Teatro, Va in scena a — 14/12/2016 at 18:37

“Corpi eretici” che racontano storie di alterità. Rassegna Arte della diversità di Bolzano

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BOLZANO – La settima edizione della rassegna teatrale organizzata dall’Accademia “Arte della Diversità” e diretta da Antonio Viganò (reduce dalla tasferta in Iran dove ha portato il suo “Personaggi” che ha vinto tre premi) ha come titolo “Corpi eretici” ed  è dedicata al tema del’alterità.  Va in scena dal 15 dicembre al 12 aprile al Teatro Comunale di Gries. Giovedi 15 alle 20.30  il primo spettacolo “Il giardino delle ciliegie” della Compagnia  Nina’s Drag Queens. La direzione artistica ha scelto di parlare dei  corpi, abitati in tante forme e in tanti modi e mondi possibili. “Perché il teatro è il corpo dell’attore e il corpo dello spettatore – spiega Antonio Viganò –  sono corpi nascosti, trasfigurati, negati, scandalosi. L’eretico è una persona, nel nostro caso un attore, che sceglie, ha un giudizio autonomo, ricerca la verità, la responsabilità, è fuori dal coro, dalla norma, dal dogma. Tradisce per mostrarci un’altra possibilità” Un’incubatrice culturale  per offrire l’occasione a giovani artisti e giovani compagnie, di sicuro talento e qualità, di avere uno spazio, un luogo, la possibilità di presentare il proprio lavoro e mostrare la propria arte misurandosi con un pubblico.

E’ uno spazio necessario per far crescere l’arte del teatro, per scoprire nuovi talenti, nuovi modelli, nuove drammaturgie e dare spazio alla contemporaneità. Sono corpi eretici quei corpi segnati dalla diversità e ‘non degni di vivere’ ,vittime del nazismo e dell’idea del corpo sano – bello e forte, sono corpi eretici quelli che si travestono per assumere un’altra identità, sono corpi eretici quelli che cercano e non hanno ancora trovato la propria identità, sono corpi eretici quelli che portano il segno dell’handicap e della malattia e mettono in crisi il nostro concetto di sanità, di santità, ci mettono di fronte alla nostra paura del deficit. Sono corpi eretici, creature anfibie, angeli e animali divini segnati dalla devianza tutti quei corpi e quelle anime che faticano a trovarsi un posto nel mondo, un loro posto nel mondo. L’irrazionale, il deforme, la fragilità, la vulnerabilità, che cerchiamo in tutti modi di espellere da noi, inutilmente, fanno parte del nostro patrimonio genetico, sono il significante di ‘umano’ e non appartengono ad una sola categoria di persone.”

Il giardino delle ciliegie

La rassegna si apre con le Nina’s Drag Queen. Un gruppo di travestiti mette in scena Cechov  e che fa pensare e ridere, come non si era mai visto. Musiche taglienti, danze burattinesche e commoventi e polifonie vocali da brividi. Un impasto di tecniche e linguaggi sapienti, cuciti intorno ad una drammaturgia limpida e intelligente che valorizza il   testo del drammaturgo russo. Un grande successo alla faccia dei pruriti, e dei pregiudizi artistici, morali o sociali.

La Sirenetta una coproduzione  Campo teatrale, compagnia di Milano  (13 gennaio 2017) che usa la metafora della sirena per parlare della forza inesausta di un essere umano per essere accettato dai simili per ciò che è. La nota e dolorosa vicenda di un ragazzo che, come altri, si è suicidato per la sua pretestuosa diversità, diventa poetica metafora di un atto di accusa verso una società bigotta e piena di pregiudizi.

Impronte dell’anima del Teatro alla Ribalta regia di Antonio Viganò  (28 gennaio 2017) proposto nella ricorrenza dei “Giorni della memoria”  si interroga sui temi dell’eugenetica e della eutanasia, dal tempo dei nazisti ai nostri giorni. Questa storia la raccontano degli attori e delle attrici portatori di handicap professionisti della scena. Uomini e donne le cui vite erano stare ritenute “ non degne di essere vissute”.

L’insonne regia di Claudio Autelli  (2 febbario 2017) in cui la  scena-scatola  fa pensare a unopprimente gabbia mentale. Lo spettacolo vuole restituire scenicamente la potenza del romanzo “Ieri” di Agota Kristof, ungherese di nascita ma espatriata in Svizzera nel 1956, dopo lintervento dellArmata Rossa volto a spegnere linsurrezione ungherese contro il dominio sovietico. I corpi sono ombre che giocano con la loro memoria. Quello che avviene in questa composizione è un dialogo tra queste figure di fratelli e la loro autrice, loro prestano il loro corpo e la loro voce allevocazione delle figure emerse dalla memoria dellautrice, in un continuo salto tra rappresentazione e pensiero dellanima che sta concependo questo mondo.

La lettera di Paolo Nani  (10 marzo 2017) è un’icona vivente della comicità corporea. Mille rappresentazioni in tutto il mondo per un attore che ha fatto del suo corpo, privo di voce, una macchina comica universale. Paragonato a Charlie Chaplin e Buster Keaton  con Paolo Nani, si ritorna a quella comicità clownesca, lontana dalla volgarità del cabaret, dalle battute scontate tra sesso e politica.

Das Spiel  (Museion Passage 18 marzo 2017)  – è un opera intima, delicata, segreta , alla quale 80 spettatori sono chiamati ad assistere . Gli interpreti Alessandro Bedosti e Antonella Oggiano, soli su un tappeto di 3 metri per 3 metri, si raccontano in una quotidianità che diventa un rito misterioso, affascinante e divertente. Due diversità, una di fronte all’altra, in un’atmosfera magica che lo spettatore, preso da tanti intimità, non fiata, sospeso, per paura di disturbare.

Mariano Dannacco è l’ autore, regista e interprete di Esilio con  (12 aprile 2017) protagonista Serena Balivo. Una produzione Piccola Compagnia Dammacco. Narra la fine di un mondo microscopico che, sorprendentemente, ci coinvolge tutti. Il tema del reinventarsi, del rinascere dalle ceneri del precariato, e mettono in scena luomo moderno nellattimo in cui questi viene preso a calci nelle terga e “buttato” in mezzo alla strada. La monodimensionalità di valori ci sta schiacciando. Il piccolo ometto kafkiano, però, non intende arrendersi, e proverà a battere tutte le possibili strade di rivalsa personale.

Esilio foto di Pino Montisci

 

La recensione di Esilio

L’”Esilio” di un uomo che non smette di sentirsi vivo

La rassegna teatrale è  promossa dall’Associazione Lebenshilfe, patrimonio sociale e culturale della provincia di Bolzano nel campo delle politiche di sostegno alle persone in difficoltà. Cosciente che per promuovere una nuova politica di “inclusione” , oltre ad erogare servizi nel campo sociale, è necessario che lo sguardo cambi, che occorre una rivoluzione culturale che modifichi e trasformi il pensiero sulla diversità. La cultura, il teatro, sono gli strumenti per far nascere una nuova etica sociale, capace di misurarsi con il limite e l’impossibile.

www.teatrolaribalta.itwww.lebenshilfe.itinfo@teatrolaribalta.it – 0471 324943

 

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