spettacoli — 16/01/2019 07:51

Mater Dei di Massimo Sgorbani al Teatro i di Milano: Giorgia Cerruti e Davide Giglio

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RUMOR(S)CENA – MATER DEI – TEATRO I – MILANO – Va in scena dal 16 al 21 gennaio 2019 al Teatro i di Milano il primo studio di Mater Dei , testo inedito di Massimo Sgorbani, regia, spazio, costumi e interprete Giorgia Cerruti insieme a Davide Giglio. Si tratta di una libera variante sul tema del mito, Mater Dei, scritto da uno dei drammaturghi italiani contemporanei più apprezzati e ha come protagonisti una madre e un figlio, collocati in un tempo immaginario e in un luogo altrettanto immaginario. Chi parla è la madre, vittima della violenza di un dio che, attratto dalla sua bellezza, è sceso sulla terra sotto sembianze animalesche e l’ha posseduta. La gravidanza, iperbolica e paradossale, genera ben tredici figli, tutti dotati dei paterni attributi divini, tranne l’ultimo. L’ultimo è forse un dio mancato, debole, troppo umano, o forse è la parte più antica di noi, quella prelogica, è il mugghiare che precede il logos, è la verità che sta nelle cose, non nel loro nome. La madre ha dedicato la sua vita a nasconderlo e proteggerlo, ma ora qualcuno sta arrivando a prenderlo, qualcuno intenzionato a “correggere l’errore”. Nel tempo di questa attesa si svolge l’azione drammatica. Un flusso di parole laico, erotico, scandaloso, ipnotico, che oscilla instabile tra la paura di regredire nel Caos e l’affermazione del Mito.

Mater Dei foto di F. Melotti

Giorgia Cerruti spiega come si è svolto l’incontro con la scrittura di Sgorbani: «Mater Dei è un’opera a mio avviso rara oggi nel panorama della drammaturgia contemporanea: Massimo ha il dono poetico, tratta la superficie delle parole come un’alchimista che fa brillare la natura profonda dei metalli; la parola non è svilita a segno ma ci regala “l’ebbrezza dell’incomprensione” (citando l’autore). Per noi attraversare quest’opera significa continuare un cammino che da più di un decennio trova la sua vitalità in un lavoro immersivo dell’attore: un paesaggio scenico dai tratti antinaturalistici, dove le partiture vocali e fisiche inseguono una sintesi tra ricerca formale e densità emotiva. Un teatro che cerca di mettere al centro del lavoro un tempo sacro abitato da figure poetiche. Immaginiamo l’incontro con il pubblico come un momento rituale estraneo al quotidiano; un tempo “altro” in cui ci si riunisce – spettatori e attori – per cercare il vero nella finzione».

La fusione tra la drammaturgia di Massimo Sgorbani e l’identità artistica della Piccola Compagnia della Magnolia si avvera nel segno di alcuni comuni denominatori. Lo studio delle radici (familiari, cosmogoniche) rappresenta un’azione come quella di studiare il sangue, i rapporti primari di parentela, i rapporti senza mediazioni, di rito e mito, l’interazione della parte con il tutto. Mater Dei si colloca tematicamente e stilisticamente come prosecuzione di senso all’interno questa ricerca, ma per la prima volta affronta il testo di un autore vivente.

 

foto di F. Melotti

Spettacolo riservato a un pubblico di età superiore ai 14 anni.

assistente alla creazione Fabrycja Gariglio musiche originali e sound design Guglielmo S. Diana style e visual concept Lucio Diana realizzazione scenografia Domenico De Maio

maschera Michele Guaschino sarta di scena Andrea Portioli

una creazione di Piccola Compagnia della Magnolia

con il sostegno di Armunia e di Residenza IDRA e Teatro Akropolis

nell’ambito di CURA # Residenze Interregionali 2018

in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi / Creazione Contemporanea


info e prenotazioni: tel. 02/8323156 – 366/3700770 – biglietteria@teatroi.org –
www.teatroi.org

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