fattori di turbamento della razionalità, siano in realtà strumenti del dominio politico e sociale.

 

Tiziana Ciavardini

Lunedì 12 agosto Tiziana Ciavardini Ti racconto l’Iran. I miei anni in terra di Persia (Armando editore). Giornalista del Fatto Quotidiano, antropologa e grande esperta di Iran dove ha vissuto per oltre 10 anni compie un viaggio nella società civile iraniana, con un focus specifico sulla situazione femminile. Un racconto dall’interno, con l’occhio critico di chi vuol condurre una ricerca antropologica ma con il trasporto di chi rimane inevitabilmente innamorato dal fascino dell’antica terra di Persia. L’Iran è una terra caratterizzata da mille paradossi e contraddizioni, ma allo stesso tempo permeata da una profondissima spiritualità che pulsa, respira e vive nella quotidianità della sua gente. Nel libro attraverso le esperienze sul campo dell’autrice si affrontano tematiche relative al pregiudizio, all’Islam, alla condizione della donna, ai diritti negati, ai rituali religiosi e non, sino agli interrogativi incerti e preoccupanti sull’imminente futuro della Repubblica Islamica dell’Iran. Dalla Prefazione di Dacia Maraini: “Non si può non seguire con trepidazione questa storia d’amore fra una italiana colta, certamente attenta ai valori universali  della giustizia e della libertà e un popolo prigioniero di una teocrazia intollerante e crudele che si appella, per il governo del paese,  a regole scritte quasi due mila anni fa.” Il libro è dedicato alle donne iraniane come da dedica dell’autrice : “Dedicato a tutte le donne iraniane, a quelle del cambiamento e quelle della tradizione, la cui forza e determinazione mi hanno trasformato in una donna migliore.”

 

 

Daria Colombo

martedì 13 agosto Daria Colombo Cara premier ti scrivo
Sette racconti che si leggono come un romanzo corale e parlano del nostro presente, delle sue criticità e delle nostre aspettative, di amori e distanze. Con uno stile limpido e diretto, una prosa intensa ed elegante, Daria Colombo raccoglie in queste pagine momenti di vite normali, comuni, colti e raccontati nella medesima giornata: vite affacciate sullo stesso Paese, nello stesso momento come un’istantanea del nostro tempo. Che si tratti di un venditore ambulante o di un ragazzo del Sud in cerca di lavoro, che sia un musicista innamorato o una donna delusa che non rinuncia a combattere per un futuro sostenibile, che si parli della solitudine di un anziano o di un giovane omosessuale in lotta per la propria identità, i personaggi di Cara Premier ti scrivo vivono alla ricerca di una mappa per orientarsi in un mondo troppo distante da quello che avevano pensato, pronti – se la mappa non c’è – a disegnarla essi stessi, per non arrendersi al presente e per mettere in salvo tutta la vita che c’è in ognuno di noi. Questi racconti sono legati da un unico filo rosso che percorre tutto il libro, che racconta un’Italia complessa e vitale, ferita ed esposta alle intemperie di questo tempo e alle sue trasformazioni, comunque sostenuta dalle spinte più nobili che abitano le azioni e le passioni delle persone di cui è ricco soprattutto l’universo femminile. Daria Colombo ha collaborato con alcuni grandi nomi del cinema e della TV come Florestano Vancini, Pasquale Festa Campanile, Giancarlo Nicotra, Adriano Celentano. Contemporaneamente è stata art director per importanti case discografiche incontrando il futuro marito, il cantautore Roberto Vecchioni, che nel 2011 l’ha ringraziata in diretta dedicandole la vittoria al festival di Sanremo. Nel corso degli anni ha collaborato anche con il Corriere della Sera e L’Unità, col mensile Maxim e con la RAI, dove ha partecipato alla realizzazione di vari programmi; tra cui “I Grandi processi” con Sandro Curzi e Franca Leosini (1996) di cui è coautrice per RAI 1 e lo speciale “68 e dintorni” per RAI 3. E’ stata l’ideatrice del Movimento dei Girotondi.

Le vie del giornalismo ed è realizzato grazie al Comune di Castagneto Carducci con il patrocinio della Regione Toscana e dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti. L’organizzazione è dell’associazione Le vie del giornalismo con la Biblioteca Comunale e la Cooperativa Microstoria.

Il book shop è a cura della libreria Il Covo del gingillo Donoratico. L’ingresso agli incontri è libero.

 

www.leviedelgiornalismo.it

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