Teatro, Va in scena a — 15/02/2016 22:17

“Bandierine al vento” di Evoè Teatro a Rovereto

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ROVERETO – Va in scena giovedì 18 febbraio  alle 20.45 all’Auditorium “Fausto Melotti” di Rovereto  , lo spettacolo “Bandierine al vento” nell’ambito della rassegna teatrale  “Evasioni Contemporanee” ideata dal Centro Servizi Culturali S. Chiara di Trento. La messa in scena è affidata a Evoè!Teatro, una compagnia nata nel 2011 a Rovereto e formata da Emanuele Cerra, Clara Setti e Marta Marchi, i quali  spiegano di aver voluto dare spazio e voce «all’esigenza di creare un luogo dove poter confrontarsi e sperimentare un teatro che sia, prima ancora che spettacolo, Arte.»  Il gruppo realizza progetti artistici con l’obiettivo di creare un’idea di teatro in grado di parlare al mondo d’oggi e la ricerca è  alla base di un’attività che punta allo sviluppo di linguaggi e forme capaci di rispecchiare quanto sia complessa la contemporaneità.  “Bandierine al vento, è un’opera inedita del drammaturgo tedesco Philipp Löhle. La regia è di Toni Cafiero,  le scenografie e i costumi di  Sandra Dekanic sono in stile “cheap”, quasi a richiamo di una discarica da consumismo sfrenato. Le musiche altisonanti si affiancano a coreografie trash-pop che danno forma a visioni e sogni, talvolta estroversi e chiassosi e talora intimi e taglienti.

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 L’opera tratta il tema della famiglia intesa come cellula economica di base della società, forma primitiva di organizzazione tra esseri umani che si trovano a fare i conti con il proprio essere “insieme”:  fatto di persone diverse con aspirazioni e sogni molto differenti e spesso in contrasto tra loro. Quale idea di famiglia avrà la meglio? Può rappresentare ancora la culla entro la quale un individuo (in questo caso un figlio e una figlia) può crescere e maturare? Si parte dalle aspirazioni, dai sogni e dalle idee dei suoi membri, raccontate come fotografie d’infanzia di qualcosa che è stato, nell’attimo in cui le porte del futuro si aprivano, un padre che inaugura una ditta; i figli alla vigilia dell’università, futuri giornalisti, scrittori o ingegneri; una moglie amorevole impegnata nella cura di casa e ragazzi. La facciata della perfezione alla vigilia della ricchezza, in un’atmosfera quasi “monicelliana”. Un futuro radioso si prospetta, ma poi…La trama è un continuo gioco di incidenti, circostanze, ribaltamenti e interventi con il pubblico che, tra un sorriso e l’altro, tende verso un finale dove i personaggi, burattinai di un sistema economico, alla fine ne saranno travolti e la famiglia, cellula di base della società, viene inesorabilmente a conseguenze estreme e paradossali.

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Il testo di Philipp Löhle è tradotto da Nadja Grasselli

Regia di Toni Cafiero,  in scena Clara Setti, Silvio Barbiero, Marta Marchi ed Emanuele Cerra.  Scene e costumi  di Sandra Dekanic, disegno luci di Luca Brun.  Coreografie di Maura Di Vietri, progetto grafico di Camilla Prosser.

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